Nel giorno del compleanno di Alberto Sordi, il cugino Igor Righetti svela alcuni aneddoti della vita del grande attore


Igor Righetti con suo cugino Alberto Sordi in una immagine degli Anni Novanta

Su Rai Radio 1, Igor Righetti con “Igorà” svela il dietro le quinte del mondo digitale; in diretta, alle 15:00, l’innovativo format in chiave pop, ideato e condotto dal giornalista e conduttore radiotv Rai vincitore di  3 “Microfoni d’oro” consecutivi, ha portato con lui l’influencer da oltre 1 milione di follower sui social Lorenzo Castelluccio e Byron, il bassotto più irriverente del web con 255 mila follower. Igor ha anche scritto e diretto “Alberto Sodi secret”, pluripremiato docufilm internazionale, anche in inglese e spagnolo, arrivato a quota 35 Premi in Italia e all’estero, dall’Europa agli dagli Stati Uniti fino all’Asia. Attualmente è in onda su Prime Video in Cina, Usa, Gran Bretagna, Nuova Zelanda e Australia. Dopo la proiezione nei cinema italiani è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma e al Senato della Repubblica.

Nel giorno del compleanno di Alberto Sordi, il cugino Igor Righetti svela alcuni aneddoti della vita del grande attore
Igor Righetti in Radio

Tratto dal suo libro “Alberto Sordi segreto”, pubblicato da Rubbettino editore, con la prefazione del critico Gianni Canova, giunto alla 12ª ristampa.

Nel giorno del compleanno di Alberto Sordi, il cugino Igor Righetti svela alcuni aneddoti della vita del grande attore
Il Libro e ebook Alberto Sordi Segreto, di Igor Righetti, da cui è tratto il docufilm Internazionale Alberto Sordi Secret, il primo sulla vita privata del grande attore

Nell’opera prodotta da Massimiliano Filippini e CameraWorks con la fotografia di Gianni Mammolotti, le musiche di Maria Sicari e i costumi di Stefano Giovani, vengono raccontati accadimenti e aneddoti della vita privata di Sordi a partire dalla sua infanzia.

Il padre di Alberto Sordi era nato a Valmontone, in Provincia di Roma, cittadina che, in omaggio al papà, il grande attore citò in due dei suoi film, “Il Marchese del Grillo” e “Il Tassinaro”

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con Tiziana Appetito figlia del fotografo di scena Enrico

“Valmontone si trova a circa 35 chilometri dalla capitale”-dice Righetti-“qui ha vissuto anche la sorella di suo padre, Ginevra, della quale nelle interviste pubbliche Alberto parlò spesso con grande affetto magnificandone i suoi gnocchi, i carciofi, i sughi e le tagliatelle. Nel 1996, ad Alberto fu consegnato l’atto di nascita del padre nato nella cittadina nel 1879. In quell’occasione pubblica disse: “Dovrei essere triste perché tanto tempo è passato da quando il mio babbo mi portava qui, nella vostra e sua cittadina, per fare visita a zia Ginevra. E, invece, tutto ciò mi rende allegro perché, uno a uno, mi vengono in mente tanti ricordi felici”.

I vestiti comprati dalla sorella Aurelia

“Alberto è sempre stato molto classico: giacche, completi, trench beige, grigi e marroni, nessuna concessione verso i colori accesi. Ci teneva a essere sempre elegante, ma era troppo indolente per acquistare i vestiti. Glieli comprava la sorella Aurelia che conosceva bene i suoi gusti. E poi non aveva tempo che avrebbe dovuto sottrarre al suo lavoro. Aurelia si occupava delle spese per la casa ed era molto attenta ai conti e a evitare sprechi inutili”.

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Igor Righetti regista e sceneggiatore del docufilm internazionale Alberto Sordi Secret in cui compare anche Byron

A differenza di come appariva nei suoi film o in televisione era un uomo abbastanza schivo e solitario

“Per nulla amante della mondanità che lo avrebbe distratto dal lavoro, Alberto era molto determinato, tenace, innamorato della sua professione che ha sempre messo sopra ogni altra cosa, consapevole del suo grande talento; “cambiava umore facilmente, spesso era malinconico e amava il silenzio dopo i bagni di folla”-prosegue Righetti-“dotato di ironia sorniona, dopo una giornata sul set si rifugiava nella sua casa dove continuava a studiare il copione per le riprese del giorno dopo. Cattolico praticante cresciuto all’Azione cattolica, amava spiazzare l’interlocutore con un’ironia pungente. Era un abitudinario: quando non era sul set, non rinunciava al riposo pomeridiano dopo pranzo, la pennichella di almeno un’ora, abitudine ereditata dal padre. La domenica, invece, il suo riposo pomeridiano durava qualche ora. E la sera non faceva mai tardi”.

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La locandina del docufilm internazionale

Abitudinario anche negli orari del pranzo e della cena così come nel cibo

“Al ristorante ordinava sempre gli stessi piatti senza mai concedersi novità. Teneva molto alla sua immagine e ad avere un aspetto curato: aveva sempre la barba fatta e portava con sé un pettine che teneva nel taschino interno della giacca per avere i capelli in ordine. Conservava tutto in modo maniacale e con grande cura, dai vestiti fino a una copia di ogni suo film. La scrivania del suo studio era affollata, ma sempre perfettamente ordinata. Una volta diventato famoso, frequentava solo persone che conosceva da tempo e di cui si fidava”.

Sì, anche perché per il grande attore rigore e indipendenza erano determinanti per svolgere la sua professione, quindi, per realizzare il suo progetto, doveva restare solo e non disperdere energie verso altri,  come una moglie o dei figli. Mai avrebbe voluto deludere il suo pubblico, con il quale era sempre disponibile con un sorriso e per un autografo.

Era rimasto semplice anche nel mangiare: preferiva la bruschetta e un bicchiere di vino, o l’anguria durante l’estate. A pranzo, nella sua casa, mangiava un piatto unico, come spaghetti al pomodoro con le polpette che adorava. Alla pasta non sapeva rinunciare: dagli spaghetti alle fettuccine, dai bucatini agli gnocchi ma sempre al sugo di pomodoro, mai in bianco. Al bando piatti pasticciati, sì per il pesce (ma guai a non proporglielo già pulito dalle lische) ed era goloso di Nutella che metteva pure nel caffè e latte. Con la minestra di verdure aveva un pessimo rapporto in quanto era il piatto che la madre gli faceva da bambino a causa delle ristrettezze economiche. Non mangiava mai i funghi in quanto li riteneva tutti velenosi.

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con Sabrina Sammarini, figlia dell’attrice Anna Longhi, “la buzzicona” di tanti film di Sordi

Il padre, Pietro Sordi, non voleva che facesse l’attore

“Alberto perse suo padre nel 1941, quando aveva soltanto 20 anni e non era ancora famoso”-continua Righetti-“mio nonno lo incoraggiò a proseguire nel suo sogno, lo sostenne e aveva fatto più volte riflettere Pietro sul grande talento e la forte determinazione del figlio che non voleva far altro nella vita se non l’attore. Alberto gliene fu sempre grato e, anni dopo, quando mio nonno si paralizzò, provvide a farlo curare da un luminare della scienza e al suo ricovero in una clinica di lusso. Il tutto a sue spese.

Mio padre, invece, realizzava con lui le statuine di gesso del presepe per la parrocchia di Santa Maria in Trastevere. Successivamente Alberto lo volle come capoclaque nei suoi spettacoli, cioè colui che faceva partire gli applausi nei teatri in cui si esibiva all’inizio della sua carriera.  Gli scriveva sul copione le parti in cui mio padre doveva far intervenire gli spettatori. Alcuni elementi decorativi della sala cinematografica della sua villa romana, li fece realizzare a mio padre Alessandro”.

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Igor con Byron sul red carpet

Nella sua villa nessuno poteva scattare fotografie

“Ricordo ancora che tutte le stanze della sua villa erano chiuse a chiave e che il piano di sopra, dove c’era la sua camera e la barberia, era interdetto”-sottolinea Righetti-grande tifoso della Roma, non amava seguire le partite in televisione, preferiva sdraiarsi sulla poltrona del suo studio e ascoltare la radiocronaca di Nicolò Carosio”.

Non pensava alla morte e nemmeno riusciva a pronunciare quella parola, preferiva parlare di “orizzontale”

“Era talmente scaramantico che anche quando ormai stava molto male, non volle fare nessun testamento. Negli ultimi anni era soltanto molto preoccupato del suo grande patrimonio che la sorella Aurelia, più grande di lui di tre anni, si sarebbe trovata a gestire da sola senza averne le capacità. Le sue sorelle e il fratello erano la sua famiglia: vivevano come un clan e tutti lavoravano per Alberto. Un’altra persona importate nella sua vita e della quale si fidava era la sua fedele segretaria per oltre cinquant’anni, Annunziata Sgreccia, considerata anche da Aurelia alla stregua di una sorella (erano state compagne di scuola”.

In America ha avuto due cittadinanze onorarie

“Nel 1955 il presidente americano Harry Truman lo invitò a Kansas City per consegnargli le chiavi della città (e la carica di governatore onorario) ed ebbe diverse proposte di trasferirsi negli Stati Uniti, ma amava troppo il suo Paese per lasciarlo”.

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Igor Righetti in via San Cosimato dove nacque suo cugino Alberto Sordi

Il suo rapporto con la Fede

“Dalla madre aveva ereditato la devozione per la Vergine Maria, come per Giovanni Paolo II. La madre di Alberto, Maria Righetti, è stata la persona più importante della sua vita; maestra elementare, aveva lasciato il lavoro per seguire i suoi figli. Alberto era il più piccolo, il più coccolato: “quando ricordava sua madre che gli leggeva le poesie di De Amicis, commuovendosi”-aggiunge Igor Righetti”.

Righetti, nel 2017, ha ideato il Premio internazionale “Alberto Sordi Family Award”, che organizza con la sua società “Loro Comunicazione”, prestigioso riconoscimento per omaggiare e ricordare la figura dell’ Alberto nazionale

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Igor Righetti con il Premio Oscar Helen Mirrer alla quale ha consegnato il Premio Internazionale Alberto Sordi Family Award

“Il Premio all’eccellenza, diventato ormai di culto, ha conquistato anche Hollywood con quattro Premi Oscar nel suo albo d’oro come gli attori Helen Mirren e Colin Firth e i registi Taylor Hackford e Robert Moresco. Tra i premiati figurano anche Gina Lollobrigida, Mark Strong, Matt Dillon, il regista e produttore cinematografico Pupi Avati, Fioretta Mari, Maurizio Mattioli, l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi, il pittore e attore-trasformista Dario Ballantini del programma “Striscia la Notizia”, solo per citarne alcuni. Con il presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati, l’on. Federico Mollicone, stiamo valutando iniziative internazionali volte a celebrare la figura di Alberto Sordi, ambasciatore della cultura italiana nel mondo. Attraverso i suoi film e i suoi personaggi, Alberto continua a trasmettere un’immagine autentica dell’Italia, della sua storia e del suo patrimonio umano e culturale”.


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