Al via gli interventi per il quarto lotto del progetto di riqualificazione della Balzana, complesso agricolo da 200 ettari confiscato ai capi del clan dei Casalesi Francesco “Sandokan” Schiavone e Francesco Bidognetti. I lavori sono stati presentati nel corso di una visita istituzionale al bene di Santa Maria la Fossa a cui hanno preso parte il Ministro per le Politiche di Coesione Tommaso Foti e la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro.
Il convengo su ‘Politiche di Coesione e beni confiscati’
Il sopralluogo è avvenuto a margine del convegno, promosso da Agrorinasce, sul tema “Politiche di Coesione e Beni Confiscati”. Un incontro che ha visto la partecipazione anche del Procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri, il Direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Prefetto Maria Rosaria Laganà, il Commissario straordinario per il recupero e la rifunzionalizzazione dei beni confiscati, Prefetto Paola Spena, il Prefetto di Caserta Lucia Volpe, oltre al sindaco Nicolino Federico, al presidente della Corte dei Conti – Sezione regionale di controllo per la Campania, Massimo Gagliardi, e a numerosi rappresentanti delle istituzioni locali, provinciali e regionali, delle forze di polizia, della magistratura, delle associazioni di categoria e dei sindacati.
Troncone: “Tante richieste di adesione ad Agrorinasce a partire da Castel Volturno”
Durante il convegno la presidente di Agrorinasce Maria Antonietta Troncone ha ribadito il lavoro svolto dal Consorzio in questi 30 anni, con 160 beni confiscati presi in cura in un’azione volta a “sostenere l’azione dei comuni” in materia di beni confiscati. Un lavoro testimoniato anche dalle “svariate richieste di ingresso in Agrorinasce – ha spiegato Troncone – di diversi Comuni come Castel Volturno e Marano”.
Il ministro Foti: “Dovrà tornare ad essere un corpo vivo”
“I beni confiscati non possono essere ritenuti beni che concludono la loro esistenza con il decreto di confisca, ma è in quel momento che deve avvenire la rinascita del bene con una rifunzionalizzazione che qui alla Balzana è già visibile. E se c’è un progetto esecutivo anche per il quinto lotto della Balzana, noi faremo la nostra parte”, ha detto il ministro Tommaso Foti.
Il Governo ha di recente stanziato 8,5 milioni di euro per il quarto lotto del complesso che prevede la realizzazione di 40 appartamenti per i lavoratori che presteranno la loro opera all’interno del bene confiscato. Fondi a cui si aggiungono 4,5 milioni della Regione e gestiti dal Comune che ha “già affidato i lavori” di propria competenza, assicura il sindaco Federico.
Per proseguire in questo percorso mancano gli ultimi 15,5 milioni necessari ad attivare la produzione e a cui Foti si è detto pienamente disponibile. “Al più presto la Balzana, e comunque nei tempi in cui progettazione e lavori lo consentiranno – ha proseguito Foti – dovrà essere un corpo vivo in questo paese che l’ha sempre ospitata e che era un punto di riferimento per la comunità locale e oggi diventa punto di riferimento per la comunità nazionale”.
Ferro: “Presto qui si torneranno a produrre i pomodori”
Nel suo intervento la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro ha ribadito come la Balzana rappresenti un passaggio decisivo nella restituzione dei beni confiscati alla collettività. “Il valore di questo intervento è legato innanzitutto all’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura. Le sentenze sono fondamentali, ma la lotta alla criminalità si completa quando ai risultati giudiziari si aggiunge la capacità di sottrarre definitivamente i beni alla disponibilità dei clan e restituirli ai cittadini”.
E dal recupero strutturale presto si procederà a quello funzionale: “Presto qui si torneranno a coltivare i pomodori e le tante eccellenze che danno dignità ai tanti lavoratori della Balzana e al territorio”.
Gratteri: “Bene accelerazione del Governo sui beni confiscati”
Come ha ribadito il procuratore Nicola Gratteri: “Alla Balzana è stato fatto un lavoro importante, per questo sono venuto. Recuperare questo bene significa rilanciare il territorio. È questo il senso dell’intervento che si sta realizzando: altrimenti si rischia di gettare i soldi nel pozzo”, ha affermato.
Il procuratore ha insistito sulla necessità di rendere effettiva la destinazione sociale dei patrimoni sottratti alla criminalità organizzata, sostenendo anche le realtà più piccole: “I beni confiscati vanno assegnati anche a quelle associazioni che non sono di moda, a quelle formate da quattro ragazzi che non sono figli di nessuno, che non hanno un pedigree o una partita Iva”.
Gratteri ha poi richiamato anche la necessità di accelerare il percorso di recupero: “Sono migliaia e migliaia i beni sequestrati e confiscati, ma nei decenni passati non si è investito abbastanza per assegnarli, ristrutturarli e renderli fruibili. Ora bisogna correre e colmare questo divario. Non sarà una passeggiata, ma l’importante è che ci sia la volontà”.
L’assessore Serluca: “Accompagnare rinascita”
All’incontro ha partecipato anche l’assessore regionale all’Agricoltura Maria Carmela Serluca, che ha ribadito il ruolo della Regione Campania nel percorso di recupero. “Dobbiamo essere vicini a Santa Maria La Fossa e accompagnare la rinascita di questo sito, dimostrando che legalità e sviluppo agricolo possono procedere insieme”, ha detto. La Regione, ha ricordato, ha già finanziato una parte degli interventi e continuerà a sostenere il progetto. “Parliamo di uno dei più grandi siti agricoli confiscati alla criminalità. La sua valorizzazione rappresenta un’opportunità importante per l’agricoltura e per il rilancio del territorio”, ha aggiunto la Serluca.
Significativi gli interventi del Prefetto Maria Rosaria Laganà, direttore dell’ANBSC, che ha sottolineato i progressi raggiunti dell’Agenzia per la destinazione dei beni confiscati ai Comuni e del Commissario Prefetto Paola Spena, che ha evidenziato il lavoro di amministrazione di oltre 290 progetti finanziati con i fondi di coesione per un totale di 270 milioni di euro e molti progetti simbolici attivati e che a breve si stanno attivando in tutte le Regioni del Mezzogiorno.
Allucci: “Diventerà un Parco agroalimentare dei prodotti tipici della Regione Campania”
L’amministratore delegato di Agrorinasce Giovanni Allucci ha sottolineato il significato della giornata e il valore del progetto per il futuro della Balzana. “Oggi è stata per noi una giornata importantissima, perché testimonia il lavoro portato avanti sui beni confiscati. Ci faceva piacere che anche altre amministrazioni potessero conoscere la nostra esperienza e comprendere il valore delle politiche di coesione”. Allucci ha quindi ringraziato il ministro per l’ulteriore dotazione finanziaria, che consentirà di recuperare le ville familiari e realizzare appartamenti destinati ai dipendenti che lavoreranno all’interno del complesso.
La prospettiva, ha ribadito Allucci, è quella di riportare la Balzana alla sua vocazione originaria. “Diventerà un Parco agroalimentare dei prodotti tipici della Regione Campania: un luogo di produzione, come lo è stato in passato e come vogliamo che torni a essere in futuro. Un luogo dove le persone potranno vivere e lavorare, dove si creeranno occupazione e socialità. Un progetto che ambisce a diventare un esempio, anche a livello internazionale, di recupero e riuso dei beni confiscati”.
Le reazioni
“La Balzana rappresenta una delle sfide più importanti di riscatto che abbiamo davanti in Terra di Lavoro – ha dichiarato Marco Cerreto, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in Commissione Agricoltura della Camera – Parliamo di circa 200 ettari che per anni hanno rappresentato il potere economico e criminale del clan dei Casalesi e che oggi possono diventare esattamente il contrario, un luogo di legalità, lavoro, formazione, ricerca e sviluppo. Il progetto di riconversione ha inoltre una forte coerenza con la vocazione agricola della provincia di Caserta, attraverso la realizzazione di un borgo agricolo moderno e di un polo capace di mettere insieme produzione, trasformazione agroalimentare, ricerca e formazione. La presenza oggi del ministro Tommaso Foti e del sottosegretario all’Interno Wanda Ferro è un segnale importante dell’attenzione che il Governo Meloni continua a riservare a Terra di Lavoro e al recupero dei beni confiscati. A loro va il mio ringraziamento, insieme a tutte le autorità e le istituzioni impegnate in questo percorso. La Balzana può diventare un modello nazionale, un bene sottratto alla camorra che torna a produrre sviluppo, occupazione e coesione sociale. Dove un tempo si manifestava il potere della criminalità organizzata, oggi devono mettere radici il lavoro, la legalità e le opportunità per le nuove generazioni. È questa la risposta più forte che le istituzioni possono dare a un territorio che vuole lasciarsi alle spalle quella stagione e costruire il proprio futuro”, conclude Cerreto.
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Vincenzo Santangelo, presidente della Commissione speciale Anticamorra e Beni confiscati della Regione Campania, ha sottolineato la necessità di segnare una netta discontinuità con il passato nella gestione dei beni confiscati alla criminalità. In provincia di Caserta sono quasi 2.000 gli immobili interessati da provvedimenti di confisca, oltre la metà dei quali risulta ancora non assegnata o bloccata dalla burocrazia.
Per affrontare il problema sarà convocata un’audizione speciale con Regione, Agenzia nazionale, Agrorinasce e sindaci dei Comuni più coinvolti a partire da Castel Volturno, Trentola Ducenta e Caserta. “Dobbiamo capire dove la macchina si inceppa e intervenire subito – ha sottolineato Santangelo –. La sfida si gioca su rapidità e trasparenza. Grazie alle Centrali Uniche di Committenza dobbiamo garantire che i fondi europei siano spesi in modo rapido, trasparente e totalmente al riparo da infiltrazioni. Non possiamo permetterci di perdere un solo centesimo”, conclude.
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