| Il signor Dinh Minh Tri, Direttore dell’analisi dei clienti al dettaglio, Mirae Asset Securities Joint Stock Company (MAS) |
I capitali arriveranno gradualmente, non in un’unica soluzione.
Il mercato azionario vietnamita si avvicina a un nuovo traguardo. Secondo la tabella di marcia, il Vietnam sarà incluso nell’indice FTSE Global Equity Series in quattro fasi, da settembre 2026 a settembre 2027. Mentre in precedenza gli investitori operavano principalmente sulla base delle aspettative di un upgrade, ora l’attenzione si è spostata sulla fase di implementazione.
Secondo il signor Dinh Minh Tri, questo è un punto chiave da sottolineare quando si valutano gli sviluppi del mercato. Il piano di implementazione specifico del FTSE Russell aiuta il Vietnam ad ampliare il proprio accesso ai fondi di investimento basati su indici internazionali. La reazione di agosto è stata generalmente positiva, con il VN-Index in rialzo di oltre il 5%, chiudendo a 1.832 punti. Ciò indica che una parte significativa delle aspettative si è riflessa nel prezzo.
Tuttavia, dietro l’andamento positivo dell’indice si cela un segnale significativo: i flussi di capitali esteri non si sono ancora invertiti in modo duraturo. Gli investitori stranieri hanno continuato a vendere netti ad agosto e le vendite nette cumulative per i primi otto mesi dell’anno hanno superato i 90.000 miliardi di VND sulla Borsa di Hong Kong.
Secondo il signor Tri, questo sviluppo dimostra che il miglioramento del rating non può essere equiparato al ritorno immediato dei capitali internazionali. Le decisioni degli investitori stranieri sono influenzate anche dai tassi di cambio, dai tassi di interesse globali, dalle valutazioni di mercato e dalle prospettive di profitto delle aziende.
Un altro fattore da considerare è che il Vietnam non sarà pienamente incluso negli indici FTSE a settembre. Il processo è suddiviso in quattro fasi, con ponderazioni cumulative di circa il 10%, il 30%, il 65% e il 100%. Pertanto, anziché un grande afflusso di capitali in un unico momento, l’impatto dell’upgrade si accumulerà probabilmente in ciascuna fase.
L’esperienza internazionale citata dal signor Tri dimostra inoltre che il mercato può reagire in modo molto diverso prima e dopo un upgrade. I flussi di capitale attivo spesso si muovono in anticipo per anticipare le aspettative, mentre i fondi passivi tendono a ristrutturare i propri portafogli in prossimità della data ufficiale di pubblicazione dell’indice.
Il Kuwait rappresenta un esempio di mercato in rapida crescita che ha attratto ingenti capitali internazionali prima ancora di essere ufficialmente incluso nel gruppo dei mercati emergenti. Tuttavia, dopo tale riconoscimento, alcuni mercati potrebbero subire correzioni a breve termine a seguito della realizzazione di profitti da parte degli investitori.
L’Arabia Saudita, tuttavia, dimostra una strategia a lungo termine. La sua inclusione negli indici FTSE e MSCI è stata realizzata in più fasi, il che significa che i flussi di capitali esteri non si sono concentrati in un unico momento, ma sono aumentati gradualmente di pari passo con l’apertura dei mercati e le riforme.
Sulla base di tale esperienza, il signor Tri ritiene possibile che il mercato vietnamita attraversi periodi di “acquisto sulla base delle aspettative, vendita sulla base delle notizie” intorno al 21 settembre, soprattutto per i titoli che hanno registrato forti rialzi a causa delle aspettative di inclusione negli indici internazionali. Tuttavia, le fluttuazioni in poche sedute di borsa non sono un indicatore completo dell’efficacia di un upgrade.
Ancora più importante, l’attenzione si concentrerà sul graduale miglioramento dei flussi di capitali esteri, sull’espansione sostenibile della liquidità del mercato e sull’aumento della quota di investitori istituzionali nei prossimi mesi. Dopo il 21 settembre, quindi, l’attenzione si sposterà gradualmente dalle aspettative di un miglioramento alla reale entità dei flussi di capitali.
Per trattenere gli investimenti esteri, il mercato deve continuare a “migliorare la sua qualità”.
Uno dei messaggi principali che emergono dall’analisi del signor Dinh Minh Tri è che il miglioramento del posizionamento del FTSE non è l’obiettivo finale del processo di riforma del mercato azionario vietnamita.
Nella revisione della classificazione dei mercati di giugno 2026, MSCI non ha ancora incluso il Vietnam nel gruppo di mercati oggetto di revisione per una possibile riclassificazione. Pertanto, l’obiettivo di raggiungere gli standard MSCI dovrebbe essere considerato il prossimo passo del processo di riforma, piuttosto che un risultato immediato a breve termine.
Tra gli aspetti positivi, si segnalano diversi progressi compiuti dal Vietnam, tra cui lo sviluppo di un modello di broker globale, la tabella di marcia per la creazione di un sistema di compensazione centrale delle controparti (CCP), l’ampliamento delle informazioni in lingua inglese e le modifiche relative all’accessibilità per gli investitori stranieri.
Tuttavia, i colli di bottiglia non sono stati completamente risolti. I limiti alla proprietà straniera continuano a influenzare la possibilità di investire in alcune grandi imprese; il mercato dei cambi non dispone di un meccanismo offshore completo; e alcune informazioni commerciali e normative di mercato non sono pienamente disponibili in inglese.
Il meccanismo di non prefinanziamento ha migliorato significativamente l’accesso al mercato, ma secondo il signor Tri, nel lungo termine è ancora necessario un sistema CCP completo affinché il meccanismo post-transazione si avvicini agli standard internazionali. Questo è stato identificato come un compito chiave per il periodo 2026-2027.
La sfida maggiore risiede nell’investibilità. Un fondo internazionale potrebbe avere una valutazione positiva delle prospettive economiche del Vietnam, ma incontrare comunque difficoltà nell’erogare ingenti somme se i titoli azionari principali si stanno avvicinando al limite di proprietà straniera, presentano un basso flottante, una liquidità limitata o mancano strumenti di copertura del rischio.
Pertanto, oltre a perfezionare la CCP e il meccanismo di pagamento, il mercato deve continuare ad affrontare i limiti alla proprietà straniera, ad aumentare il rapporto di flottante, ad ampliare la divulgazione delle informazioni in inglese, a migliorare le capacità di negoziazione in valuta estera e a sviluppare strumenti a supporto della gestione del rischio.
Dal lato dell’offerta, un mercato emergente necessita anche di beni di qualità in quantità sufficiente per assorbire nuovi flussi di capitali. Il signor Tri ritiene necessario continuare a incrementare l’offerta di azioni attraverso offerte pubbliche iniziali (IPO), privatizzazioni, dismissioni di imprese statali e quotazione in borsa di grandi aziende.
Questo spiega anche perché un upgrade non sia sufficiente a garantire un passaggio degli investimenti esteri da vendite nette ad acquisti netti. I fondi passivi basati sugli standard FTSE dovranno adeguare i loro portafogli quando il Vietnam verrà incluso nell’indice, ma i flussi di capitale attivo sono molto più consistenti e non obbligati ad acquistare.
Per questo gruppo di investitori, la questione cruciale non è semplicemente quale “etichetta” di mercato detenga il Vietnam, ma se la valutazione sia attraente, come stiano crescendo le imprese, come stiano fluttuando i tassi di cambio e di interesse e se le prospettive economiche siano sufficientemente convincenti da indurli ad allocare capitali a lungo termine.
Pertanto, secondo il signor Tri, la cosa più importante è che le riforme non solo vengano emanate, ma anche attuate in modo efficace. Solo così le riforme creeranno le basi per avvicinarsi agli standard MSCI, migliorando al contempo la trasparenza, la liquidità e l’attrattività a lungo termine del mercato dei capitali.
In seguito all’aggiornamento, i profitti aziendali torneranno al centro dell’attenzione.
Il contesto macroeconomico è una variabile cruciale nella sfida di attrarre flussi di capitali.
Secondo i dati presentati dal signor Dinh Minh Tri, il PIL del Vietnam è aumentato dell’8,18% nei primi sei mesi dell’anno, un dato superiore al 7,63% registrato nello stesso periodo del 2025. Nei primi otto mesi, l’indice della produzione industriale è cresciuto dell’11,9%; le vendite al dettaglio di beni e servizi sono aumentate del 13,3%, o del 7,6% escludendo l’effetto prezzo.
Gli investimenti hanno continuato a rappresentare un punto di forza, con un capitale investito realizzato dal bilancio statale pari a circa 546,8 trilioni di VND, con un incremento del 18,5%; e investimenti diretti esteri realizzati pari a circa 17,25 miliardi di dollari, con un incremento del 12%. Secondo il signor Tri, se l’erogazione degli investimenti pubblici continuerà a essere incrementata nei restanti mesi dell’anno, l’effetto a catena su edilizia, materiali, logistica e consumi sarà ancora più pronunciato.
Tuttavia, il quadro non è del tutto roseo. L’indice dei prezzi al consumo (CPI) medio per i primi otto mesi è aumentato del 4,45%. Mentre le esportazioni sono cresciute del 22,4%, le importazioni sono aumentate del 35,3%, determinando un deficit commerciale di circa 20,46 miliardi di dollari. Il forte aumento delle importazioni riflette in parte l’elevata domanda di materie prime per la produzione, ma esercita anche ulteriore pressione sul tasso di cambio e sugli equilibri macroeconomici.
Secondo lo scenario operativo menzionato dal signor Tri, per raggiungere un obiettivo di crescita del PIL pari o superiore al 10% per l’intero anno, la crescita negli ultimi sei mesi dell’anno deve attestarsi intorno all’11,9%. Si tratta di un livello impegnativo, che richiede sinergia tra investimenti pubblici, investimenti privati, investimenti diretti esteri (IDE), produzione, esportazioni e consumi.
Pertanto, l’obiettivo di crescita rimane raggiungibile, ma il requisito cruciale non risiede unicamente in una specifica cifra del PIL. Il controllo dell’inflazione, dei tassi di cambio e della qualità del credito ha un impatto diretto sulla capacità di sostenere la crescita e sull’attrattiva degli asset vietnamiti per gli investitori internazionali.
In questo contesto, il signor Dinh Minh Tri mantiene una visione positiva sulle prospettive a medio e lungo termine del mercato azionario, ma si mostra più cauto nel breve periodo. Il fatto che l’indice VN-Index sia aumentato di oltre il 5% ad agosto, chiudendo a 1.832 punti, dimostra che le aspettative di un miglioramento, della crescita economica e dei risultati aziendali si sono in parte riflesse nei prezzi.
Le significative fluttuazioni della prima settimana di settembre, unitamente alla predominanza di titoli in ribasso, riflettono anche la crescente divergenza nell’andamento del mercato. Dopo una tendenza al rialzo relativamente rapida, il mercato potrebbe entrare in una fase di consolidamento, in cui gli investitori cercano di bilanciare le aspettative di un miglioramento con la necessità di realizzare profitti.
Con i flussi di capitali interni, si prevede che gli investitori individuali continueranno a svolgere un ruolo di supporto. I flussi di capitali potrebbero essere indirizzati verso settori con chiare prospettive di crescita degli utili, come i servizi bancari e finanziari; gli investimenti pubblici, l’edilizia e le infrastrutture; la tecnologia; l’energia; e il settore immobiliare industriale. Tuttavia, la differenziazione tra le imprese all’interno dello stesso settore diventerà sempre più evidente.
Per gli investitori stranieri, lo scenario previsto è un miglioramento graduale piuttosto che un’inversione di tendenza immediata. La prima fase del FTSE ha rappresentato solo circa il 10% del peso del portafoglio; le fasi successive si estenderanno fino a settembre 2027. I flussi di capitale passivo saranno quindi gradualmente allocati, mentre i fondi a gestione attiva necessitano ancora di ulteriori valutazioni in termini di capitalizzazione, crescita degli utili e rischi di cambio.
È quindi improbabile che il mercato registri una crescita lineare nel breve termine. Dopo l’evento del 21 settembre, l’attenzione si sposterà probabilmente sui risultati del terzo trimestre, sulle prospettive di profitto per il 2027 e, soprattutto, sull’effettivo afflusso di capitali internazionali nel mercato.
Nel medio termine, il signor Tri pone al centro tre variabili: i flussi di capitale effettivi dopo l’aggiornamento, la crescita degli utili aziendali e i progressi nelle riforme volte ad avvicinare il mercato agli standard MSCI.
Se questi tre fattori si svilupperanno in modo favorevole, il significato più importante dell’indicizzazione al FTSE non si limiterà alla quantità di denaro che potrebbe affluire in poche sedute di borsa o in pochi gruppi di titoli. Potrebbe rappresentare il punto di partenza per un ciclo di miglioramento della qualità del mercato dei capitali vietnamita, dove l’attrattività per gli investitori internazionali sarà in definitiva determinata dalla qualità del mercato e dai fondamentali di crescita, e non solo dall’indicizzazione stessa.
Fonte: https://thoibaonganhang.vn/nang-hang-mo-cua-dong-von-nhung-tien-ngoai-co-o-lai-187237.html
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