A Ragusa sempre più tesi i rapporti fra amministrazione e opposizioni



Nonostante i costanti annunci propagandistici dell’amministrazione, per iniziative ed eventi, e in generale per esaltare ogni aspetto dell’attività amministrativa, c’è una condizione, nei rapporti tra amministrazione e opposizioni, non solo tesa ma che mette costantemente in luce forti criticità che esulano dalla politica strumentale e inducono a serie riflessioni della città, anche in vista delle ormai prossime comunali.
Lo spunto per una riflessione lo forniscono due comunicati, che abbiamo pubblicato in altra parte del giornale, uno del presidente di Ragusa in Movimento, e uno della consigliera Caruso.

Mario Chiavola ribadisce il forte livello di degrado urbano del centro storico e fa appello all’amministrazione per programmare non interventi sporadici ma una vera e propria strategia di riqualificazione e rivitalizzazione.
Conoscendo Mario Chiavola, il suo movimento, i sostenitori dello stesso, nonché la sua appartenenza al Direttivo di Fratelli d’Italia di Ragusa, vorremmo un altro approccio di opposizione, anche in proiezione futura delle prossime comunali.
Inutile fare appelli ad una squadra che ha ampiamente dimostrato di non avere le minime capacità per amministrare certi settori della città.
Ci sono assessori che assistono inermi al degrado e al coma del centro storico, Chiavola non li cita, non li coinvolge e si limita a un generico appello per azioni che si attendono, invano, da otto anni.
E sono anche i risultati di una opposizione soft che ha stancato molti cittadini insoddisfatti e rende, ormai, molti comunicati retorici e ripetitivi.

Il comunicato della consigliera Caruso ci ha impressionato doppiamente: da un lato guardiamo basiti alle politiche interne dell’amministrazione e del sindaco in particolare, che, è storia, hanno preferito emarginare politicamente soggetti validissimi per coltivare un entourage, un cerchio magico, i cui risultati politici sono sotto gli occhi di tutti.
È facile vivere sull’illusione delle grandi opere in città, frutta di una pioggia incontrollata di finanziamenti, molte delle quali opere discutibili in termini di utilità e valenza dell’investimento.
Con il suo comunicato odierno, la consigliera Caruso mette in evidenza un modo di fare politica, di programmare, con un livello assai superiore alla media dei consiglieri che sostengono l’amministrazione e a una buona parte dei vegetali che vorrebbero costituire la cosiddetta opposizione.
L’oggetto del comunicato è il bando per un concorso di idee per la progettazione di una futura Cittadella dello Sport, in zona Selvaggio.
Per noi, forse troppo grezzi, questa idea grandiosa dell’amministrazione ci sembra un’altra sola come quella di Ragusa 2043, risolatasi in flop epocale, la consigliera Caruso, con grande professionalità, in brevissimo tempo, riesce a passare al setaccio non solo il post del sindaco e il relativo comunicato stampa, ma riesce ad arrivare attraverso la documentazione di gara, al documento di indirizzo alla progettazione.
E come fa sempre, tira fuori delle conclusioni che non possono non suscitare forti riflessioni sulle politiche comunali, da tempo, ormai, nell’occhio del ciclone.
Come il lettore avrà potuto evincere dalla lettura del comunicato, la consigliera Caruso si sofferma sul passaggio del comunicato stampa del Comune, dove si parla di “riqualificazione integrale del maneggio comunale”, di tutto l’impianto destinato all’equitazione, in gestione alla Società Ippica Ragusana.

Addentrandosi nella documentazione di gara, frutto dell’impostazione data dall’amministrazione, segnatamente dall’assessore allo sport o dall’assessore ai lavori pubblici, sarebbe interessante saperlo, è incuriosita per quelli che possono essere le opere di riqualificazione per un impianto sportivo risalente al 1974, vecchio, cioè, di oltre 50 anni.

Si parla di un impianto esteso per oltre 24mila metri quadrati, dotato di tre campi, due coperti e uno all’aperto, che oggi necessita di interventi significativi per tornare pienamente funzionale.
Un impianto che, se non andiamo errati, si può constatare dalla documentazione fotografica, ha coperture addirittura in amianto, nemmeno in buone condizioni, questo per significare le attenzioni dedicate a questo impianto da questa amministrazione, in carica da otto anni.

La Caruso scopre, fra le carte, che il concetto espresso di ‘riqualificazione integrale’ si riduce alla implementazione dei box per i cavalli, nella migliore delle ipotesi alla ricostruzione totale di 200 box, rispetto agli attuali 100, peraltro, pare, non tutti utilizzati, se non in occasione di tornei per i quali si ospitano altri esemplari equini provenienti da fuori.

Scrive la consigliera: “Rilanciare realmente il maneggio significa intervenire sull’intera struttura. Significa occuparsi dei campi e dei relativi fondi, delle coperture, della club house, degli uffici, degli impianti e dei servizi. Saranno rifatti i fondi dei campi? Verranno recuperate le strutture coperte? È prevista la ristrutturazione della club house? Sono programmati interventi sugli impianti e sui servizi? Si punta a rendere il maneggio idoneo a ospitare manifestazioni sportive e competizioni aperte al pubblico?”

Dall’analisi di quanto segnalato, al netto della nostra convinzione che si tratta solo di un libro dei sogni, paventiamo una riedizione della storia dell’impianto di via delle Sirene, dopo anni ancora incompleto.
Peraltro, come si può leggere dal comunicato della consigliera, le implicazioni di carattere turistico, oltre che sportivo, impongono non solo riflessioni attente sulle politiche da adottare e sugli interventi più idonei, ma richiedono chiarezza e trasparenza, da parte degli amministratori, sul quadro complessivo degli interventi, sui costi, sulle priorità e sulle finalità del progetto, con dati chiari sulle opere realmente previste e sui tempi della loro realizzazione.

Immancabile, alla fine di tutto, il sogno di veder intervenire, con contezza dell’argomento, qualche consigliere che sostiene l’amministrazione, di quelli che ancora qualcuno, eufemisticamente, chiama ‘maggioranza’, per capire da chi è governata questa città e da chi vuole essere governata, perché, come abbiamo detto all’inizio la nota della consigliera Caruso, si stabilisce un confine netto fra chi ha capacità di discernere sui problemi della città e chi riscalda solo le poltrone, fra gli assessori e i consiglieri comunali.


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