Luca Cordero di Montezemolo è sbarcato a Taranto, interrompendo il suo viaggio verso il forum economico di Lecce. A convincerlo è stato il legame di vecchia data con Massimo Ferrarese, commissario straordinario e presidente del comitato organizzatore locale della XX edizione dei Giochi del Mediterraneo.
Il sopralluogo ha offerto al manager emiliano – oggi alla guida di Telethon, presidente di Italo e da giugno 2025 al vertice di McLaren Group – la possibilità di verificare lo stato di avanzamento delle opere inserite nel masterplan. Un controllo sul campo iniziato dallo Stadio del Nuoto, la struttura a forma d’onda che si affaccia sul Mar Grande, le cui vasche verranno riempite nei prossimi giorni, per poi estendersi ai cantieri del nuovo PalaRicciardi e dello stadio Erasmo Iacovone.
L’impatto con la velocità dei cantieri ha colpito l’ex numero uno della Rossa, che ha esordito con una battuta sul commissario: «Il commissario Ferrarese è invecchiato. A differenza mia si vede che a una certa età si cambia, no? Ma vi dico la verità: sono qui perché domani ho un appuntamento a Lecce con gli industriali pugliesi e, data la storica amicizia con Massimo nata nei primi anni Duemila quando era a Brindisi, ero curioso di vedere da vicino la macchina organizzativa. È una curiosità anche professionale, avendo vissuto l’esperienza dei Mondiali di Italia ’90».
Il verdetto di Montezemolo sulla tempistica pugliese è un’attestazione di efficienza insolita per gli standard nazionali. «Sono impressionato – ha sostenuto – nel vedere quello che Massimo e la sua squadra hanno realizzato in tempi così brevi. Parliamo di appena due anni di lavoro, e per l’Italia è un record assoluto. Mi fa piacere per il Paese e per questa splendida regione. Negli eventi la chiave è la pianificazione: noi italiani sappiamo farlo bene, lo abbiamo dimostrato anche con le ultime Olimpiadi di Cortina. Qui si stanno battendo i record sui tempi, e vanno fatti i complimenti».
Tuttavia, da manager di lungo corso, Montezemolo ha voluto subito spostare l’attenzione sulla sostenibilità a lungo termine delle infrastrutture, mettendo in guardia le istituzioni locali dal rischio di creare cattedrali vuote. «I grandi eventi finiscono, ma le strutture – ha osservato – restano sul territorio. Bisogna riflettere fin da ora sul loro destino. Credo che per una città che purtroppo per motivi che tutti conosciamo sta soffrendo non da oggi sia un segnale di vitalità. Mi auguro che si ragioni bene sul perfetto utilizzo per il dopo Giochi. Per una realtà come Taranto, dotarsi di piscine olimpiche, campi da tennis e palazzetti rappresenta un’opportunità di sviluppo enorme, ma serve una gestione intelligente. Questo – ha evidenziato – non è un compito del comitato organizzatore, ma della classe dirigente che amministrerà la città in futuro. Vedere questo affaccio sul mare aperto è un grande segnale di vitalità per una comunità che ha sofferto a lungo. Mi auguro che si pianifichi bene il post-evento».
L’aspetto che sembra aver colpito maggiormente Montezemolo è però il contesto nel quale queste infrastrutture si inseriscono. Non solo la città, ma l’intero territorio ionico.
«Qui non c’è soltanto Taranto. A pochi chilometri – ha detto ai cronisti – ci sono spiagge straordinarie, paesaggi che non hanno nulla da invidiare alle più note destinazioni turistiche internazionali. Vedo un potenziale enorme, soprattutto se si riuscirà ad attrarre investimenti e capitali dall’estero».
Secondo il manager, pochi territori possono contare contemporaneamente su patrimonio storico, mare, impianti sportivi e una posizione geografica strategica. «La città storica, la qualità del paesaggio, le strutture sportive e la vicinanza ai principali collegamenti – ha affermato – rappresentano un insieme di fattori difficilmente replicabile».
Nel corso della visita non è mancato anche un siparietto sui trasporti. Montezemolo ha infatti elogiato quello che ha definito un aeroporto «logisticamente perfetto», spiegando di essere riuscito a spostarsi agevolmente tra diverse località pugliesi. Quando gli è stato fatto notare che il riferimento era allo scalo del Salento di Brindisi e non a quello di Grottaglie, il manager ha sorriso e ha proseguito il ragionamento sulle infrastrutture, sottolineando come collegamenti efficienti rappresentino un elemento decisivo per la crescita turistica ed economica del territorio.
In merito al gap infrastrutturale ferroviario della linea ionica, Montezemolo ha difeso la flessibilità della gomma: «In Puglia con Itabus stiamo ottenendo risultati straordinari, è il nostro primo mercato. Il trasporto evolve. Negli anni Settanta studiavo negli Stati Uniti e viaggiavo sui Greyhound, i celebri bus con il levriero. Su quei mezzi univi le distanze e trovavi seduti vicini l’amministratore delegato di una multinazionale e un ragazzo che mangiava il suo panino. Per molte regioni, e la Puglia in testa, il bus moderno con doppio conducente è una risorsa competitiva. Da Bari a Lecce c’è solo l’imbarazzo della scelta per creare collegamenti veloci».
Sollecitato sull’assenza di grandi manifestazioni veliche storiche nello ionio, paragonabili alle rassegne del Nord Italia, il manager ha guardato ai modelli di rigenerazione urbana tramite lo sport: «Guardate cosa accadrà a Napoli, a Bagnoli, con la Coppa America. Parliamo di un’area industriale ferma da quando portavo i calzoni corti. Lo sport d’alto livello, se integrato a un’offerta turistica di qualità e alla bellezza del paesaggio, diventa un volano economico unico, se gestito correttamente».

Una linea condivisa dal sindaco Piero Bitetti, che ha evidenziato come i Giochi rappresentino lo snodo per una transizione economica non più rinviabile: «La visita di Montezemolo certifica che Taranto può imporre una narrazione diversa sui mercati. I Giochi sono la nostra vetrina, ma il vero lavoro è strutturale: stiamo cambiando la base economica della città puntando su cultura, università e blue economy. Le alternative alla grande industria ci sono e creano occupazione reale». Un dato supportato anche dalla qualità ambientale: «Il 60% dei comuni ionici ha la Bandiera Blu. Sostenibilità e qualità delle acque oggi muovono un turismo internazionale esigente, che esce dal solito asse Roma-Firenze-Venezia alla ricerca di nuove mete».
La giornata si è chiusa tra i vicoli storici dell’isola antica. «Mancavo da molto tempo – ha concluso l’ex numero 1 di Maranello – e devo dire che la trasformazione in atto è evidente. C’è una grande responsabilità per la classe dirigente pugliese: lavorare uniti, oltre gli schieramenti di destra o sinistra, perché questa città ha una prospettiva reale e un potenziale che non può più essere sprecato». Taranto non è una Ferrari ma ha l’occasione di svoltare. La pista è pronta, il potenziale internazionale c’è: ora spetta al territorio dimostrare di saper reggere la velocità della rinascita.
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