Garantire alle imprese artigiane strumenti finanziari realmente accessibili


Se c’è un comparto che può definirsi soddisfatto dell’ultima variazione di bilancio certamente è quello dell’artigianato. Il settore, per troppo tempo dimenticato e penalizzato, rappresenta un tassello importante del tessuto produttivo siciliano. Un processo di evoluzione che ha avuto un’importante accelerazione nel corso del 2026, promettendo uno slancio decisivo nei mesi futuri.

Ignazio Abbate

Prosegue il percorso di rafforzamento dell’Irca e di riduzione dei tempi di attesa. Con la manovrina, infatti, è arrivato il disco verde anche ai 2 milioni di euro destinati a incrementare le risorse disponibili per i finanziamenti alle imprese artigiane dell’Isola. L’iniziativa è stata promossa e sostenuta dal presidente della Commissione Affari Istituzionali dell’Ars Ignazio Abbate che, quale primo firmatario dell’intervento, sostenuto da tutta la Democrazia Cristiana, punta così ad alzare l’asticella, dopo i 5 milioni di euro già stanziati da un provvedimento a firma dello stesso Abbate, e attualmente in fase di utilizzo, in occasione dell’ultima Finanziaria.

L’obiettivo? Superare l’arretrato accumulatosi negli anni a causa dell’insufficienza dei fondi disponibili. I risultati sono già evidenti. Per i finanziamenti delle scorte le pratiche risultano sostanzialmente aggiornate, invece per i finanziamenti di esercizio le ulteriori risorse consentiranno di completare il percorso di normalizzazione delle richieste.

I FINANZIAMENTI DESTINATI ALLE SCORTE

Il finanziamento, a tasso agevolato nei limiti previsti per gli aiuti de minimis, intende facilitare la formazione delle scorte di magazzino per le imprese artigiana con sede legale e operativa in Sicilia. L’importo concedibile è fino a 103mila euro determinato in ragione del 25% del volume d’affari che si evince dall’ultima dichiarazione fiscale presentata.

Il finanziamento ha durata fino a 36 mesi, dei quali 4 di preammortamento. Il tasso di interesse è del 40% (o 30% giovani artigiani) del tasso di riferimento, aumentato di un punto. Sono richieste garanzie personali e polizza fideiussoria per importi superiori a 30mila euro. La domande dovrà essere presentata presso gli uffici Irca. Sono ammissibili le spese sostenute dalla data di presentazione della domande relative a materie prime, semilavorati e/o prodotti finiti destinati al processo produttivo dell’impresa.

I FINANZIAMENTI DI ESERCIZIO

Il finanziamento, a tasso agevolato, è destinato a sopperire alle esigenze finanziaria di gestione delle imprese artigiane con sede in Sicilia. L’importo concedibile va da un minimo di 5mila euro ad un massimo di 51,5mila euro, pari al 50% del volume d’affari dichiarato dall’impresa. Per le imprese di nuova costituzione l’importo massimo concedibile è di 5 mila euro per le imprese individuali e di 10mila euro per le società, le cooperative e i consorzi. Il finanziamento ha durata fino a 36 mesi, dei quali 4 di preammortamento. Il tasso di interesse è del 40% (o 30%) del tasso di riferimento più 100 punti. Sono richieste garanzie personali, mentre per gli importi superiori a 30,5mila euro il finanziamento dovrà essere assistito anche da una garanzia ipotecaria o da una garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa.

Ignazio Abbate

Si procede così verso il progressivo azzeramento dell’arretrato. Gli uffici Irca prevedono di raggiungere entro il 31 dicembre un regime ordinario, con tempi medi di concessione dei finanziamenti ridotti a circa 45 giorni. Tanto è stato fatto, ma ancora molto lavoro è atteso. Necessario sarà così puntare sul sostegno agli investimenti, ma anche sulla formazione professionale. Questo e tanti altri aspetti abbiamo approfondito con il deputato regionale della DC Ignazio Abbate, tra passato e presente, ma soprattutto con un occhio attento rivolto al futuro.

Ignazio Abbate, presidente della I Commissione Affari Istituzionali, tra i tanti provvedimenti approvati all’interno della variazione di bilancio uno riguarda molto da vicino le imprese artigiane: 2 milioni di euro che si aggiungono ai 5 milioni già stanziati in Finanziaria. Perché si sono resi necessari questi nuovi finanziamenti?

“Il mondo dell’artigianato è stato per troppo tempo uno dei comparti maggiormente penalizzati, nonostante rappresenti una componente fondamentale del tessuto economico e produttivo della nostra Isola. Per questo abbiamo ritenuto necessario intervenire con ulteriori risorse, dando continuità a un percorso di sostegno alle piccole imprese artigiane siciliane. I due milioni di euro aggiuntivi, che si sommano ai cinque già stanziati nell’ultima legge Finanziaria, rappresentano il risultato di un impegno preciso della Democrazia Cristiana, attraverso emendamenti che ho avuto l’onore di presentare come primo firmatario. La nostra volontà è quella di rafforzare il Fondo Unico e garantire alle imprese strumenti finanziari realmente accessibili, attraverso forme di credito agevolato e condizioni favorevoli per sostenere le esigenze quotidiane delle attività produttive. Parliamo di interventi fondamentali, come il credito di esercizio e i finanziamenti per l’acquisto delle scorte, che consentono agli artigiani di affrontare le necessità legate alla gestione delle proprie aziende. Al tempo stesso, stiamo lavorando per potenziare l’Irca, l’istituto che ha raccolto l’eredità della Crias, affinché possa rispondere in maniera sempre più efficace alle esigenze del comparto. È questa la direzione del mio impegno personale e di quello della Democrazia Cristiana: non lasciare sole le imprese artigiane, ma mettere a loro disposizione risorse e opportunità per continuare a lavorare, investire e crescere“.

L’artigianato è uno dei comparti principali del tessuto produttivo siciliano, ma vive diverse criticità. Come si può superare l’arretramento accumulato negli anni?

Ignazio Abbate

“Ritengo che per superare le difficoltà accumulate negli anni sia necessario intervenire su due direttrici fondamentali: la formazione professionale e il sostegno agli investimenti. Il primo aspetto riguarda soprattutto i giovani. Dobbiamo tornare a credere nella formazione professionale, investendo già durante gli anni dell’obbligo scolastico in percorsi capaci di avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro e ai mestieri artigiani. Su questo fronte mi sono impegnato personalmente, anche attraverso l’attenzione rivolta ai percorsi di istruzione e formazione professionale e, in particolare, alla quarta annualità di specializzazione, che permette ai giovani di conseguire competenze e qualifiche fondamentali per intraprendere un’attività in proprio. Dobbiamo creare le condizioni affinché un ragazzo possa imparare un mestiere, acquisire una professionalità e costruire il proprio futuro in Sicilia. L’artigianato vive soprattutto delle capacità, dell’esperienza e del talento delle persone, ed è su questo patrimonio umano che dobbiamo investire. Il secondo aspetto riguarda il sostegno economico alle imprese. In questa direzione si inserisce la misura “Più Artigianato”, fortemente voluta dal governo Schifani e dall’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo. Una scelta strategica che, insieme al potenziamento dell’Irca, consente di accompagnare le imprese nei loro programmi di investimento e di crescita. Formazione e accesso al credito devono procedere di pari passo. Solo così possiamo rilanciare un comparto che rappresenta non soltanto una parte importante della nostra economia, ma anche un patrimonio di competenze, tradizioni e opportunità occupazionali che abbiamo il dovere di preservare e valorizzare“.

Dei segnali positivi sembrano già arrivare per quanto riguarda i finanziamenti destinati al credito per le scorte e i finanziamenti per il credito di esercizio. Come potranno essere d’aiuto alle imprese artigiane siciliane?

“Il credito di esercizio e i finanziamenti destinati all’acquisto delle scorte rappresentano due strumenti fondamentali per sostenere la crescita e la continuità operativa delle piccole imprese artigiane. Sono misure che intervengono direttamente sulle necessità quotidiane delle aziende e che, proprio per questo, possono fare la differenza. Un’impresa artigiana ha bisogno di liquidità per acquistare materie prime, approvvigionarsi delle scorte necessarie alla produzione, anticipare le risorse per la gestione ordinaria dell’attività e affrontare costi importanti, come quelli energetici e del personale. Non sempre, però, soprattutto per le realtà più piccole, è semplice accedere al credito attraverso i canali bancari tradizionali. È qui che gli strumenti di finanziamento agevolato assumono un ruolo determinante, perché permettono alle imprese di programmare la propria attività con maggiore serenità, senza dover rinunciare a opportunità di lavoro o rallentare la produzione per mancanza di liquidità. I segnali positivi che stanno arrivando dimostrano quanto queste misure siano attese dal comparto. Il nostro obiettivo è fare in modo che le risorse disponibili si traducano rapidamente in un sostegno concreto, perché aiutare un artigiano a sostenere le spese della propria attività significa tutelare il lavoro, la produzione e l’economia dei nostri territori“.

Irca è nata dalla fusione tra Ircac e Crias lo scorso aprile. Le ultime misure possono incarnare un passo importante verso il rafforzamento dell’Istituto? Può rappresentare nel tempo un punto di riferimento per le imprese artigiane siciliane?

Ignazio Abbate

“Ne sono assolutamente convinto e l’ho ribadito più volte. L’Irca deve diventare un punto di riferimento stabile per il mondo dell’artigianato e delle piccole imprese siciliane. La nascita di questo istituto rappresenta un’opportunità importante per rafforzare gli strumenti regionali di accesso al credito, affiancando l’attività svolta dall’Irfis e costruendo un sistema di sostegno sempre più vicino alle esigenze del nostro tessuto produttivo. Come Democrazia Cristiana continueremo a impegnarci affinché l’Irca possa disporre delle risorse necessarie per rispondere alle richieste delle imprese. Ma accanto alla disponibilità economica c’è un altro elemento sul quale ritengo indispensabile intervenire: la rapidità delle erogazioni. Il nostro obiettivo deve essere quello di arrivare a tempi di risposta ed erogazione entro 45 giorni dalla presentazione delle istanze complete. Un’impresa che richiede un finanziamento lo fa perché ha una necessità in quel preciso momento. Ricevere quelle risorse dopo un anno significa, molto spesso, non riuscire più a rispondere all’esigenza per la quale erano state richieste. E questo è un limite che dobbiamo assolutamente superare. Vogliamo un istituto efficiente, capace di accompagnare le aziende nei loro percorsi di crescita e di favorire anche la nascita di nuove attività, soprattutto tra i giovani. Non dobbiamo dimenticare che, molto spesso, chi avvia un’impresa artigiana investe prima di tutto su se stesso, sulle proprie capacità, sulla propria professionalità e sul proprio talento. Dietro ogni laboratorio, ogni bottega e ogni piccola attività c’è una persona che ha deciso di scommettere sulle proprie competenze e sul proprio futuro. Il compito delle istituzioni è fare in modo che queste persone non siano lasciate sole“.


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