Ci sono progetti che nascono da una richiesta precisa e progetti che, prima ancora di essere disegnati, devono confrontarsi con un luogo, con una visione amministrativa e con una serie articolata di obiettivi. Le due esperienze sviluppate da Beach Design a Pietra Ligure appartengono a questa seconda categoria. In una procedura per l’affidamento di una concessione demaniale, infatti, il progetto non è mai soltanto architettura: è una proposta complessiva, nella quale qualità degli spazi, servizi, accessibilità, sostenibilità e gestione devono trovare un equilibrio.
Le due esperienze, tuttavia, presentavano anche una differenza sostanziale rispetto al ruolo assunto dallo studio. Nel primo caso, Beach Design ha seguito l’intera costruzione dell’offerta tecnica, occupandosi della progettazione, della redazione della relazione di gestione e della presentazione dell’istanza. Nel secondo, lo studio ha curato la relazione di gestione e la presentazione dell’istanza sul portale.
Due modalità operative differenti, dunque, ma accomunate dalla stessa attenzione alla strategia della gara, alla costruzione della proposta e alla corretta interpretazione degli obiettivi della concessione.È proprio questo equilibrio che ha accompagnato il lavoro nelle due procedure, entrambe concluse con l’aggiudicazione.Il risultato è importante, ma ancora più interessante è il percorso che lo ha reso possibile.
Prima del progetto viene la lettura
Quando arriva un bando, il processo non comincia dal disegno. Comincia dalla lettura attenta del luogo, delle condizioni esistenti e, soprattutto, degli obiettivi che l’Amministrazione intende perseguire. La griglia di valutazione di Pietra Ligure riuniva aspetti diversi – dalla qualità del servizio alla qualità architettonica, dalla sostenibilità alla sicurezza, fino alla diversificazione dell’offerta turistico-ricreativa – costruendo una visione molto ampia dello stabilimento balneare.

Dietro ciascuno di questi temi abbiamo cercato di individuare una domanda progettuale: come rendere lo spazio più accessibile? Come migliorare la qualità delle strutture? Come offrire nuovi servizi senza appesantire il rapporto con la costa? Come rendere lo stabilimento più efficiente e capace di vivere anche oltre la stagione balneare? È da queste domande, prima ancora che dalle forme, che ha iniziato a prendere forma il progetto.
Non progettare per il punteggio
Il rischio, in una gara, è quello di trasformare ogni criterio in una risposta isolata: un nuovo servizio, unarampa, una struttura, una scelta di materiali, un intervento sul verde. Il risultato può essere una sommadi elementi corretti, ma priva di una visione unitaria.
L’obiettivo è stato invece costruire un progetto nel quale le diverse esigenze potessero rafforzarsireciprocamente. Un miglioramento dell’accessibilità poteva diventare anche un miglioramento delladistribuzione; una razionalizzazione delle strutture poteva liberare visuali verso il mare; una sceltacostruttiva poteva contribuire contemporaneamente alla qualità architettonica, alla sostenibilità e allamanutenzione. È nelle relazioni tra queste decisioni che un’offerta tecnica acquista forza.
Nel caso in cui Beach Design ha seguito direttamente l’offerta tecnica, questo approccio ha significato sviluppare la proposta nella sua completezza, mettendo in relazione progetto, tavole, relazione digestione e documentazione necessaria alla presentazione dell’istanza. Nel secondo caso, pur senza intervenire direttamente sulla progettazione e sulle tavole, lo studio ha concentrato il proprio contributo sulla relazione di gestione e sulla corretta costruzione e presentazione dell’istanza, mantenendo centrale la lettura strategica della procedura.
Due concessioni, due identità
Lavorare contemporaneamente su due procedure ha reso ancora più evidente un principio per noi fondamentale: non esiste un modello di stabilimento da replicare indistintamente. Ogni concessione possiede una propria identità, determinata dalle condizioni di partenza, dal rapporto con il mare, dalla distribuzione degli spazi, dalle esigenze degli utenti e dalle possibilità di trasformazione. Per questo il metodo può rimanere comune, ma anche il ruolo del progettista e dello studio può cambiare in funzione delle esigenze della procedura e dell’incarico ricevuto.
A Pietra Ligure questo ha significato, da una parte, seguire direttamente l’intero sviluppo dell’offerta tecnica e, dall’altra, concentrarsi sugli aspetti gestionali e amministrativi della candidatura, collaborando all’interno di un processo nel quale la componente progettuale era affidata ad altri soggetti. Due modalità differenti, quindi, ma con un medesimo obiettivo: costruire una proposta coerente con il bando e capace di esprimere al meglio le potenzialità della concessione. Non si tratta di applicare un’immagine Beach Design, ma di mettere competenze e metodo al servizio delle specifiche esigenze di ogni procedura.
Il mare come punto di partenza
In uno stabilimento balneare il rapporto con il mare è il centro naturale del progetto. Ma non basta avere una vista: bisogna creare le condizioni perché quella relazione rimanga leggibile attraverso la distribuzione delle strutture, le visuali, i percorsi e la presenza degli elementi di servizio.
Anche la scelta di ridurre o razionalizzare alcuni elementi può diventare una scelta architettonica. A volte il progetto non consiste nell’aggiungere qualcosa, ma nel ridimensionare, pulire. Significa togliere peso, liberare prospettive, ristabilire gerarchie e permettere alla spiaggia e all’orizzonte di tornare protagonisti. È un principio che si lega direttamente alla qualità dei manufatti, alla loro compatibilità con il contesto e alla volontà di costruire un rapporto più equilibrato tra architettura e paesaggio.
Una spiaggia più accessibile è una spiaggia migliore
L’accessibilità è stata affrontata non come un requisito aggiuntivo, ma come un’occasione per migliorare la qualità complessiva dello stabilimento. La possibilità di raggiungere gli spazi, utilizzare i servizi, muoversi sulla spiaggia e avvicinarsi al mare senza incontrare ostacoli riguarda infatti la qualità dell’esperienza di tutti.

Famiglie con bambini, persone anziane, utenti con difficoltà temporanee e persone con disabilità beneficiano dello stesso principio: un sistema di spazi più semplice, continuo e leggibile. La procedura attribuiva attenzione sia al miglioramento della fruibilità all’interno della concessione sia alla possibilità di offrire servizi e attrezzature per la fruizione accessibile delle spiagge libere. Quando è realmente integrata nel progetto, l’accessibilità smette così di essere un elemento aggiunto e diventa qualità dello spazio.
La qualità non finisce nell’architettura
Uno stabilimento balneare, però, non vive soltanto attraverso la sua forma. Ogni spazio progettato deve poter essere utilizzato, mantenuto e gestito nel tempo. Una nuova funzione richiede organizzazione, personale e manutenzione; una struttura deve poter essere conservata; un percorso deve rimanere accessibile; un investimento deve essere sostenibile. Per questo, nei progetti per concessioni demaniali, piano di gestione e progetto architettonico devono procedere insieme. La qualità promessa in fase di gara deve poter essere ritrovata anche nella vita quotidiana dello stabilimento, quando il progetto esce dalla carta e diventa un luogo realmente utilizzato.
Ed è proprio qui che la relazione di gestione assume un ruolo centrale. Anche quando Beach Design non è direttamente incaricato dello sviluppo dell’offerta tecnica, la capacità di tradurre gli obiettivi dellaconcessione in un modello gestionale coerente permette di mantenere un filo conduttore tra ciò cheviene proposto e ciò che potrà essere effettivamente realizzato e gestito.
Pensare oltre la stagione balneare
Un altro tema particolarmente significativo della procedura riguardava la capacità di migliorare l’offerta turistica anche nei periodi di bassa stagione e di ampliare e diversificare le possibilità di fruizione. È una prospettiva che sta cambiando il modo di concepire gli stabilimenti balneari. La spiaggia può accogliere sport, socialità, ristorazione, attività dedicate alle famiglie, iniziative legate al territorio e servizi rivolti a un pubblico più ampio. Non significa necessariamente costruire di più, ma utilizzare meglio gli spazi e renderli capaci di ospitare scenari differenti.
Il valore di uno stabilimento contemporaneo non dipende quindi soltanto dalla quantità di superficieoccupata, ma dalla qualità delle esperienze che riesce a generare e dalla capacità del suo modellogestionale di sostenerle nel tempo.
Quando il progetto incontra la strategia
È forse questo il punto più interessante emerso dalle due aggiudicazioni di Pietra Ligure. In una gara di questo tipo, architettura e strategia non sono due momenti separati: la strategia individua le opportunità, l’architettura le traduce in spazio e la gestione dimostra che quelle scelte potranno funzionare nel tempo.

Nel primo caso, questo principio ha potuto essere sviluppato direttamente attraverso la costruzione dell’offerta tecnica completa, dalla progettazione alla documentazione gestionale fino alla presentazione dell’istanza. Nel secondo, lo stesso approccio si è concentrato sulla componente gestionale e sulla corretta presentazione della candidatura, lavorando in relazione con una progettazione tecnica sviluppata da altri. Il progetto diventa così una sorta di traduzione tridimensionale del bando, mentre la relazione digestione ne costruisce la dimensione operativa: non risposte isolate ai singoli criteri, ma una visione coerente capace di interpretarli.
Due vittorie, un metodo
Le due aggiudicazioni di Pietra Ligure rappresentano per Beach Design un risultato concreto e motivo di soddisfazione. Ma, soprattutto, confermano un metodo di lavoro costruito attraverso l’esperienza nella progettazione degli stabilimenti balneari e nella partecipazione alle procedure per l’affidamento delle concessioni. Un metodo che può assumere forme diverse a seconda dell’incarico: dalla gestione completa dell’offerta tecnica alla consulenza e sviluppo della relazione gestionale, fino alla presentazione telematica dell’istanza.
Ciò che rimane costante è l’approccio: partire dall’analisi, comprendere il bando, individuare le opportunità, costruire una proposta coerente e verificare che ogni scelta sia sostenibile e realizzabile. Perché una proposta tecnica forte non nasce dalla quantità di elementi che contiene, ma dalla coerenza con cui riesce a mettere in relazione tutte le sue parti.
Progettare per vincere. Ma soprattutto progettare bene.
Il risultato di una gara è espresso da un punteggio, ma un progetto di qualità non può essere ridotto a un numero. Dietro una proposta vincente ci sono decisioni, confronti, verifiche, disegni e revisioni; soprattutto, c’è la capacità di comprendere quali scelte possano realmente migliorare un luogo. A Pietra Ligure questo lavoro ha portato a
due progetti e due aggiudicazioni, attraverso due modalità operative differenti.
È questo il risultato che raccontiamo, ma è soprattutto il metodo che vogliamo condividere: progettare uno stabilimento balneare per un bando significa cercare il miglior risultato possibile, sapendo che ogni procedura richiede un approccio specifico e che il ruolo dello studio può cambiare in funzione delle esigenze. Perché una proposta è davvero competitiva quando non si limita a rispondere a un bando, ma riesce a dimostrare come quella concessione potrà essere vissuta, gestita e valorizzata negli anni a venire.
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