l’operazione che può cambiare gli equilibri politici in Calabria



Cosa c’è dietro l’interesse del patron della Lazio per gli amaranto. Cannizzaro potrebbe garantirgli il collegio blindato di Reggio, ma l’imprenditore (e compagno di banco di Occhiuto al Senato) ha interessi milionari nella sanità a Cosenza

A Cosenza si soffre, a Reggio Calabria si gongola. Sono contrapposti i sentimenti delle due comunità calcistiche agli estremi della nostra regione. Mentre nella città dei Bruzi il patron Eugenio Guarascio sembra restio a cedere la società e le trattative con un gruppo di imprenditori vanno a rilento, in riva allo Stretto sembra imminente il passaggio della Reggina nelle mani di Claudio Lotito.

La differenza la fa molto la politica. Mentre a Cosenza, il sindaco Franz Caruso, sospinto dai tifosi, si è impelagato in un braccio di ferro con Guarascio che rischia di lasciare la città completamente senza calcio con lo stadio chiuso per un anno, il neo sindaco di Reggio Calabria ha usato le sue ottime entrature politiche per convincere Lotito a prendersi la Reggina per portarla dalla serie D, inferno che vive da tre anni, al calcio professionistico. Un po’ come fece con la Salernitana che sotto la sua gestione riuscì ad arrivare fino alla serie A.

Il Corriere dello Sport dà per imminente l’accordo fra l’attuale proprietario Nino Ballarino e il senatore forzista per una cifra che va da 1,8 a due milioni di euro. Gli indizi sono tanti. Il primo è il forfait ormai ufficiale dell’altro gruppo che era interessato all’acquisizione della squadra e che faceva capo all’imprenditore italo-americano Matt Rizzetta proprietario del Basket Napoli e del Campobasso. «Purtroppo in questo momento – ha detto l’imprenditore – siamo a poche ore da una scadenza, dopo l’ultimo week end di incontri. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta e, oltre questa scadenza, come gruppo non andremo avanti».

L’altro indizio è che Francesco Cannizzaro oggi sarà a Roma, indiscrezioni dicono proprio per portare a termine l’operazione Lotito.

I tifosi laziali guardano con incredulità questa operazione. Per rispettare i parametri economici imposti dalla Lega, Lotito dovrebbe versare circa 19,5 milioni di euro nelle casse della società. Il tutto entro due settimane. Le soluzioni sono due: o un aumento di capitale o un miglioramento del bilancio attraverso le cessioni di pezzi pregiati. Altrimenti la Lazio sarà costretta (unica società in serie A) a fare un mercato a saldo zero ovvero spendere solo quello che arriva dalle cessioni di giocatori. Un incubo che i tifosi biancocelesti hanno vissuto nella passata stagione dove, nonostante la cessione di pezzi pregiati come Guedouzi e Castellanos, in gennaio non ha potuto fare mercato. Sullo sfondo resta il progetto di fare del vecchio Flaminio lo stadio di proprietà della Lazio. Un’operazione da 480 milioni per trasformare il vecchio impianto in uno stadio moderno da 50mila posti. Da dove verranno i soldi? Alla conferenza stampa di presentazione del progetto a Formello, a fronte delle domande dei giornalisti, i vertici della Lazio sono stati piuttosto vaghi, hanno parlato di fonti varie, sponsor ecc.

Se questa è la situazione allora viene spontaneo chiedersi perché Lotito si sia lanciato in questa operazione. Di certo non basta ricordare le origini calabresi da parte del patron della Lazio. La risposta allora sembra risiedere nella politica. Lotito è stato eletto senatore nel collegio uninominale 1 del Molise, a Campobasso con 55 656 voti. Il Corriere dello Sport lascia intendere che la motivazione potrebbe risiedere proprio nel collegio che giocoforza Cannizzaro dovrà lasciare libero per incompatibilità con il ruolo di sindaco di Reggio.

Ci potrebbe essere ben altro, però, perché i rapporti fra Lotito e la Calabria sono profondi. Il senatore del Lazio (eletto in Molise) ha ad esempio l’appalto per le pulizie dell’Unical. Non solo ha anche un appalto molto controverso da 46 milioni per l’Asp di Cosenza. La gara è oggi all’attenzione della Procura della Repubblica di Cosenza dopo lo scoop che fece il nostro compianto collega, Domenico Martelli, poi ripreso da Report.

Martelli era entrato in possesso di un biglietto con i punteggi tecnici delle varie ditte che avevano partecipato alla gara per la gestione e la sicurezza degli ospedali, degli uffici e delle guardie mediche dell’Asp di Cosenza. In quel biglietto la ditta che faceva capo a Lotito era al quinto posto con 58 punti. Senonché il punteggio nella trascrizione ufficiale del verbale sale misteriosamente a 73 e nella seconda parte della gara gli sono stati sufficienti pochi punti per arrivare primo. Si perché nonostante l’importo, l’Asp di Cosenza decise all’epoca di gestire da sé la gara, anziché attraverso Consip.

Ma Lotito lo troviamo anche in altre vicende legate alla sanità calabrese, questa volta nel suo ruolo di senatore di Forza Italia. E’ stato lui a presentare un emendamento che affievoliva di molto i parametri per far uscire le regioni dal commissariamento. E’ a sua firma l’emendamento che prevede la possibilità per le aziende sanitarie e ospedaliere di poter approvare i bilanci anche in assenza dei documenti contabili degli anni precedenti. Fra questi ci sono le Asp di Cosenza e Reggio Calabria che avevano diversi bilanci del passato non approvati, ma si sono potute mettere in linea grazie a questo metodo deduttivo ovvero in base alla documentazione disponibile (meccanismo molto contestato dalla Corte dei Conti). Non contento Lotito voleva prevedere anche uno scudo  per i manager, depenalizzando il falso in bilancio, ma l’emendamento non è passato anche per la contrarietà della Lega.

Insomma i più maliziosi sussurrano di un interesse che viaggerebbe sul doppio binario politica e affari. Ma ai tifosi amaranto questo non interessa, sognano una squadra che possa rinverdire i fasti dell’era Lillo Foti mentre Cannizzaro sogna di portare a termine un’operazione che lo renderà ancora più amato fra i suoi cittadini. I tifosi della Lazio, invece, ingrassano le farmacie.


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 Massimo Clausi

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