Smact: il 56% delle imprese migliora la capacità innovativa grazie ai servizi del Competence Center


I dati relativi a Smact si inseriscono nel più ampio quadro nazionale illustrato il 28 settembre a Roma, presso la Sala degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il 56% delle aziende supportate ha accresciuto la propria capacità innovativa e, senza l’intervento del Competence Center, un’impresa su quattro non avrebbe affatto realizzato il proprio progetto di innovazione, mentre le restanti lo avrebbero realizzato in tempi più lunghi, con meno efficacia o in ogni caso con risultati meno favorevoli. Sono questi alcuni dei dati più emblematici che testimoniano l’impatto concreto di Smact sull’ecosistema del Nordest, confermando come un trasferimento tecnologico efficace rappresenti oggi una leva cruciale per la competitività. Impatto che si misura in modo combinato anche in termini di sviluppo di competenze, consapevolezza rispetto al potenziale del digitale e accesso all’ecosistema.

I dati relativi a Smact si inseriscono nel più ampio quadro nazionale illustrato il 28 settembre a Roma, presso la Sala degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), in occasione della presentazione della ricerca condotta dai Centri di Competenza e dal Cnr sull’impatto generato dagli stessi nell’ambito delle attività finanziate con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

«I dati confermano che Smact genera un impatto reale che va oltre i fondi pubblici, fidelizza le aziende e cresce grazie alla forza del suo ecosistema», dichiara Eleonora Di Maria, presidente di Smact Competence Center. «Siamo ormai diventati un riferimento stabile per le imprese, che sanno di poter trovare in Smact uno strumento efficace di accompagnamento nelle proprie traiettorie di evoluzione. La domanda di innovazione è esplosa, registrando un aumento di sette volte nell’ultimo biennio. Abbiamo stabilito con imprese e università un ecosistema articolato, che è esso stesso il servizio: per un’impresa su due, infatti, l’accesso a partner qualificati è un elemento determinante per il successo dei propri progetti. Il prossimo capitolo, guardando anche all’evoluzione del trasferimento tecnologico oltre l’orizzonte del PNRR, si scrive insieme ai partner».

«Come Smact siamo particolarmente orgogliosi di aver guidato questo sforzo inedito di misurazione dell’impatto, un lavoro scientifico rigoroso reso possibile dal fondamentale contributo della nostra presidente Eleonora Di Maria, docente dell’Università di Padova», aggiunge Matteo Faggin, direttore generale di Smact . «I dati di eccellenza che portiamo all’attenzione del MIMIT e di tutti gli stakeholder dimostrano da un lato che i Competence Center sono strumento efficace per la politica industriale, in grado di generare un moltiplicatore positivo delle risorse pubbliche – per ogni euro investito dal Pnrr si sono realizzati progetti per 1,8 euro – e alta soddisfazione delle imprese. Dall’altro quanto sia cruciale continuare a costruire su questa base con tutti gli attori del territorio che mirano a sostenere la competitività delle imprese. In questo senso, la sinergia istituzionale è per noi un pilastro fondamentale: al dialogo continuo con il Ministero, che andrà a finanziare nuovamente i Centri, stiamo unendo una stretta collaborazione con le istituzioni locali, come ad esempio Unioncamere del Veneto e gli assessorati regionali di Massimo Bitonci e Filippo Giacinti, così come Trentino Sviluppo e altri importanti attori del Triveneto, che ci permettono di tradurre le policy in un vantaggio reale, tecnologico e competitivo per le nostre Pmi».

L’impatto di Smact sul tessuto produttivo

L’indagine di Smact, basata sulle risposte di 132 aziende, evidenzia un profondo radicamento nel cuore del tessuto produttivo italiano: l’82% dei beneficiari è infatti costituito da Pmi. L’interesse verso i servizi di innovazione, finanza agevolata e formazione è esploso, registrando un aumento di sette volte nelle prime attivazioni di servizi tra il 2021-22 e il 2025-26. Le aziende si sono rivolte a Smact soprattutto per intervenire sull’innovazione di processo (46%), per avere accesso prioritario a finanziamenti agevolati (45%), per l’innovazione di prodotto (45%) e per l’accesso a competenze specialistiche (42%).

L’efficacia dell’intervento del Competence Center è misurabile nel cosiddetto “impatto addizionale”. I dati rivelano scenari chiari su cosa sarebbe successo alle aziende senza il supporto di Smact: il 25% non avrebbe proprio realizzato l’iniziativa di innovazione, il 71% l’avrebbe portata a termine ma in condizioni peggiori, affrontando costi superiori, tempi più lunghi o carenze di competenze. Soltanto il 4% del campione dichiara che avrebbe ottenuto lo stesso risultato agendo da solo.

I risultati generati sulle imprese sono concreti: il 56% ha accresciuto la propria capacità innovativa e il 50% ha migliorato le competenze del personale interno. L’ecosistema si sta inoltre dimostrando pronto per la nuova frontiera tecnologica, l’Intelligenza Artificiale, con l’89% delle aziende che ha già adottato o sta valutando di implementare soluzioni basate sull’AI. La fiducia nel competence center è altissima: il 100% degli intervistati non esclude di potersi rivolgere ancora a SMACT nei prossimi tre anni.

Il contesto nazionale e l’incontro al Mimit

Il successo riscontrato a Nordest si riflette nei numeri che sono stati presentati durante l’evento “Competence Center Impatti e Best Practice nel Tech Transfer: dal PNRR alle nuove progettualità” tenutosi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’incontro ha visto istituzioni, centri di competenza e imprese confrontarsi sul trasferimento tecnologico e sulle prospettive oltre l’orizzonte del Pnrr, con la presentazione di una ricerca condotta dal CNR e dall’Università di Padova. A livello nazionale, il sistema dei Competence Center ha dimostrato una straordinaria capacità di mobilitare investimenti: 180 milioni di euro di fondi pubblici hanno attivato progetti aziendali per 320 milioni, generando un effetto leva di 1,8 euro per ogni euro concesso. Su scala italiana sono stati erogati ben 4.700 servizi di orientamento, formazione e innovazione, destinati per l’84% alle PMI. E, in perfetta coerenza con quanto registrato da Smact, a livello nazionale il 93,3% delle imprese dichiara che l’intervento dei Centri ha fatto un’effettiva differenza nei loro percorsi di sviluppo.

I dati presentati al Mimit dimostrano come i centri, pur specializzati su singole filiere o sul tessuto produttivo del proprio territorio, operano però all’interno di un catalogo di servizi condiviso e agiscono in tutto e per tutto come una rete nazionale. Proprio in questa direzione va la firma, annunciata nel corso dell’incontro, dell’Associazione Competence Center Italia.

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