Precedenti rilevanti intorno a 160 JPY
Il Giappone è già intervenuto più volte quando USD/JPY si è avvicinato o ha superato la zona dei 160 yen. Nel 2022 e nel 2024, le autorità hanno venduto massicciamente dollari e acquistato yen per fermare la rapida svalutazione della moneta giapponese. Queste operazioni hanno provocato movimenti di mercato molto violenti, con ribassi di diverse centinaia di pip in poche ore. La soglia 160/162 JPY è ormai considerata dai mercati una vera e propria linea rossa per Tokyo, sia sul piano economico che psicologico.
Perché il Giappone difende la sua valuta?
Uno yen debole avvantaggia gli esportatori giapponesi, ma comporta anche costi significativi per l’economia. Una valuta troppo debole aumenta il costo delle importazioni di energia, materie prime e alimentari, alimentando così le pressioni inflazionistiche sulle famiglie. Inoltre, le autorità cercano di evitare movimenti disordinati del cambio che potrebbero destabilizzare i mercati finanziari. Mentre la BoJ continua la normalizzazione monetaria sotto la guida di Kazuo Ueda, il supporto strutturale allo yen si rafforza, anche se il differenziale dei tassi con gli Stati Uniti continua a favorire il dollaro.
Un intervento sempre più probabile
Oggi diversi elementi suggeriscono un possibile intervento a breve. USD/JPY si trova vicino a livelli che in passato hanno attivato l’azione delle autorità, mentre gli investitori restano fortemente posizionati short sullo yen tramite strategie di carry trade. Questa situazione crea un elevato rischio di unwind improvviso se la BoJ accelera il tightening monetario o se il Ministero delle Finanze interviene. In questo contesto, il rapporto rischio/rendimento diventa sempre più favorevole a uno yen più forte. I mercati sembrano ancora sottovalutare questa minaccia, il che potrebbe amplificare la volatilità in caso di sorpresa da Tokyo.
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