Si accende il dibattito attorno al finanziamento regionale per il Cinema Etrusco di Tarquinia. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Sposetti replica a Fratelli d’Italia, rivendicando la concretezza dei propri atti e rigettando quella che definisce “una narrazione parziale” finalizzata solo a piantare bandierine politiche.
La maggioranza non nega il valore dei passaggi storici antecedenti al 2024, come l’acquisizione della struttura al patrimonio pubblico e il successivo affidamento. Tuttavia, lo schieramento di Sposetti sottolinea con forza che la storia del cinema non si è fermata e che le polemiche sollevate dalle minoranze ignorano deliberatamente il lavoro tecnico e politico svolto nel corso dell’ultimo anno.
“Fa piacere vedere tanto interesse per il Cinema Etrusco e, soprattutto, fa piacere che un finanziamento regionale di oltre 126mila euro consentirà di migliorare ulteriormente una struttura importante per Tarquinia.Dispiace invece constatare che, ancora una volta, qualcuno scelga di raccontare soltanto la parte della storia che fa più comodo alla propria narrazione politica”, scandiscono dalla giunta Sposetti.
“Nessuno intende cancellare quanto fatto negli anni precedenti – precisano dall’amministrazione comunale – L’acquisizione del Cinema Etrusco da parte del Comune e il successivo affidamento della gestione rappresentano passaggi importanti di un percorso che appartiene alla città e che, proprio per questo, non dovrebbe essere trasformato ogni volta in una gara per attribuirsi meriti. Ma la storia del Cinema Etrusco non si è fermata nel 2024. L’attuale amministrazione ha lavorato concretamente affinché il finanziamento regionale ottenuto dal concessionario potesse tradursi in interventi reali sulla struttura comunale”.
I numeri del rilancio: investimenti e concessione fino al 2033
Per l’amministrazione Sposetti, la tutela del Cinema Etrusco si dimostra con i documenti ufficiali e non con i proclami. Al centro della difesa della giunta ci sono due importanti capitoli finanziari:
Il piano da 180mila euro: grazie a un finanziamento regionale di 126.584,63 euro (pari al 70% del totale), la struttura sarà sottoposta a interventi di ammodernamento tecnologico, accessibilità e decoro. Il restante 30% e l’anticipo delle risorse sono a carico del gestore.
La rinegoziazione del contratto: Per rendere sostenibile questa operazione economica per il privato, la giunta ha approvato a luglio 2026 il prolungamento della concessione fino al 2033, garantendo così la stabilità necessaria al compimento delle opere strutturali.
“Il contributo regionale di 126.584,63 euro, infatti, copre il 70% di un progetto complessivo di oltre 180mila euro, – spiega il sindaco Sposetti – mentre il gestore deve sostenere direttamente la restante quota di cofinanziamento e anticipare parte delle risorse che saranno rimborsate dalla Regione soltanto a conclusione e rendicontazione degli interventi”.
“Proprio per rendere sostenibile questa operazione e consentire al concessionario di realizzare gli interventi, nel luglio 2026 – aggiunge il sindaco – la giunta comunale ha approvato la rinegoziazione della concessione, prolungandone la durata fino al 2033. Una scelta precisa, assunta perché gli interventi finanziati riguardano non soltanto attrezzature tecnologiche, ma anche opere strutturali, accessibilità, decoro e miglioramento complessivo di un immobile che è patrimonio della città. E non è tutto”.
La scommessa da un milione di euro
La maggioranza sposta poi l’attenzione sui progetti a lungo termine. Già nell’aprile 2026, l’esecutivo Sposetti ha approvato e candidato un progetto esecutivo da un milione di euro all’interno del Piano regionale per la valorizzazione dei teatri e delle sale cinematografiche.
In caso di esito positivo, l’operazione vedrà la Regione Lazio contribuire con 800mila euro, a fronte di un cofinanziamento comunale di 200mila euro stanziato direttamente dalle casse di Tarquinia.
“Già nell’aprile 2026 questa amministrazione aveva approvato un progetto esecutivo da un milione di euro per il recupero e la riqualificazione del Cinema Etrusco, candidandolo al Piano regionale per la valorizzazione dei teatri e delle sale cinematografiche. Un progetto che prevede, in caso di finanziamento, 800mila euro di contributo regionale e 200mila euro di risorse comunali. Questi sono atti amministrativi, non dichiarazioni”, tuona la giunta Sposetti.
“Dimostrano una cosa molto semplice: – aggiunge la maggioranza – l’attuale amministrazione considera il Cinema Etrusco un patrimonio pubblico da tutelare, migliorare e valorizzare e sta lavorando affinché questo percorso possa proseguire e crescere.
Per questo troviamo poco utile trasformare ogni risultato positivo per Tarquinia nell’ennesima occasione per piantare una bandierina politica. Se una precedente amministrazione ha fatto qualcosa di positivo, non abbiamo difficoltà a riconoscerlo. Allo stesso modo, però, sarebbe corretto raccontare anche quello che è stato fatto dopo”.
“Le amministrazioni passano, il cinema resta”
La posizione del sindaco e della sua squadra si chiude con un richiamo alla responsabilità istituzionale. L’amministrazione stigmatizza il tentativo di ridurre ogni traguardo cittadino a una mera competizione elettorale: “Le cose si fanno per migliorare la città, non per ostentare la paternità”. Per la giunta Sposetti, il Cinema Etrusco deve rimanere un patrimonio comune dei tarquiniesi, da rendere sempre più moderno, funzionale e attrattivo attraverso scelte amministrative concrete e non tramite la retorica del passato.
“Le amministrazioni passano, il Cinema Etrusco resta patrimonio dei tarquiniesi. Noi preferiamo lavorare perché possa diventare sempre più moderno, accessibile, funzionale e attrattivo. E continueremo a farlo, attraverso finanziamenti, investimenti e scelte amministrative concrete – chiude Sposetti – Raccontare solo ciò che fa comodo è forse un modo di fare politica al quale ci siamo abituati, ma non è il nostro”.
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