NAPOLI – “È assolutamente fondamentale che gli esperti si riuniscano per confrontarsi sulla cura dei pazienti affetti da malattie cardiovascolari perché questo campo continua ad evolversi. Ogni anno facciamo progressi, capiamo come prenderci cura dei pazienti nel modo migliore, comprendiamo di più la prevenzione e, cosa ancora più importante, oggi abbiamo a disposizione molte opzioni diverse su come trattare i pazienti. Uno dei modi in cui impariamo insieme è proprio riunirci e condividere le nostre esperienze: ecco perché incontri come questo sono così preziosi”. Lo ha spiegato David Adams, presidente dell’American Association for Thoracic Surgery (AATS Foundation) e primario di Cardiochirurgia al Mount Sinai Hospital di New York City, in occasione della sua partecipazione alla nona edizione del MICS 2026 – Minimally Invasive and Catheter Solutions, il congresso internazionale dedicato alle più avanzate tecniche mininvasive e transcatetere per il trattamento delle patologie valvolari cardiache e della fibrillazione atriale, in corso all’hotel Excelsior di Napoli fino al 13 giugno.
L’evento, ideato e organizzato dalla Mitral Academy e promosso da GVM Care & Research e UER – Università Europea di Roma, riunisce nel capoluogo campano oltre 120 esperti internazionali tra i più autorevoli nell’ambito della cardiochirurgia, cardiologia interventistica, imaging cardiovascolare, elettrofisiologia e ricerca clinica, per confrontarsi sulle nuove prospettive terapeutiche nella cura delle patologie cardiache strutturali, condividere esperienze, know how e competenze in un contesto multidisciplinare. “Questi eventi – ha proseguito Adams – portano qui esperti da tutto il mondo per dialogare e imparare gli uni dagli altri. Ciò che mi impressiona davvero di questo congresso, avendo io stesso contribuito a organizzare e guidare incontri in tutto il mondo, è che rappresenta una vetrina di come la comunità cardiotoracica italiana sia all’avanguardia in questo momento. Ciò che è accaduto negli ultimi 20 anni in Italia è assolutamente straordinario, ogni paziente che vive qui è molto fortunato perché si trova all’interno di un sistema eccezionale per l’assistenza cardiovascolare”.
Adams, poi, si è soffermato su un punto fondamentale: “Ci sono tantissime cose che il medico può fare – esami, analisi del sangue, diversi tipi di diagnostica per immagini, ecocardiografia, tac -, ma l’elemento più importante da ricordare – ha sottolineato – è che i sintomi superano ogni cosa. Il sintomo più rilevante nelle malattie cardiovascolari, citando il primo tra tutti, è la mancanza di fiato, un sintomo che non va ignorato. Questo vale sia per le malattie coronariche dei vasi sanguigni, sia, aspetto molto importante, per le malattie delle valvole cardiache. Pertanto, sintomi come la mancanza di respiro o la riduzione dell’attività fisica sono campanelli d’allarme precoci del fatto che il cuore è in difficoltà e – ha concluso – dovrebbero sempre spingervi a consultare un medico per una valutazione”. Ad aprire i lavori ieri, accanto a Giuseppe Speziale, presidente della Mitral Academy e del MICS 2026 e vicepresidente GVM Care & Research; Ettore Sansavini, presidente GVM Care & Research; Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente Anci; Pasquale Perrone Filardi, presidente della Società Italiana di Cardiologia (SIC); Ugo Trama, direttore Generale Tutela Salute Regione Campania; Bruno Zuccarelli, presidente dell’Ordine dei medici Chirurghi e Odontoiatri di Napoli.
IN APERTURA IL MESSAGGIO DEL MINISTRO DELLA SALUTE ORAZIO SCHILLACI
Nel suo messaggio di saluto, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha sottolineato il ruolo strategico dell’innovazione tecnologica e digitale nel futuro della medicina cardiovascolare, evidenziando come strumenti quali la cardiochirurgia mini-invasiva, le tecnologie transcatetere, l’intelligenza artificiale e la telemedicina stiano contribuendo a rendere le cure sempre più efficaci, personalizzate e orientate ai bisogni dei pazienti. Il ministro ha inoltre richiamato l’impegno del ministero della Salute nel processo di modernizzazione del Servizio Sanitario Nazionale attraverso gli investimenti del Pnrr, ribadendo l’importanza della collaborazione tra istituzioni, professionisti sanitari, università e centri di ricerca per promuovere una sanità innovativa, sostenibile e capace di migliorare concretamente la qualità della vita dei cittadini.
SANSAVINI (PRESIDENTE GVM CARE & RESEARCH): MICS MOTORE DI CRESCITA PER L’INTERO ECOSISTEMA SANITARIO
“I grandi progressi della medicina nascono dall’incontro tra ricerca, innovazione e condivisione delle competenze. Per questo riteniamo fondamentali appuntamenti come il MICS 2026, che rappresentano non solo un’occasione di aggiornamento scientifico di altissimo livello, ma anche un motore di crescita per l’intero ecosistema sanitario – ha dichiarato Sansavini. Favorire il confronto tra professionisti, ma anche specializzandi, centri di eccellenza, industria e mondo della ricerca significa accelerare l’adozione di nuove tecnologie e nuovi modelli di cura, generando valore per i pazienti e per la sostenibilità dei sistemi sanitari. MICS 2026 conferma il ruolo crescente dell’Italia nel panorama internazionale della medicina cardiovascolare ad alta innovazione favorendo il dialogo tra ricerca scientifica, pratica clinica e sviluppo tecnologico”.

Manfredi ha sottolineato come una delle sfide più complesse che la sanità, la ricerca e la politica oggi si trovano ad affrontare sia la necessità di coniugare l’innovazione tecnologica – compresi i nuovi farmaci, le terapie innovative e l’impiego dell’intelligenza artificiale – con la possibilità di accesso alle cure anche per chi vive in condizioni di maggiore fragilità. “Solo così riusciremo ad avere una società più giusta e più benessere per tutti – ha dichiarato -. Vi ringrazio per l’impegno che profondete ogni giorno e per aver scelto Napoli per questo convegno così importante”.

Il presidente dell’Ordine dei medici Chirurghi e Odontoiatri di Napoli nel suo intervento ha sottolineato come la collaborazione tra le nuove aziende ospedaliere universitarie e le grandi strutture private accreditate d’eccellenza possa favorire il progresso scientifico e contribuire allo sviluppo della ricerca del Paese. Molti gli ospiti illustri della cardiochirurgia mondiale, provenienti da 10 Paesi: da David Adams a Gilles Dreyfus, professore di Cardiochirurgia presso l’Hôpital Européen Georges Pompidou di Parigi; Tirone David, cardiochirurgo e professore di chirurgia all’Università di Toronto; Richard Withlock, professore di Cardiochirurgia all’Università McMaster di Hamilton (Canada); Mani Vannan, corresponsabile del centro di patologie cardiache strutturali e valvolari Piedmont Heart Institute Atlanta (USA); Shigeyuki Ozaki, cardiochirurgo e professore di Chirurgia cardiovascolare alla Toho University Ohashi Hospital; Alain Berrebi, responsabile del laboratorio di ecocardiografia del dipartimento di chirurgia cardiovascolare dell’Hôpital Européen Georges Pompidou e dell’Institut Mutualiste Montsouris di Parigi; Ottavio Alfieri dell’Ospedale San Raffaele di Milano; Elena Tremoli, direttrice scientifica e direttrice del Laboratorio Sperimentale a Maria Cecilia Hospital di Cotignola (RA); Alfredo Marchese, presidente GISE, insieme a esperti internazionali provenienti da Europa e Stati Uniti. Tra gli ospiti anche Vira Carbone, giornalista medico-scientifica e conduttrice della trasmissione Buongiorno Benessere.
MARCHESE (GISE): NO GENERALIZZAZIONE CURA IN CARDIOLOGIA INTERVENTISTICA STRUTTURALE
E proprio Marchese ha posto l’attenzione sul fatto che “nell’ambito della malattia valvolare aortica le recenti linee guida hanno creato non poche discussioni sulle indicazioni più recenti alla Tavi nel confronto con la chirurgia. Le nuove linee guida, come nell’ambito della rivascolarizzazione coronarica, hanno puntato – ha spiegato – a sottolineare e a dire che il cutoff dell’età dei 70 anni non è l’unico elemento che dobbiamo prendere in considerazione per quando indicare una cosa e quanto l’altra. Ci sono tanti fattori: i fattori del paziente, fattori anatomici, l’imaging. La tac coronarica è diventata un punto importantissimo nel processo decisionale perché avere un’età specifica, come indicato nella guida, da solo non è sufficiente a decidere se è veramente quello il percorso migliore del paziente. Ci sono tanti aspetti che vanno discussi, vanno guardate attentamente l’imaging prima di ogni altra cosa e guardato e discusso nell’heart team, il momento in cui tutti i professionisti si riuniscono per decidere su quel paziente. Quindi è una decisione diretta a quel singolo paziente e non a delle classi generali valide per tutti come oggi non puoi più fare grazie proprio all’innovazione. Abbiamo valvole dedicate ad alcuni subset di pazienti che performano meglio di altri. Questa è la dimostrazione che anche nell’ambito della cardiologia interventistica strutturale – ha concluso il presidente Gise – non ci si può più permettere una generalizzazione di cura. Questo è uno degli elementi fondamentali delle più recenti linee guida”.
INSERIRE VIDEO MARCHESE
SPEZIALE (PRESIDENTE MICS): SU MALATTIE CARDIOVASCOLARI STIAMO VIVENDO CAMBIO DI PARADIGMA
“Il MICS – ha rimarcato poi Speziale – rappresenta oggi uno dei principali momenti di confronto internazionale sull’innovazione delle soluzioni terapeutiche cardiovascolari. Le malattie cardiovascolari restano la principale causa di morte nei Paesi occidentali, ma oggi stiamo vivendo un cambio di paradigma: chirurgia mininvasiva, terapie transcatetere, imaging avanzato e intelligenza artificiale stanno trasformando radicalmente il modo in cui diagnostichiamo, trattiamo e seguiamo i pazienti, soprattutto quelli più anziani e fragili. MICS 2026 rappresenta una piattaforma internazionale di confronto tra i maggiori esperti del settore, capace di mettere insieme evidenze scientifiche, esperienza clinica e innovazione tecnologica in una visione realmente integrata della cura cardiovascolare. L’obiettivo non è solo ridurre invasività, complicanze e tempi di recupero, ma ripensare l’intero percorso di cura, dall’organizzazione dei team alla sostenibilità dei sistemi sanitari“.

Il Congresso si conferma come uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati all’innovazione in ambito cardiovascolare, con un ricco programma scientifico focalizzato sulle più avanzate tecniche di cardiochirurgia mininvasiva, robotica e terapie transcatetere. Al centro del confronto tra i maggiori esperti mondiali le nuove frontiere delle procedure della valvola mitrale, dell’aorta e della tricuspide, le strategie ibride tra chirurgia e interventistica. Il programma quest’anno dedica un’ampia pagina al tema della Care Revolution, una sessione conclusiva pensata per guardare oltre la pratica clinica attuale ed esplorare il futuro della cura cardiovascolare attraverso tecnologie emergenti, diagnostica avanzata per immagini, intelligenza artificiale, ma anche comunicazione, dinamiche di gruppo e modelli organizzativi vincenti.
SPEZIALE (PRESIDENTE MICS): IA AL CENTRO DI UNA RIVOLUZIONE CULTURALE
“L’intelligenza artificiale non sostituirà mai il medico, a patto che questo sappia governarla e utilizzarla come strumento per massimizzare il tempo a disposizione per l’ascolto del paziente, aspetto di fondamentale importanza ancora oggi troppo spesso sottovalutato – ha dichiarato Speziale -. L’intelligenza artificiale è al centro di una rivoluzione culturale alla quale non possiamo sottrarci ma che richiede un cambio di paradigma, a partire dalla gestione dei dati clinici che devono essere di qualità, condivisi, leggibili e capaci di fotografare il contesto non solo sanitario ma anche sociale, ambientale, culturale ed economico in cui il paziente vive. Solo così sarà possibile passare da una sanità reattiva a una sanità predittiva, dinamica e interconnessa”.
Nel programma della tre giorni congressuale, un’attenzione particolare viene dedicata alla formazione pratica attraverso workshop, simulazioni, discussioni di live case e approfondimenti sulle nuove evidenze cliniche relative a TAVI, MitraClip, chiusura dell’auricola sinistra, valvole sutureless, imaging multimodale ed ecocardiografia 3D intraoperatoria.
Attraverso il confronto tra esperienze cliniche, ricerca scientifica e innovazione tecnologica, MICS 2026 conferma inoltre il ruolo strategico di Napoli e della Campania come hub scientifico e sanitario internazionale nel settore cardiovascolare, valorizzando le eccellenze cliniche e di ricerca del territorio.
Per coinvolgere anche la cittadinanza, fino a domani, in concomitanza con il MICS 2026, sul Lungomare di Napoli sarà disponibile l’Advanced Mobile Clinic di GVM Care & Research. A bordo della clinica mobile gli specialisti della Clinica Montevergine, che fa parte di GVM Care & Research, proporranno screening cardiologici gratuiti. Dalle ore 9.00 alle 20.00 sarà possibile effettuare gratuitamente elettrocardiogramma (ECG), consulto cardiologico e profilo lipidico. L’accesso agli screening non richiede prenotazione. Un’iniziativa dal forte valore sociale, pensata per avvicinare la sanità ai cittadini, abbattere le distanze e promuovere la cultura della prevenzione come strumento fondamentale di tutela della salute.
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Elisa Manacorda
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