La Rottamazione-quinquies continua a evolversi prima ancora di entrare pienamente a regime. Nelle ultime settimane, infatti, diversi interventi normativi hanno modificato e ampliato il perimetro della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2026, introducendo novità che interessano non solo le cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ma anche molti debiti verso Comuni e altri enti locali.
A intervenire sono stati il Decreto Fiscale e il più recente Decreto Accise, che hanno corretto il calendario inizialmente previsto e aperto nuove possibilità per i contribuenti. Il quadro è ancora in fase di consolidamento, anche perché il Decreto Accise dovrà completare il suo iter parlamentare entro il 30 giugno 2026 per diventare legge.
Il Decreto Fiscale allarga la rottamazione ai tributi locali
La principale novità introdotta dopo la Legge di Bilancio riguarda l’estensione della Rottamazione-quinquies alle entrate degli enti territoriali affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
In pratica, oltre alle tradizionali cartelle fiscali e contributive, potranno essere interessati anche debiti relativi a:
- Imu;
- Tari;
- entrate patrimoniali comunali;
- sanzioni amministrative locali;
- multe stradali.
Si tratta di un ampliamento significativo rispetto alle precedenti definizioni agevolate, che consente anche agli enti locali di offrire ai cittadini la possibilità di regolarizzare la propria posizione eliminando gran parte degli oneri accessori maturati nel tempo.
Il Decreto Accise cambia il calendario
Dopo l’approvazione delle modifiche contenute nel Decreto Fiscale, è arrivato anche il Decreto Accise a ridefinire le tempistiche operative della misura.
La proroga è stata richiesta soprattutto dai Comuni, molti dei quali hanno segnalato la difficoltà di rispettare i termini originariamente fissati dalla normativa, anche a causa delle recenti consultazioni elettorali amministrative.
Il provvedimento ha quindi spostato dal 30 giugno al 31 luglio 2026 il termine entro il quale gli enti locali possono decidere se aderire alla sanatoria.
Lo slittamento ha inevitabilmente comportato una revisione dell’intero calendario destinato ai contribuenti.
Nuove scadenze per Imu, Tari e multe
Con le modifiche introdotte dal Decreto Accise, il nuovo calendario prevede:
- entro il 31 luglio 2026 l’approvazione della delibera comunale;
- dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 la presentazione delle domande da parte dei contribuenti;
- entro il 31 marzo 2027 il pagamento della prima rata oppure dell’importo in unica soluzione.
La proroga concede quindi diversi mesi aggiuntivi sia agli enti sia ai cittadini interessati.
Come funziona la Rottamazione-quinquies
La definizione agevolata riguarda i carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
L’adesione consente di versare esclusivamente:
- il capitale dovuto;
- le spese di notifica;
- eventuali spese per procedure esecutive.
Vengono invece cancellati:
- sanzioni;
- interessi di mora;
- interessi per ritardata iscrizione a ruolo;
- aggio della riscossione.
Il beneficio può tradursi in una riduzione molto consistente dell’importo complessivo da pagare, soprattutto per le cartelle più datate.
Fino a nove anni per pagare
Un’altra caratteristica che distingue la nuova definizione agevolata è la lunga rateizzazione prevista dal legislatore.
Il piano di pagamento può arrivare fino a 54 rate bimestrali distribuite nell’arco di nove anni, offrendo ai contribuenti una maggiore sostenibilità finanziaria rispetto alle precedenti edizioni della rottamazione.
Non tutti i Comuni aderiranno automaticamente
L’estensione ai tributi locali non scatterà in modo automatico.
Ogni Comune dovrà approvare una specifica delibera e comunicarla ufficialmente all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Questo significa che la possibilità di definire agevolmente Imu, Tari o altre entrate locali potrebbe variare da territorio a territorio.
Per i cittadini sarà quindi fondamentale verificare le decisioni adottate dal proprio ente locale nelle prossime settimane.
La sanatoria autonoma per gli enti che non usano AdeR
La Legge di Bilancio 2026 ha previsto anche una soluzione per i Comuni che non affidano la riscossione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
In questi casi gli enti possono introdurre una propria definizione agevolata, stabilendo autonomamente condizioni, percentuali di sconto, numero delle rate e termini di adesione.
In sostanza, potrebbero nascere sanatorie locali con regole differenti rispetto alla Rottamazione-quinquies nazionale.
Le proposte che restano sul tavolo
Nel corso dell’esame parlamentare sono state presentate ulteriori proposte di modifica che non sono state inserite nel testo attualmente in vigore.
Tra queste figurano:
- la riapertura della Rottamazione-quater per i contribuenti decaduti;
- una nuova finestra per regolarizzare le rate non pagate della quater;
- l’estensione della definizione agli atti di accertamento;
- un piano di pagamento fino a dieci anni;
- maggiori limitazioni ai pignoramenti per chi rispetta i versamenti.
Si tratta di ipotesi che potrebbero riemergere nei prossimi provvedimenti fiscali, ma che al momento non fanno parte della disciplina della Rottamazione-quinquies.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Le prossime settimane saranno decisive per capire la portata effettiva della misura. Da un lato si attende la conclusione dell’iter di conversione del Decreto Accise, dall’altro i Comuni dovranno scegliere se aderire o meno alla definizione agevolata per Imu, Tari e altre entrate locali.
Per molti contribuenti, soprattutto quelli con vecchi debiti verso il Comune, il 2026 potrebbe rappresentare una nuova opportunità per chiudere le pendenze con condizioni molto più favorevoli rispetto alle procedure ordinarie di riscossione.
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Antonio Maroscia
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