Contributi INPS forfettario 2027: calcolo ed esempi


Quanto si paga di contributi INPS nel regime forfettario 2027? Dipende da chi sei. Un professionista senza cassa versa il 26,07% del reddito forfettario alla Gestione Separata, senza minimi. Artigiani e commercianti pagano invece un contributo fisso di circa 4.521-4.612 euro anche se guadagnano poco, più il 24-24,48% sulla parte che supera 18.808 euro. Con 50.000 euro di ricavi il conto va da 4.903 euro per un commerciante a 10.167 euro per un professionista. La riduzione del 35%, riservata ad artigiani e commercianti, taglia la spesa ma anche la pensione futura. Qui trovi tutti i calcoli da 20.000 a 80.000 euro, con gli ultimi parametri ufficiali e la stima di quanto cambieranno nel 2027.

Prima di entrare nei numeri, due guide del network da tenere a portata di mano: il funzionamento generale del regime forfettario con imposta al 5% e al 15% e il rapporto tra forfettario, previdenza e deducibilità dei contributi.

Contributi INPS forfettario 2027: la risposta in una tabella

Il regime forfettario abbassa le tasse, non i contributi. L’imposta sostitutiva al 15% (o al 5% nei primi cinque anni) sostituisce IRPEF e addizionali, ma l’INPS resta quasi sempre il primo costo della partita IVA. Spesso pesa il doppio o il triplo dell’imposta.

La tabella riassume quanto versi in un anno a seconda dei ricavi e della gestione previdenziale. I valori sono calcolati sui parametri delle ultime circolari INPS, quelle di febbraio 2026, che restano il riferimento finché l’Istituto non pubblicherà le nuove a inizio 2027. Non comprendono la riduzione del 35%.

Contributi INPS annui nel regime forfettario con gli ultimi parametri ufficiali, senza riduzione del 35%
Ricavi annui Professionista (Gestione Separata) Artigiano (coeff. 67%) Commerciante (coeff. 40%)
20.000 € 4.067 € 4.521 € 4.612 €
30.000 € 6.100 € 4.831 € 4.612 €
40.000 € 8.134 € 6.439 € 4.612 €
50.000 € 10.167 € 8.047 € 4.903 €
60.000 € 12.201 € 9.655 € 5.883 €
70.000 € 14.234 € 11.263 € 6.862 €
80.000 € 16.268 € 12.871 € 7.841 €

Il dato da guardare è la colonna del commerciante: fino a circa 47.000 euro di ricavi paga sempre la stessa cifra, perché il coefficiente del 40% tiene il reddito sotto il minimale. Il professionista, al contrario, paga in proporzione esatta a quanto incassa.

Come si calcolano i contributi nel regime forfettario

La base è il reddito forfettario, non i ricavi. Si moltiplicano gli incassi dell’anno per il coefficiente di redditività del proprio codice ATECO e su quel numero si applica l’aliquota contributiva.

Il coefficiente di redditività

I coefficienti più diffusi sono il 78% per le attività professionali, il 67% per molte attività artigiane e di servizi, il 40% per il commercio e l’86% per edilizia e intermediari. Il coefficiente è una presunzione di legge: lo Stato immagina che tu abbia costi pari al resto dei ricavi, anche se in realtà ne hai di più o di meno.

I parametri INPS in vigore e la stima per il 2027

Parametro (ultimi valori ufficiali) Artigiani Commercianti Gestione Separata (professionisti)
Aliquota base 24% 24,48% 26,07%
Aliquota oltre 56.224 € 25% 25,48% 26,07%
Under 21 23,70% 24,18% –
Reddito minimale 18.808 € 18.808 € nessun minimo da versare
Contributo fisso annuo 4.521,36 € 4.611,64 € –
Massimale (iscritti dal 1996) 122.295 € 122.295 € 122.295 €
Riduzione forfettari 35% su richiesta 35% su richiesta non prevista
Fonte Circ. INPS 14/2026 Circ. INPS 14/2026 Circ. INPS 8/2026

Cosa cambia nel 2027. Le aliquote sono fissate per legge e non dovrebbero muoversi. Minimale e massimali, invece, vengono rivalutati ogni anno in base all’inflazione misurata dall’ISTAT sull’indice FOI, e l’INPS li comunica a febbraio. Con l’inflazione tornata a salire nel 2026, come abbiamo spiegato nelle previsioni sull’inflazione 2027, il contributo fisso salirà. Ecco la nostra stima su due scenari:

Stima editoriale: i valori ufficiali 2027 arriveranno con le circolari INPS di febbraio 2027
Voce Ultimo valore ufficiale Stima 2027 con rivalutazione +2% Stima 2027 con rivalutazione +4%
Reddito minimale 18.808 € 19.184 € 19.560 €
Contributo fisso artigiani 4.521,36 € 4.612 € 4.702 €
Contributo fisso commercianti 4.611,64 € 4.704 € 4.796 €

Il minimale di 18.808 euro è la vera differenza tra le gestioni. Artigiani e commercianti devono versare i contributi su quella cifra anche se il loro reddito è più basso, persino in caso di perdita. Il professionista iscritto alla Gestione Separata, invece, se guadagna 5.000 euro versa il 26,07% di 5.000 euro e nulla più.

I contributi si deducono dall’imponibile

I contributi pagati nell’anno riducono la base su cui si calcola l’imposta sostitutiva. Vale il principio di cassa: conta quando li versi, non a quale anno si riferiscono. Nei calcoli che seguono ipotizziamo un anno “a regime”, in cui versi una cifra simile a quella maturata. È la stessa logica con cui funziona il flusso di cassa di qualsiasi attività: conta il denaro che entra ed esce davvero.

Professionisti in Gestione Separata: esempi da 20.000 a 80.000 euro

Un professionista forfettario senza cassa cede circa il 29% dei ricavi tra INPS e imposta al 15%. La percentuale resta identica a ogni livello di fatturato, perché sia il coefficiente sia l’aliquota sono proporzionali.

Professionista senza cassa (coefficiente 78%, aliquota Gestione Separata 26,07%)
Ricavi Reddito forfettario Contributi INPS Imposta 15% Imposta 5% (start-up) Netto con imposta 15% Peso totale su ricavi
20.000 € 15.600 € 4.067 € 1.730 € 577 € 14.203 € 29,0%
30.000 € 23.400 € 6.100 € 2.595 € 865 € 21.305 € 29,0%
40.000 € 31.200 € 8.134 € 3.460 € 1.153 € 28.406 € 29,0%
50.000 € 39.000 € 10.167 € 4.325 € 1.442 € 35.508 € 29,0%
60.000 € 46.800 € 12.201 € 5.190 € 1.730 € 42.609 € 29,0%
70.000 € 54.600 € 14.234 € 6.055 € 2.018 € 49.711 € 29,0%
80.000 € 62.400 € 16.268 € 6.920 € 2.307 € 56.812 € 29,0%

Nei primi cinque anni, con l’imposta al 5%, il peso complessivo scende intorno al 23% dei ricavi. Il risparmio d’imposta, però, non tocca i contributi, che restano invariati.

Chi è anche dipendente o pensionato ed è già coperto da un’altra forma previdenziale obbligatoria paga invece l’aliquota ridotta del 24%. Su 50.000 euro di ricavi significa circa 9.360 euro di contributi invece di 10.167. Attenzione però al limite di reddito da lavoro dipendente, che nel 2027 torna a 30.000 euro: lo spieghiamo nella guida su forfettario e lavoro dipendente.

Artigiani forfettari: quanto pesa davvero l’INPS

Per un artigiano con 30.000 euro di ricavi i contributi superano il doppio dell’imposta. Paga 4.831 euro all’INPS contro 2.290 euro di imposta al 15%.

Artigiano forfettario (coefficiente 67%): contributi pieni e con riduzione del 35%
Ricavi Reddito forfettario Contributi pieni Contributi con -35% Risparmio annuo Netto con -35% e imposta 15%
20.000 € 13.400 € 4.521 € 2.939 € 1.582 € 15.492 €
30.000 € 20.100 € 4.831 € 3.140 € 1.691 € 24.316 €
40.000 € 26.800 € 6.439 € 4.186 € 2.254 € 32.422 €
50.000 € 33.500 € 8.047 € 5.231 € 2.817 € 40.529 €
60.000 € 40.200 € 9.655 € 6.276 € 3.379 € 48.635 €
70.000 € 46.900 € 11.263 € 7.321 € 3.942 € 56.742 €
80.000 € 53.600 € 12.871 € 8.366 € 4.505 € 64.849 €

Il contributo fisso si comporta come un abbonamento: lo paghi anche nel mese in cui il cliente non salda la fattura. Per questo, sotto i 22.000 euro di ricavi, il peso dell’INPS sull’artigiano supera da solo il 20% degli incassi.

Commercianti forfettari: il paradosso del coefficiente al 40%

Il commerciante forfettario paga il contributo minimo fino a circa 47.000 euro di ricavi. Con il 40% di coefficiente, 47.000 euro di vendite diventano 18.800 euro di reddito, cioè proprio il minimale.

Commerciante forfettario (coefficiente 40%): contributi pieni e con riduzione del 35%
Ricavi Reddito forfettario Contributi pieni Contributi con -35% Risparmio annuo Netto con -35% e imposta 15%*
20.000 € 8.000 € 4.612 € 2.998 € 1.614 € 16.252 €
30.000 € 12.000 € 4.612 € 2.998 € 1.614 € 25.652 €
40.000 € 16.000 € 4.612 € 2.998 € 1.614 € 35.052 €
50.000 € 20.000 € 4.903 € 3.187 € 1.716 € 44.291 €
60.000 € 24.000 € 5.883 € 3.824 € 2.059 € 53.150 €
70.000 € 28.000 € 6.862 € 4.460 € 2.402 € 62.009 €
80.000 € 32.000 € 7.841 € 5.097 € 2.744 € 70.868 €

* Il netto del commerciante è calcolato prima del costo della merce: con margini reali bassi il guadagno effettivo può essere molto inferiore.

Il paradosso è evidente: il commerciante con 20.000 euro di vendite e quello con 45.000 euro versano la stessa cifra. Per il primo l’INPS vale il 23% dei ricavi, per il secondo poco più del 10%. Chi vende online conosce bene questa dinamica, ed è il motivo per cui il primo anno di un e-commerce è spesso il più costoso.

Riduzione del 35%: conviene davvero?

La riduzione del 35% conviene a chi ha bisogno di liquidità oggi, molto meno a chi pensa alla pensione. Taglia contributi fissi e variabili, ma riduce in proporzione anche l’anzianità contributiva accreditata.

Come si chiede

La domanda si invia online dal Cassetto previdenziale artigiani e commercianti sul portale INPS, entro il 28 febbraio per avere lo sconto sull’anno in corso. Chi apre la partita IVA dopo quella data la presenta subito dopo l’iscrizione. Una volta concessa si rinnova da sola finché resti forfettario. Attenzione: se rinunci, non puoi più richiederla.

L’effetto sulla pensione: i mesi che spariscono

Se con lo sconto versi meno del contributo dovuto sul minimale, l’INPS non ti accredita 12 mesi ma una frazione dell’anno. Con i soli contributi fissi ridotti, l’accredito si ferma intorno a 7-8 mesi per ogni anno di lavoro. Abbiamo calcolato da quale livello di ricavi lo sconto smette di “mangiare” mesi di pensione:

Profilo Ricavi oltre i quali con la riduzione del 35% conservi 12 mesi pieni di contribuzione
Artigiano (coeff. 67%) circa 43.200 € (reddito forfettario circa 28.950 €)
Commerciante (coeff. 40%) circa 72.400 € (reddito forfettario circa 28.950 €)

Sotto quelle soglie, ogni euro risparmiato oggi è un pezzo di anzianità perso. Chi è giovane e conta di restare autonomo a lungo dovrebbe fare il conto con il proprio calcolo della pensione prima di firmare la domanda. Festina lente, dicevano i latini: affrettati lentamente. Una scelta che non si può revocare merita qualche minuto in più.

Chi ha aperto nel 2025: lo sconto del 50%

Chi si è iscritto per la prima volta alla gestione artigiani o commercianti nel 2025 può beneficiare della riduzione del 50% per 36 mesi, prevista dalla legge di bilancio 2025. Alla scadenza potrà chiedere la riduzione del 35%. Lo sconto vale quindi ancora per buona parte del 2027, ma al momento non è stato esteso a chi apre nel 2026 o nel 2027: bisognerà vedere se la nuova legge di bilancio lo riproporrà. Anche i pensionati over 65 già titolari di pensione INPS hanno diritto a una riduzione del 50%.

Scadenze dei contributi INPS 2027

Le rate fisse si pagano quattro volte l’anno, la parte variabile insieme alle imposte. Tutto si versa con modello F24.

Scadenza Cosa si paga Chi
17 maggio 2027 1ª rata contributi fissi sul minimale Artigiani e commercianti
30 giugno 2027 Saldo 2026 e 1° acconto 2027 sulla quota oltre il minimale Tutti (professionisti: saldo e 1° acconto Gestione Separata)
20 agosto 2027 2ª rata contributi fissi Artigiani e commercianti
16 novembre 2027 3ª rata contributi fissi Artigiani e commercianti
30 novembre 2027 2° acconto 2027 sulla quota eccedente e Gestione Separata Tutti
16 febbraio 2028 4ª rata contributi fissi Artigiani e commercianti
Entro fine febbraio 2027 Domanda di riduzione del 35% per il 2027 Forfettari artigiani e commercianti

Il 16 maggio 2027 cade di domenica, per questo la prima rata slitta al 17. Il secondo acconto di novembre coincide con quello dell’imposta sostitutiva: per non arrivare scoperti conviene accantonare ogni mese una quota degli incassi. Sulle regole degli acconti trovi un approfondimento nella guida all’acconto di novembre 2026.

Professionisti con cassa e casi particolari

Avvocati, ingegneri, architetti, commercialisti e altri ordinisti non versano all’INPS ma alla propria cassa. Ogni cassa ha minimi, aliquote e riduzioni per i giovani diverse: per un avvocato agli inizi, ad esempio, i contributi minimi sono spesso più bassi di quelli di un artigiano.

Ci sono poi due casi frequenti. Il socio di SRL che lavora nella società secondo l’orientamento dell’INPS può dover versare i contributi commercianti anche sulla quota di utili. Il dipendente full time che apre una ditta, in genere, non è obbligato alla gestione commercianti perché l’attività prevalente resta quella dipendente: va però verificato caso per caso con l’INPS.

Come pagare meno contributi in modo legale

Gli strumenti legali sono pochi e vanno usati con giudizio. Ecco quelli che funzionano davvero:

  • Riduzione del 35% per artigiani e commercianti, da valutare con il calcolo dei mesi persi visto sopra.
  • Aliquota ridotta al 24% in Gestione Separata se hai già un’altra copertura previdenziale obbligatoria.
  • Pianificare gli incassi: col principio di cassa, spostare un pagamento a gennaio sposta anche la base contributiva.
  • Previdenza complementare: i versamenti a un fondo pensione sono deducibili fino a 5.164,57 euro l’anno, ma solo da altri redditi soggetti a IRPEF (ad esempio uno stipendio), non dal reddito forfettario. Un confronto utile è quello sui migliori piani individuali pensionistici.

Il forfettario resta uno dei regimi più leggeri d’Europa, ma l’INPS è la sua zavorra nascosta: una nave veloce con un’ancora attaccata alla chiglia. Saperlo prima evita brutte sorprese a giugno. Se stai ancora decidendo come aprire, leggi anche il confronto tra partita IVA ordinaria e regime forfettario.

Guida al regime forfettario 2027

Domande frequenti

Quanto paga di INPS un forfettario con 30.000 euro di ricavi nel 2027?

Da circa 4.600 a 6.100 euro l’anno, secondo la gestione. Un professionista in Gestione Separata paga 6.100 euro, un artigiano 4.831 euro, un commerciante 4.612 euro. Con la riduzione del 35%, artigiano e commerciante scendono intorno ai 3.000 euro.

I contributi INPS si pagano anche se non guadagno nulla?

Sì per artigiani e commercianti, no per i professionisti in Gestione Separata. I primi devono il contributo fisso sul minimale di 18.808 euro anche a reddito zero. I secondi pagano solo una percentuale del reddito effettivo.

La riduzione del 35% si perde se esco dal forfettario?

Sì, decade dall’anno in cui non applichi più il regime forfettario. Se in futuro rientri nel regime, puoi presentare una nuova domanda, a meno che tu non abbia rinunciato espressamente in passato.

I contributi INPS sono deducibili nel forfettario?

Sì, sono l’unica spesa che riduce l’imponibile del forfettario. Si sottraggono dal reddito forfettario i contributi effettivamente versati nell’anno, anche se riferiti all’anno precedente. Se superano il reddito, l’eccedenza è deducibile dal reddito complessivo.

Qual è l’aliquota della Gestione Separata nel 2027?

Salvo sorprese resterà il 26,07% per i professionisti senza altra copertura previdenziale. Scende al 24% per chi è già iscritto a un’altra forma obbligatoria o è pensionato. L’aliquota è fissata per legge; il massimale, oggi di 122.295 euro, verrà invece rivalutato con la circolare INPS di inizio 2027.

Quando si chiede la riduzione contributiva per i forfettari?

Entro il 28 febbraio dell’anno in cui vuoi lo sconto. La domanda si invia dal Cassetto previdenziale INPS. Chi apre la partita IVA in corso d’anno la presenta subito dopo l’iscrizione alla gestione.

Fonti e avvertenze

I parametri derivano dalle circolari INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 (Gestione Separata) e n. 14 del 9 febbraio 2026 (artigiani e commercianti), le ultime pubblicate e consultabili sul sito dell’INPS; le stime 2027 sono elaborazioni editoriali in attesa delle nuove circolari. Le regole del regime forfettario sono quelle della legge 190/2014, illustrate dall’Agenzia delle Entrate. I calcoli sono stime editoriali su un anno a regime e non sostituiscono la consulenza di un professionista abilitato: per la tua situazione conviene un confronto con un commercialista. Per altri dubbi fiscali puoi consultare le 200 FAQ sulle tasse in Italia.




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