Cia Basilicata: “Costi alle stelle, servono interventi immediati per sostenere le aziende agricole”


La crisi dei costi di produzione torna al centro dell’attenzione della CIA-Agricoltori Italiani di Basilicata. Il Consiglio Direttivo regionale si è riunito ieri a Potenza, nella sede confederale, per fare il punto sulla situazione di forte difficoltà che sta attraversando il comparto agricolo nazionale e lucano, con particolare attenzione alle esigenze delle aziende impegnate in queste settimane nelle lavorazioni di preparazione e raccolta dell’annata agraria. Ai lavori ha partecipato anche il presidente nazionale della CIA, Cristiano Fini, che ha illustrato le iniziative e le proposte messe in campo dalla Confederazione sul piano nazionale, a partire dalla crescita dei costi di produzione e dalla necessità di rafforzare gli strumenti di sostegno al reddito delle imprese agricole. Ampio spazio è stato dedicato anche alle prospettive europee, dal quadro comunitario di sostegno alla proposta della nuova PAC 2028-2034, in una fase nella quale le scelte europee avranno un impatto diretto sulla capacità delle aziende di programmare investimenti, produzioni e futuro. Il Consiglio Direttivo della CIA Basilicata ha concentrato il confronto soprattutto sulle misure urgenti necessarie per fronteggiare la crisi, partendo dalle due voci che in questo momento pesano maggiormente sui bilanci aziendali: fertilizzanti e carburanti agricoli.

«Le imprese agricole non possono continuare a lavorare con costi che aumentano e margini che si restringono – sottolineano il presidente regionale CIA, Leonardo Moscaritolo, e il vicepresidente Stasi –. In questa fase è necessario dare risposte concrete e tempestive. Le aziende devono poter affrontare le lavorazioni e gli investimenti senza essere costrette a rinunciare, ridimensionare le produzioni o indebitarsi ulteriormente». Da qui la richiesta alla Regione Basilicata di attivare rapidamente strumenti di sostegno capaci di contenere l’impatto dell’aumento dei mezzi tecnici utilizzati dalle aziende agricole, con particolare riferimento a carburanti e fertilizzanti. Per quanto riguarda i fertilizzanti, CIA Agricoltori Italiani Basilicata, come già evidenziato nel Tavolo Verde del 28 settembre, ribadisce la necessità di un intervento aggiuntivo della Regione in relazione all’aumento dei costi, almeno a favore delle colture escluse dal Decreto del MASAF n. 471903 del 15 settembre 2026 e, qualora vi siano risorse disponibili, anche per quelle già comprese nel provvedimento ministeriale. Sul fronte dei carburanti agricoli, la CIA propone invece un intervento specifico destinato a compensare fino al 50% degli aumenti registrati nel 2026 sull’acquisto dei carburanti agricoli utilizzati dalle aziende. Una misura che, secondo l’organizzazione agricola, avrebbe l’obiettivo di alleggerire nell’immediato la pressione sui bilanci aziendali e consentire alle imprese di garantire la continuità delle lavorazioni.

Ma le richieste della CIA Basilicata non si fermano ai costi di produzione. Il Consiglio Direttivo sollecita innanzitutto il pagamento immediato di tutti gli aiuti e delle integrazioni relativi agli interventi a superficie di competenza regionale previsti dal CSR Basilicata 2023-2027, insieme alla necessità di procedere alla copertura delle annualità ancora mancanti relative ai danni provocati dalla fauna selvatica e al pagamento degli indennizzi per i danni derivanti dalle calamità naturali che hanno colpito il settore primario lucano.

Un’altra questione considerata strategica riguarda l’accesso al credito.

La CIA torna infatti a chiedere l’istituzione anche in Basilicata di un fondo rotativo regionale dedicato al settore agricolo, finalizzato soprattutto a garantire alle imprese liquidità corrente attraverso finanziamenti a tassi di interesse agevolati.

«Il problema oggi non è soltanto quanto costa produrre, ma anche la capacità delle aziende di avere liquidità per continuare a produrre – evidenziano Moscaritolo e Stasi –. Un’impresa agricola che non riesce a finanziare le lavorazioni rischia di fermarsi prima ancora di poter raccogliere i risultati del proprio lavoro. Per questo pagamenti, credito e contenimento dei costi devono diventare una priorità». La preoccupazione dell’organizzazione è legata soprattutto al rischio che l’attuale situazione finisca per produrre effetti a cascata sull’intero sistema agricolo lucano. «Dobbiamo evitare il blocco delle lavorazioni e dei raccolti – sottolineano i vertici della CIA Basilicata – perché significherebbe minori produzioni, azzeramento o forte riduzione dei redditi agricoli, perdita di occupazione e congelamento degli investimenti. Sarebbe un costo enorme per l’intera economia regionale». Per CIA Agricoltori Italiani Basilicata, quindi, non c’è tempo da perdere. La fase attuale richiede un’assunzione di responsabilità condivisa tra agricoltori, organizzazioni professionali, istituzioni regionali e Governo, con l’obiettivo di mettere in campo strumenti immediati per accompagnare le imprese nella fase più difficile e, parallelamente, costruire condizioni strutturali per il futuro. «Le famiglie agricole stanno attraversando una fase di forte disagio e i segnali che arrivano dalle aziende non possono essere sottovalutati – concludono Moscaritolo e Stasi –. Serve un segnale concreto sulle proposte che abbiamo avanzato. L’agricoltura deve poter continuare a programmare, investire, lavorare e produrre. Dobbiamo scongiurare rinunce e limitazioni e creare le condizioni per una ripresa della normalità, a partire dal quadro internazionale fino ad arrivare alle nostre realtà locali». Per la CIA Basilicata la priorità, in questa fase, è dunque evitare che la crisi dei costi si trasformi in una crisi produttiva. Perché fermare oggi le lavorazioni agricole significa compromettere non solo l’annata in corso, ma anche la capacità delle imprese di programmare il futuro.


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