Assicurazione trasporti marittimi: tariffe in calo e tensioni di guerra nello Stretto di Hormuz


Il mercato globale dell’assicurazione marittima ha registrato nel primo trimestre 2026 una continuazione del ciclo ribassista avviato nei trimestri precedenti, con riduzioni tariffarie significative sia sul cargo che sullo scafo. È quanto emerge dal report trimestrale pubblicato da Marsh per la sua practice Marine, Cargo & Logistics, che sintetizza le osservazioni dei propri broker senior in oltre 30 uffici distribuiti nelle principali piazze mondiali. Il quadro generale è quello di un mercato caratterizzato da abbondante capacità – alimentata dall’ingresso di nuovi operatori e dall’espansione delle MGA – e da condizioni di placement generalmente favorevoli per gli assicurati con profili di rischio solidi.

Sul fronte cargo insurance, la diminuzione mediana dei tassi anno su anno si è attestata tra il -10% e il -15% sulle polizze stock throughput. Punte più marcate si sono registrate in Asia, dove le tariffe cargo hanno segnato riduzioni fino al -35%, e nella regione IMEA – che comprende Medio Oriente, India e Africa – con cali tra il -15% e il -20%. America Latina e Pacific hanno beneficiato di una capacità abbondante che ha trascinato i tassi al di sotto della media globale. La tendenza al ribasso non è indiscriminata: gli assicuratori hanno continuato a scrutinare con attenzione i clienti operanti in aree ad alto rischio o in classi merceologiche complesse, e le riduzioni più consistenti sono state riservate agli account con loss record valutati positivamente.

Per lo scafo – il segmento marine hull – le tariffe hanno mostrato variazioni tra il -5% e il -10% rispetto all’anno precedente, con qualche eccezione nelle regioni a maggiore pressione competitiva. L’appetito degli assicuratori per i rischi hull e marine property è rimasto sostenuto, in particolare per i clienti con una storia sinistri favorevole, alcuni dei quali hanno potuto ampliare sia le coperture che i massimali. Il report Marsh sottolinea come i cali tariffari riflettano un contesto di mercato competitivo, bilanciato da pratiche di sottoscrizione rigorose e da un’evoluzione in atto nelle condizioni di polizza.

Un elemento di incertezza di rilievo riguarda l’atteso rilascio delle conclusioni dell’US National Transportation Safety Board sulla collisione della nave portacontainer Dali. Dati i volumi potenzialmente coinvolti, l’esito del procedimento potrebbe avere ripercussioni materiali sul programma di riassicurazione di gruppo dei P&I Club, con procedimenti legali che potrebbero estendersi per diversi anni.

La variabile che ha modificato in modo più netto il quadro trimestrale è l’escalation del conflitto in Medio Oriente, con il coinvolgimento diretto di Stati Uniti, Israele e Iran nel corso della seconda metà del primo trimestre 2026. A Londra, il Joint War Committee ha ridisegnato la mappa delle Listed Areas emettendo la JWLA-033, che ha ridefinito i confini geografici delle zone di guerra – sia terrestri che marittimi – estendendo l’applicazione a livello globale, inclusi gli assicuratori operanti al di fuori del mercato londinese. Le polizze war in vigore sono state cancellate con periodi di grazia, nel tempo necessario agli assicuratori per rivedere il pricing prima di proporre nuove coperture a tariffe più elevate.

I tassi war hanno registrato aumenti fino al 400% nella fase iniziale del conflitto. Con il progressivo indebolimento delle capacità militari iraniane, le tariffe hanno cominciato a scendere dai picchi raggiunti, pur restando su livelli significativamente superiori al periodo pre-conflitto. La maggiore incertezza riguarda lo Stretto di Hormuz, dove la Guardia Rivoluzionaria Iraniana – l’IRGC – sta tentando di imporre una chiusura di fatto del passaggio, senza che sia stata formalmente dichiarata. Un’analisi recente dei dati AIS indica che i transiti commerciali attraverso lo Stretto sono scesi a poche unità, tutte cargo e nessuna petroliera; rimane tuttavia la possibilità che alcune navi abbiano disattivato il sistema di identificazione automatica o stiano effettuando spoofing della posizione.

Le condizioni di copertura hull war riflettono questa fluidità. Le quotazioni hanno una validità di sole 24-48 ore. La maggior parte degli assicuratori si limita a offrire coperture di durata non superiore a 7 giorni – alcuni arrivano a 14, pochissimi a 30 – con tariffe differenziate tra la parte est e quella ovest dello Stretto e tra le navi in transito e quelle ferme nelle aree descritte dalla JWLA-033. I transit one-off tendono ad attrarre i tassi più alti. Detto questo, il report Marsh segnala che reperire la capacità desiderata, anche per i rischi di maggiore dimensione, non ha presentato particolari difficoltà.

Per il segmento cargo e logistica, Marsh ha rinnovato con efficacia dal 1° marzo 2026 – dunque a conflitto già avviato – la propria facility terrorism/war a Londra, che consente di collocare coperture per terrorismo, guerra, scioperi e guerra su terra per transiti. I massimali headline disponibili, soggetti a sottoscrizione del singolo rischio, si articolano su tre livelli: 250 milioni di dollari per il terrorismo, 150 milioni per war and strikes, 10 milioni per war on land in transito. La struttura coinvolge i principali assicuratori londinesi ed è progettata per garantire rapidità di risposta in contesti di elevata volatilità.

Il report distingue con nettezza tra il segmento war – dove le dinamiche tariffarie riflettono l’evoluzione geopolitica in tempo quasi reale – e i rami ordinari del marine, cargo e logistics, nei quali la tendenza ribassista di lungo periodo non ha subito alterazioni significative in seguito agli eventi mediorientali. Un’analisi prima-dopo condotta da Marsh ha rilevato pochissime variazioni nelle osservazioni relative alle polizze ordinarie, a conferma che i due segmenti rispondono a logiche di mercato distinte.

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