Roma, 24 giu. (askanews) – Un progetto ideato con un intento ispirazionale, per favorire maggiore consapevolezza, empatia e attenzione verso le dinamiche che caratterizzano il lavoro contemporaneo. XMetaReal, azienda italiana leader nello sviluppo di esperienze immersive in Extended Reality (XR) per il mondo corporate, e Valore D, la prima associazione di imprese in Italia impegnata per l’equilibrio di genere e una cultura inclusiva nelle organizzazioni, presentano D-Verso: un’esperienza innovativa che, attraverso la tecnologia immersiva, sensibilizza aziende e persone sui temi della Diversity, Equity & Inclusion.
L’iniziativa – si legge in un comunicato – nasce dall’incontro tra le competenze tecnologiche e creative di XMetaReal e l’esperienza di Valore D nella promozione di ambienti di lavoro più equi, inclusivi e sostenibili. Il progetto si concentra in particolare sui bias di genere e sulle micro-discriminazioni che possono emergere quotidianamente sul posto di lavoro.
D-Verso è pensata per il mondo corporate e si rivolge alle aziende, ai loro dipendenti e alle loro filiere. L’obiettivo è creare un’esperienza immersiva per stimolare una riflessione sulle dinamiche – anche inconsapevoli – che influenzano il modo in cui le persone vengono percepite e talvolta discriminate all’interno dei team di lavoro.
L’esperienza immersiva D-Verso affonda le radici in un lavoro già avviato nel 2024 da Valore D con Accenture e il Politecnico di Milano con la pubblicazione D-Verso. Linee guida per un Metaverso inclusivo, nove principi per costruire ambienti virtuali equi e responsabili. Quella era la mappa. Questo progetto è il percorso: i principi diventano scena, le linee guida diventano esperienza vissuta in prima persona.
Il progetto si sviluppa dentro gli uffici di SYNKRION, un’azienda virtuale in cui il partecipante vive una giornata lavorativaordinaria, tra riunioni, call, pause informali e decisioni. Situazioni quotidiane e realistiche che diventano progressivamente occasioni in cui emergono automatismi, aspettative implicite e dinamiche collettive spesso invisibili, ma profondamente radicate nella cultura professionale.
L’esperienza – prosegue la nota – affronta temi come la delegittimazione della leadership femminile, il mansplaining, la svalutazione tecnica, il rapporto tra lavoro e genitorialità, gli stereotipi di genere e le micro-aggressioni normalizzate nelle relazioni informali. Non vengono rappresentati episodi estremi o apertamente conflittuali, ma situazioni sottili che, proprio per la loro ordinarietà, possono incidere sul clima lavorativo e sul senso di appartenenza delle persone.
Tra gli scenari principali di D-Verso c’è “Progetto Orion”, una riunione simulata in cui una professionista presenta ai colleghi un’analisi tecnica dettagliata senza ricevere particolare attenzione dal gruppo, mentre gli stessi concetti, riformulatisuccessivamente da un collega uomo, ottengono consenso e approvazione. Il partecipante è chiamato a prendere posizione, scegliendo se seguire il gruppo o osservare criticamente le dinamiche relazionali che emergono.
L’esperienza inizia da sé stessi. Prima di entrare negli uffici di SYNKRION, il partecipante è invitato a fare una breve autovalutazione: cinque affermazioni su cui misurare il proprio grado di riconoscimento di automatismi cognitivi come la tendenza a fidarsi di ciò che già si conosce, la diffidenza verso il diverso, il peso delle prime impressioni. Non un test, ma un punto di partenza soggettivo. Al termine dell’esperienza, quelle stesse dimensioni vengono restituite sotto forma di profilo personale uno specchio che mette in relazione le proprie predisposizioni dichiarate con le scelte compiute durante la giornata virtuale. A guidare questa lettura è M.I.A. Motore Intelligente di Ascolto: un sistema integrato nell’ambiente di SYNKRION che, senza giudicare le intenzioni individuali, osserva le dinamiche relazionali e restituisce al partecipante una lettura più consapevole di ciò che è accaduto intorno a sé e di come vi ha preso parte.
Elemento centrale di D-Verso è la dimensione interattiva. Non conta soltanto ciò che viene detto, ma anche ciò che viene accettato, ignorato o lasciato succedere senza opposizione. L’esperienza invita così a riflettere sul ruolo che ciascuno può avere nella costruzione delle relazioni professionali e della cultura aziendale.
“Le micro-aggressioni di genere non sono eccezioni: sono il tessuto ordinario di molte giornate lavorative. Una riunione, una battuta, un commento lasciato scorrere. Il 13,5% delle donne tra 17 e 70 anni ha subito molestie oricatti sul lavoro (ISTAT), ma accanto a questi episodi esiste una zona grigia molto più vasta, fatta di automatismi e aspettative implicite che tutti ogni giorno possiamo vivere o agire senza accorgercene. D-Verso non racconta queste dinamiche: le fa accadere. L’elemento centrale è proprio questo: non conta solo ciò che viene detto, ma ciò che viene accettato, ignorato, lasciato scorrere senza opposizione. Perché ciò che si vive si ricorda, ciò che si osserva da fuori si dimentica”, è il commento di Barbara Falcomer Direttrice Generale Valore D.
“Valore D lavora su questi temi sin dalla fondazione, al fianco delle aziende associate. D-Verso nasce in questo stesso spirito: uno strumento in più per riconoscere i bias, capirne l’impatto reale, e continuare a costruire insieme ambienti di lavoro più equi. Con la tecnologia immersiva, la consapevolezza smette di essere un esercizio teorico e diventa esperienza diretta, un’occasione concreta per vedere ciò che spesso non si vede”.
“D-Verso è un progetto che nasce per sensibilizzare le persone su alcune dinamiche e automatismi inconsci chespesso passano inosservati nella quotidianità lavorativa. Bias e stereotipi non sempre sono evidenti, ma possono influenzare profondamente il modo in cui le persone vengono ascoltate, valorizzate e coinvolte all’interno delle organizzazioni. La nostra capacità di ricreare ambienti tridimensionali e contesti di lavoro permette alle persone di agire dei comportamenti come se fossero nella loro reale quotidianità. Attraverso l’Extended Reality, abbiamo l’opportunità di creare esperienze da vivere in prima persona facilitando un embodiment cognitivo. Di fatto si tratta di un acceleratore di esperienze molto efficace che agisce sulle emozioni e lavora sulla memoria episodica”, dichiara Vittorio Zingales, CEO e Founder di XMetaReal.
L’erogazione del progetto D-Verso – conclude il comunicato – avviene attraverso la piattaforma proprietaria XMR di XMetaReal. Ambienti 3D, avatar, interazioni e asset digitali sono realizzati internamente dal team creativo e tecnico di XMetaReal, mentre le logiche narrative ed esperienziali sono state progettate in co-design con Valore D, che ha contribuito con il proprio know-how sui temi dell’inclusione, della leadership e della cultura organizzativa.
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