Pedal’Arno, un fiume che unisce


Parte da Pratovecchio – Stia, nel cuore delle Foreste Casentinesi, Pedal’Arno il ciclo-viaggio attraverso il cuore della Toscana, seguendo il corso del fiume più importante della Toscana: un itinerario di oltre 250 km lungo la Ciclovia dell’Arno, che inizierà a Stia, nel Parco delle Foreste casentinesi e si concluderà a Marina di Pisa e nel Parco di Migliarino e San Rossore. Un percorso in 4 tappe, ognuna di 60/70 Km: con ritrovo a Stia mercoledì 10 giugno, da dove partirà giovedì 11 per Arezzo. Le tappe seguenti vedranno la comitiva percorrere il tratto Arezzo-Rignano sull’Arno, Rignano sull’Arno – Empoli, ed Empoli-Pisa-Marina di Pisa. Nel tragitto sono previsti 4 incontri pubblici: a Stia il 10/06 ore 17:30, Arezzo 11/06 ore 16:45, Firenze 13/06 ore 11,45, e Pisa 14/06 ore 12:00.

Al taglio del nastro che darà inizio alla discesa dell’Arno, l’11 giugno alle ore 09.00, i partecipanti riceveranno la colazione del ciclista offerta dal Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno con i prodotti degli stakeholder del contratto di Fiume Casentino H2O e le informazioni relative all’attività svolta dall’Ente per mantenere in piena funzionalità il fiume.

Alle 13.00 di venerdì 12 giugno a San Giovanni Valdarno, i ciclisti saranno accolti dagli amministratori comunali e dai dirigenti del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno. Per tutti il pranzo del ciclista, offerto dal Consorzio e preparato con i prodotti del territorio, degli stakeholder dei contratti di fiume attivati sull’Arno.

DICONO DELL’INIZIATIVA

Alberto Paggetti, Coordinatore FIAB Toscana –  La manifestazione si sviluppa su quattro giorni per un totale di circa 250 chilometri, lungo la ciclopista e su strade generalmente a basso traffico. L’obiettivo principale è richiamare l’attenzione sul completamento della ciclovia, che rappresenta la dorsale delle ciclovie della Rete Toscana, oltre al monitoraggio delle criticità del corso d’acqua e della presenza di rifiuti lungo il percorso. Sono previsti quattro incontri pubblici: questa sera a Pratovecchio Stia, domani ad Arezzo, il 13 a Firenze e il 14 a Pisa. Il nostro è un viaggio di sensibilizzazione verso i soggetti che operano sul fiume e attorno al fiume, considerando che il cicloturismo ha un valore economico molto rilevante”.

Tulio Marcelli, Direttore Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno – “La metà dell’Arno è gestita dal nostro Consorzio. Ogni anno, il fiume viene sottoposto a una manutenzione ordinaria importante per un valore economico di circa 1 milione di euro. Ritengo questa manifestazione preziosa per valorizzare il fiume che rappresenta una vera ricchezza per il territorio. Sarò presente all’inaugurazione del ciclo-viaggio, dove il Consorzio mette a disposizione dei partecipanti la colazione del ciclista, per valorizzare i prodotti del territorio e alle realtà che operano lungo l’Arno”.

Serena Stefani, Presidente del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno: “L’Arno torna protagonista in Alto Valdarno attraverso un’iniziativa che coniuga sport, partecipazione e cittadinanza attiva. Dopo la discesa del fiume da parte dei Canottieri Comunali di Firenze, che hanno potuto osservare l’Arno da una prospettiva privilegiata, quella dell’acqua, ora sono gli appassionati delle due ruote a raccogliere il testimone con una ciclo-escursione che partirà da Pratovecchio Stia per raggiungere il mare. Il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno accompagnerà i ciclisti lungo il percorso dalla sorgente al Valdarno, raccontando gli interventi e le attività realizzati dall’Ente per incrementare la sicurezza idraulica del fiume. Saranno inoltre promossi momenti di incontro e approfondimento dedicati alla valorizzazione delle eccellenze del territorio e al ruolo degli stakeholder che partecipano ai Contratti di Fiume Casentino H2O, Abbraccio d’Arno e Acque d’Arno, strumenti di collaborazione e governance condivisa attivati lungo il tratto dell’Arno compreso nel nostro comprensorio. Per il Consorzio, la partecipazione di cittadini, associazioni e realtà locali impegnate nell’osservazione, nella tutela e nella rivitalizzazione del principale corso d’acqua del territorio rappresenta un elemento strategico. L’Arno diventa così non solo un’infrastruttura naturale fondamentale per la sicurezza idraulica, ma anche un luogo di incontro, identità e sviluppo per le comunità che vivono sulle sue rive. Un fiume più curato, conosciuto e vissuto è infatti anche un fiume più sicuro”, dichiara la Presidente del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno Serena Stefani.

L’ARNO, IL FIUME CHE UNISCE

Dalle sorgenti immerse nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi fino al Valdarno, il tratto di Arno che attraversa il comprensorio del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno racconta un paesaggio in continua trasformazione. Sono oltre 120 i chilometri di corso d’acqua ricadenti nel territorio consortile, su una lunghezza complessiva del fiume di 241 chilometri: un percorso che cambia profondamente caratteristiche nella discesa dalla montagna casentinese fino ai centri abitati della valle.

Nel tratto più a monte, quello che parte da Stia e attraversa il Casentino, l’Arno conserva ancora un forte carattere naturale: le pendenze del fondo alveo sono più accentuate, il corso è segnato dalla presenza di briglie e opere idrauliche realizzate nel tempo per governarne la dinamica. Più a valle, entrando nel Valdarno aretino e proseguendo verso quello fiorentino, il fiume attraversa aree maggiormente urbanizzate, dove nei secoli il suo percorso è stato progressivamente delimitato da difese di sponda artificiali.

La manutenzione dell’Arno rappresenta una delle attività strategiche del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, che interviene con modalità diverse in relazione agli ambienti attraversati. In montagna l’attività è concentrata soprattutto sulla vigilanza del corso d’acqua, sulla rimozione di ostacoli presenti in alveo e sulle sponde e sul controllo delle condizioni di sicurezza del reticolo fluviale. Nei tratti di fondovalle, invece, viene programmata annualmente la manutenzione della vegetazione attraverso lo sfalcio dell’erba, la rimozione di arbusti e di alberature pericolanti e la gestione dei sedimenti.

Ogni anno il Consorzio garantisce la manutenzione di oltre 45 chilometri di fiume, mentre per i restanti tratti gli interventi vengono programmati ad anni alterni sulla base delle caratteristiche ambientali e delle necessità idrauliche.

L’Arno, lungo tutto il suo percorso, presenta una naturale tendenza erosiva che nel tempo ha richiesto interventi di consolidamento e protezione delle sponde. Con finanziamenti pubblici sono state realizzate opere straordinarie finalizzate alla sicurezza idraulica: tre interventi hanno interessato in particolare il territorio del Comune di San Giovanni Valdarno, due progettati e realizzati direttamente dal Consorzio e uno promosso dal Comune.

Il fiume conserva ancora importanti elementi di naturalità in alcuni tratti di pregio ambientale, come le aree delle riserve della Valle dell’Inferno e Bandella e di Ponte Buriano e Penna, dove il corso d’acqua mantiene caratteristiche paesaggistiche e ambientali di particolare valore. Al contrario, nei fondovalle del Casentino e del Valdarno, il rapporto tra fiume e territorio è stato profondamente modificato dalla presenza di opere di difesa e infrastrutture.

Lungo l’Arno si incontrano numerose opere idrauliche: molte briglie soprattutto nel tratto casentinese, due dighe gestite da Enel e diverse traverse che contribuiscono alla regolazione del corso d’acqua.

La programmazione degli interventi prosegue anche nei prossimi anni. In Casentino sono previste tre nuove difese di sponda e una briglia, per un investimento complessivo di circa 200 mila euro, mentre in Valdarno continuerà la manutenzione delle casse di espansione recentemente realizzate, fondamentali per la riduzione del rischio idraulico.

Grande attenzione sarà dedicata anche alla gestione della vegetazione: nel Piano annuale di bonifica 2026 sono stati stanziati circa 800 mila euro per gli interventi di taglio e manutenzione lungo l’intero corso dell’Arno nel comprensorio.

Un lavoro continuo, spesso poco visibile, che accompagna il fiume nel suo lungo viaggio dalla montagna alla valle e che ha l’obiettivo di garantire equilibrio tra tutela ambientale, sicurezza del territorio e valorizzazione del paesaggio fluviale.

LA CICLOVIA DELL’ARNO

La Ciclovia è al momento realizzata al 70 %, con fondo in sterrato ed asfalto: nei tratti in cui non è completa l’itinerario seguirà, dove possibile, strade a basso traffico e, solo dove non c’è ancora alternativa, si pedalerà   per brevi tratti la strada trafficata; per chi ne avesse necessità ci sarà inoltre la possibilità di sfruttare i treni locali, grazie alla presenza di circa 30 stazioni ferroviarie lungo il tracciato. Il percorso della Ciclovia attraversa la Toscana e grazie alle molte diramazioni crea un reticolo che raggiunge anche i paesi più lontani. Si tratta quindi di una infrastruttura dalle enormi potenzialità sia per favorire la mobilità attiva negli spostamenti locali quotidiani tra paesi vicini (5-10 Km), riducendo l’uso dell’auto e le emissioni di inquinanti, che per lo sviluppo di un turismo dolce e dai ritmi lenti, attratto dalle bellezze paesaggistiche, naturali, storiche, artistiche ed enogastronomiche presenti nei territori attraversati. Una opportunità di sviluppo delle attività economiche locali legate all’accoglienza e all’artigianato.

La ciclovia dell’Arno è quindi un progetto dal grande valore territoriale che può diventare un vero motore di sviluppo per la Toscana. Con Pedal’Arno FIAB vuole richiamare l’attenzione su quattro aspetti principali della ciclovia:

  • completamento e rete: sollecitare le amministrazioni a ultimare l’infrastruttura, rendendola una “dorsale” continua che connetta efficacemente i centri urbani e le aree interne.
  • cultura della mobilità: promuovere la bicicletta per l’uso quotidiano e turistico, incentivando uno stile di vita attivo e un approccio “lento” alla scoperta del paesaggio.
  • sviluppo socio-economico: valorizzare il patrimonio locale e rafforzare le sinergie tra pubblico e privato per generare nuove opportunità economiche legate all’indotto cicloturistico.
  • monitoraggio e manutenzione: per garantire la fruibilità nel tempo, segnalare criticità quali: interruzioni, frane, erosioni, rifiuti, plastiche, sversamenti ecc.

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Il tracciato della Ciclovia dell’Arno si interseca con diverse direttrici ciclabili nazionali ed internazionali, condividendo il percorso tra Firenze e Arezzo con EuroVelo 7 – Ciclovia del Sole. Inoltre, si interseca con EuroVelo 5 – Francigena nel comune di S.Miniato; Bicitalia 8 – Ciclovia degli Appennini nel tratto casentinese, e con Bicitalia 19 – Ciclovia Tirrenica nel tratto tra Pisa e Marina di Pisa.

LOTTA ALLE PLASTICHE

Ma “Pedal’Arno – Un fiume che unisce”, oltre a sostenere gli aspetti legati alla mobilità sostenibile, si propone di diffondere tematiche di tutela ambientale: in quest’ottica è stata costituita un’alleanza per il fiume tra Autorità di Bacino Distrettuale Appennino Settentrionale e FIAB Toscana. Lo scopo è quello di svolgere, nel corso del cicloviaggio, attività specifiche di monitoraggio, mappatura speditiva e reportistica delle plastiche presenti lungo la ciclovia e le sponde del fiume, e di monitorare varie criticità come presenza di rifiuti, sversamenti, frane, erosioni, interruzioni e necessità di manutenzioni ambientali.

La manifestazione rappresenta quindi anche uno strumento di diffusione di buone pratiche di rispetto e tutela del fiume, dedicata a sensibilizzare le comunità locali e chi usufruisce della ciclovia sui temi legati alla tutela degli ecosistemi fluviali e al contrasto dell’inquinamento da plastiche, in coerenza con le finalità della legge Salva Mare.

Un impegno condiviso anche dal Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno che ha ottenuto il finanziamento di “Splastichiamo il fiume”, progetto sostenuto dall’Autorità di Bacino Distrettuale Appennino Settentrionale per una campagna di comunicazione plastic-free.

Il PATTO PER L’ARNO

In questo contesto si inseriscono anche i “contratti di fiume” promossi da ANBI Toscana (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni), dall’Autorità di Bacino Distrettuale Appennino Settentrionale e dai Consorzi di Bonifica, in cui è sviluppata una visione integrata di tutte le problematiche legate al fiume e in particolare il “Patto per l’Arno”, che si pone come obiettivi un fiume pulito, sicuro e da promuovere, e a cui possono contribuire tutti i portatori di interesse.

Nel comprensorio Alto Valdarno, il primo contratto di fiume sottoscritto sull’Arno è Casentino H2O, che abbraccia il tratto compreso dalla sorgente al Canale Maestro della Chiana. Sono in fase di sviluppo il contratto di fiume Abbraccio d’Arno, sul tratto compreso tra il Canale Maestro della Chiana e la diga di Levane e La Penna, e il Contratto di fiume Acque d’Arno, nel tratto valdarnese.

CICLISTI SENTINELLE

La ciclovia dell’Arno è quindi una infrastruttura legata al fiume (sistema integrato) che, senza stravolgere l’ecosistema spondale, ne permette una visione unitaria e costituisce un punto di osservazione strategico per la salvaguardia dello stesso. I ciclisti ed i pedoni che percorrono questa infrastruttura possono essere utili “sentinelle” per il rilevamento delle situazioni critiche che possono minacciare l’ecosistema quali: frane, erosioni, sversamenti, inquinamenti, discariche rifiuti, ecc. e contribuire alla salvaguardia del fiume e del mare dove confluiscono tutte plastiche disperse.

A conclusione del ciclo-viaggio “Pedal’Arno – Un fiume che unisce” saranno prodotti:

  • un video reportage video-fotografico con le evidenze dei punti critici integrato con interviste agli amministratori locali.
  • Una mappatura con foto geo-referenziate delle criticità incontrate durante il percorso.
  • Pubblicazione “Il fiume Arno e la sua Ciclovia”.

PARTNER DEL PROGETTO

Il progetto ha avuto il patrocinio e il contributo della Regione Toscana e dell’Autorità di Bacino Distrettuale Appennino Settentrionale, oltre a patrocinio di: Provincia di Arezzo e di Pisa, Citta Metropolitana di Firenze, Comuni di Stia, S. Giovanni VdA e Pisa, ANBI Toscana e Consorzi di Bonifica Alto, Medio e Basso Valdarno.

Riferimento per informazioni: [email protected]


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 Redazione Arezzo24

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