le intuizioni dell’uomo dietro K-Way e Superga


Fondatore e presidente di BasicNet, Marco Boglione è riuscito in un’impresa che molti consideravano impossibile: trasformare marchi storici e spesso in crisi – come Kappa, K-Way, Superga e Sebago – in brand globali capaci di competere nel mercato internazionale tra sportwear, fashion e outdoor.

Dietro il suo successo del manager torinese non c’è soltanto intuizione commerciale, ma anche una precisa filosofia manageriale costruita su pazienza, valorizzazione dell’identità dei marchi e una visione industriale molto diversa da quella tradizionale della moda italiana. Negli ultimi mesi il nome della sua azienda, di cui ha lasciato la guida ai figli, è tornato al centro dell’attenzione economica dopo le nuove acquisizioni di Woolrich e Sundek, operazioni che rafforzano ulteriormente il Gruppo torinese nel mercato internazionale dell’abbigliamento outdoor e casual.

Le origini di Marco Boglione

Marco Boglione nasce a Torino nel 1956. La sua carriera nel mondo dell’abbigliamento inizia molto presto, lavorando nel settore moda e sportswear piemontese. Uno dei momenti decisivi della sua formazione imprenditoriale è l’esperienza accanto a Maurizio Vitale, storico proprietario del Maglificio Calzificio Torinese, l’azienda che aveva creato il marchio Kappa.

Negli anni Novanta decide di compiere la svolta che cambierà la sua vita professionale. Nel 1994 rileva all’asta fallimentare il Maglificio Calzificio Torinese e i marchi Kappa, Robe di Kappa e Jesus Jeans. Da quell’operazione nascerà nel 1995 BasicNet, società destinata a diventare uno dei casi imprenditoriali più studiati nel panorama italiano.

La particolarità del modello BasicNet è evidente fin dall’inizio. Invece di costruire una struttura industriale tradizionale, Boglione punta su un sistema asset light, cioè leggero dal punto di vista produttivo, basato su licenze, reti internazionali e piattaforme digitali condivise.

L’intuizione che ha cambiato Kappa

La prima grande intuizione di Marco Boglione riguarda proprio Kappa. Negli anni Novanta il marchio vive una fase difficile, ma l’imprenditore comprende che il valore vero non sta soltanto nei prodotti, bensì nell’identità culturale e visiva del brand.

Boglione capisce prima di molti altri che sport e moda stanno iniziando a convergere. Kappa diventa così uno dei simboli dell’urban sportswear, anticipando una tendenza che esploderà globalmente molti anni dopo.

Il logo simbolo “Omini”, nato negli anni Sessanta quasi casualmente durante uno shooting fotografico, viene rilanciato come elemento distintivo di lifestyle e streetwear. Negli anni successivi il brand si rafforza attraverso sponsorizzazioni sportive, collaborazioni e presenza internazionale.

O tutto o niente. Intervista a Marco Boglione

Il caso K-Way: da giacca tecnica a icona fashion

Se Kappa rappresenta il primo grande successo, K-Way è probabilmente il capolavoro imprenditoriale di Marco Boglione. Quando BasicNet acquisisce il marchio nel 2004, K-Way è considerato da molti un brand ormai superato. L’impermeabile pieghevole nato in Francia negli anni Sessanta aveva perso attrattività commerciale e sembrava destinato a scomparire.

Il manager però individua un potenziale enorme nel patrimonio storico e simbolico del marchio. Decide di cambiare completamente il posizionamento del prodotto. K-Way smette di essere soltanto una giacca funzionale e diventa un oggetto fashion e premium accessibile.

Uno degli errori iniziali, raccontato dallo stesso imprenditore, è tentare di rilanciare K-Way nei negozi sportivi tradizionali. Successivamente BasicNet sceglie invece boutique moda e retail premium, aumentando qualità percepita e prezzo medio. La strategia funziona. Oggi K-Way è uno dei marchi più forti del gruppo BasicNet e viene distribuito in numerosi mercati internazionali. Negli ultimi anni il brand ha conosciuto una forte crescita anche grazie alla domanda globale di abbigliamento outdoor urbano e casual premium.

Superga e il ritorno delle icone

Un’altra intuizione di Marco Boglione riguarda Superga, storico marchio italiano di calzature acquisito da BasicNet nel 2007. Anche in questo caso l’imprenditore applica la stessa filosofia: non reinventare completamente il prodotto, ma valorizzarne autenticità e heritage.

La classica sneaker Superga 2750 viene rilanciata come scarpa lifestyle dal design essenziale e riconoscibile. Collaborazioni con influencer, personaggi pubblici e capsule collection contribuiscono al ritorno internazionale del marchio. Secondo Boglione, molti brand storici non hanno bisogno di essere trasformati radicalmente: devono piuttosto recuperare identità, coerenza e capacità narrativa.

Marco Boglione: non pensare solo al profitto

La filosofia imprenditoriale di Boglione

Uno degli aspetti più interessanti del pensiero manageriale di Marco Boglione riguarda il rapporto con il tempo e la crescita aziendale. Il suo motto più noto è “Piano, piano che ho fretta”, titolo anche di un suo libro. La frase sintetizza una filosofia imprenditoriale basata su pazienza, gradualità e costruzione di valore nel lungo periodo.

A differenza di molti gruppi moda focalizzati sulla crescita rapidissima o sul lusso estremo, BasicNet ha sviluppato una strategia più prudente e sostenibile. Boglione ha spesso dichiarato che il vero patrimonio di un brand è la sua credibilità nel tempo. Per questo il gruppo tende a evitare acquisizioni impulsive e a preservare l’identità dei marchi. A mantenere una certa coerenza stilistica, a crescere gradualmente e a investire molto nel prodotto.

L’imprenditore considera inoltre fondamentale il rapporto tra persone e azienda. In diverse occasioni ha spiegato come il lavoro di squadra sia stato decisivo nei momenti più difficili della sua carriera.

Il modello BasicNet

BasicNet viene spesso definita una “network company”. Il gruppo opera infatti attraverso un sistema globale di licenziatari, distributori e partner collegati da piattaforme tecnologiche comuni. Questo modello ha consentito all’azienda di espandersi in molti Paesi mantenendo una struttura relativamente agile rispetto ai grandi colossi internazionali della moda.

Non a caso, oggi il gruppo controlla marchi come Kappa, Robe di Kappa, K-Way, Superga, Sebago, Briko, Sabelt, Jesus Jeans, Woolrich e Sundek. Negli ultimi anni BasicNet ha superato il miliardo di euro di vendite aggregate globali.

Woolrich, Sundek e il passaggio generazionale

Il 2025 e il 2026 rappresentano una fase molto importante per il gruppo della famiglia Boglione. La notizia più rilevante riguarda l’acquisizione di Woolrich, storico brand americano outdoor fondato nel 1830. L’operazione, dal valore di circa 90 milioni di euro, rafforza il posizionamento internazionale di BasicNet nel segmento premium outdoor.

Poco dopo è arrivata anche l’acquisizione di Sundek, marchio storico legato al beachwear e al surfwear. Queste operazioni confermano la strategia di crescita selettiva del gruppo.

Secondo Marco Boglione, il segreto delle acquisizioni consiste nel “rispettare l’identità dei brand senza snaturarla”. Una filosofia che BasicNet sta cercando di applicare anche ai nuovi marchi entrati nel portafoglio.

Parallelamente è in corso anche il passaggio generazionale all’interno dell’azienda. I figli Alessandro e Lorenzo Boglione hanno assunto ruoli sempre più centrali nella guida del gruppo, diventando amministratori delegati e vicepresidenti di BasicNet. Il padre resta presidente e figura strategica di riferimento, ma la nuova generazione sta progressivamente assumendo la leadership operativa.

BasicNet, la nuova era dei fratelli Boglione

La sfida del futuro

Uno degli elementi distintivi della strategia BasicNet è il rapporto particolare con il lusso. Pur lavorando nel settore fashion, Marco Boglione ha sempre spiegato di non voler trasformare i suoi marchi in brand di lusso tradizionale. L’obiettivo è piuttosto creare prodotti premium accessibili, con forte identità e buon rapporto qualità-prezzo.

Questo approccio differenzia il gruppo torinese da molti competitor internazionali focalizzati su prezzi elevatissimi e distribuzione esclusiva. Secondo l’imprenditore, il consumatore contemporaneo cerca autenticità più che ostentazione.

Le prossime sfide per BasicNet riguardano soprattutto l’espansione internazionale, il retail diretto, la sostenibilità, la digitalizzazione, l’integrazione dei nuovi marchi e il rafforzamento dell’e-commerce. Il mercato moda globale sta attraversando una fase complessa tra rallentamento dei consumi, inflazione e cambiamenti nelle abitudini di acquisto. Tuttavia BasicNet continua a puntare su marchi storici con forte riconoscibilità.



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 Marta Ruggiero

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