La domanda è semplice: se un territorio ospita un impianto fotovoltaico, come può beneficiare concretamente dell’energia che viene prodotta? Enfinity prova a dare una prima risposta con un progetto pilota che punta a rafforzare il legame tra produzione locale di energia rinnovabile e comunità. Si parte da Argenta e Portomaggiore, nel Ferrarese, dove l’azienda sta lavorando a un’offerta rivolta ai territori in cui sono presenti i suoi impianti. Un percorso nato dal confronto con le amministrazioni locali e sviluppato in circa un anno e mezzo, che potrebbe presto essere esteso ad altre aree d’Italia, in primis nel Lazio.
pv magazine Italia ne ha parlato con Alice Cajani, general manager di Enfinity Energy Europe. Cajani spiega gli investimenti e i passaggi necessari per l’iniziativa annunciata di recente.
pv magazine Italia: State lavorando per offrire dei prezzi calmierati ai comuni che ospitano alcuni dei vostri progetti fotovoltaici. Potreste raccontare i passaggi per arrivare a questo punto?
Alice Cajani: Crediamo che la transizione energetica abbia maggior valore quando le comunità che ospitano gli impianti possono beneficiare in modo concreto della presenza di queste infrastrutture. In questo senso, più che parlare di un programma di “prezzo calmierati” in senso generale, preferiamo parlare di iniziative volte a creare un collegamento più diretto tra l’energia rinnovabile prodotta localmente e i territori che la ospitano. Non stiamo infatti lanciando un modello standardizzato di energia a prezzo scontato per tutti i comuni in cui operiamo, ma stiamo esplorando alcune soluzioni pilota che possano generare valore per le comunità locali e rafforzare il legame tra produzione di energia rinnovabile e territorio. L’idea nasce dall’ascolto e dal dialogo continuo che negli anni abbiamo sviluppato con le amministrazioni locali. In più occasioni, i sindaci ci hanno espresso il desiderio di individuare modalità attraverso cui i territori potessero beneficiare in maniera più tangibile della presenza degli impianti. Da qui la volontà di approfondire possibili strumenti che consentano di valorizzare la produzione locale di energia rinnovabile e generare benefici concreti per le comunità ospitanti. Il nostro obiettivo non è semplicemente sviluppare impianti, ma contribuire a creare valore condiviso nei territori in cui investiamo. Per questo stiamo lavorando a un percorso che coinvolge diversi stakeholder e che oggi si trova ancora nelle sue fasi iniziali di sviluppo e sperimentazione.
Quali investimenti sono stati necessari?
Lo sviluppo dell’iniziativa ha richiesto investimenti e attività specifiche: dall’ottenimento delle licenze necessarie al rilascio delle garanzie, fino alla definizione degli accordi con i distributori locali e alla realizzazione della piattaforma per la commercializzazione dell’energia. Sono passaggi che richiedono un impegno di lungo termine e una solida capacità finanziaria. L’iniziativa è nata dalle esigenze emerse nel dialogo con le amministrazioni locali, alle quali abbiamo risposto mettendo a sistema competenze diverse all’interno dell’azienda. Il team di Energy Management e quello di Real Estate & Community Engagement hanno lavorato in modo integrato, con il contributo delle funzioni Legal e Marketing & Communication, per individuare una soluzione capace di creare valore per i territori in cui operiamo.
Quali sono state le tempistiche?
Si è trattato di un percorso sviluppato progressivamente, parallelamente alla crescita della nostra presenza sul territorio e all’evoluzione del contesto normativo e di mercato. Nel complesso, il lavoro ha richiesto circa un anno e mezzo tra attività di analisi, strutturazione e verifica del modello. Abbiamo affrontato gli aspetti normativi, commerciali e di compliance, oltre a testare gli strumenti necessari per garantirne l’efficacia operativa. Come avviene per iniziative innovative di questo tipo, è stato necessario dedicare tempo alla valutazione di diverse opzioni per individuare una soluzione che fosse al tempo stesso efficace, sostenibile e potenzialmente replicabile in altri contesti.
In quali geografie avete proceduto con questo approccio e come potrebbe essere esteso anche in altre?
Dal punto di vista operativo non esistono particolari limitazioni geografiche: Enfinity è in grado di fornire energia su tutto il territorio nazionale a diverse tipologie di clienti, dalle utenze domestiche alle piccole e medie imprese fino ai grandi consumatori industriali. In questa fase, tuttavia, stiamo concentrando l’iniziativa sui territori in cui siamo presenti con i nostri impianti, perché l’obiettivo non è semplicemente offrire una fornitura energetica, ma rafforzare il legame tra la produzione locale di energia rinnovabile e le comunità che la ospitano. Pertanto, l’iniziativa prenderà avvio a breve in alcuni comuni della provincia di Ferrara, in particolare Portomaggiore e Argenta, dove siamo presenti con i nostri impianti fotovoltaici. La scelta di partire da questi territori non è casuale: da una ricerca condotta insieme all’Istituto Ixè è emerso infatti l’interesse dei cittadini verso la possibilità di accedere a un’offerta energetica competitiva collegata all’energia rinnovabile prodotta localmente, individuata come uno dei possibili benefici associati alla presenza degli impianti sul territorio. Abbiamo quindi deciso di partire da questi comuni per dare una prima risposta concreta a un’esigenza espressa direttamente dalle comunità locali e per rafforzare il legame tra la produzione di energia rinnovabile e il territorio che la ospita. L’idea è poi quella di estendere progressivamente l’iniziativa anche ad altre aree in cui siamo presenti, valorizzando l’esperienza che matureremo nei primi comuni coinvolti. Il Lazio rappresenta certamente uno dei territori che guardiamo con maggiore interesse, considerata la significativa presenza di Enfinity nella Regione, ma ogni eventuale sviluppo verrà valutato insieme alle amministrazioni locali e sulla base delle specificità dei singoli territori.
Altre considerazioni? Perché è importante questa iniziativa?
Questa iniziativa si inserisce all’interno di una visione più ampia di community engagement che portiamo avanti nei territori in cui investiamo. Per noi, sviluppare un impianto significa anche costruire relazioni durature con le comunità locali e contribuire a generare valore condiviso nel lungo periodo. In questo contesto, la possibilità di creare un collegamento più diretto tra l’energia prodotta localmente e i cittadini rappresenta un’opportunità particolarmente interessante. Crediamo infatti che sia importante che le comunità possano comprendere meglio il valore generato dagli impianti presenti sul proprio territorio e sentirsi parte integrante della transizione energetica. Questo approccio è coerente con le numerose iniziative che promuoviamo già oggi a livello locale. Oltre alla produzione di energia rinnovabile, lavoriamo infatti su progetti di educazione energetica, sensibilizzazione ai temi della sostenibilità, formazione e collaborazione con enti, associazioni e realtà del territorio. Proprio ad Argenta e Portomaggiore, i comuni individuati per questa fase pilota, abbiamo realizzato nel corso dell’ultimo anno diverse iniziative rivolte alle scuole e alla comunità locale, con l’obiettivo di promuovere una maggiore conoscenza della transizione energetica e delle opportunità legate alle energie rinnovabili. Siamo convinti che la transizione energetica sia più efficace quando i benefici generati dagli impianti vengono percepiti in modo concreto dai territori che li ospitano. Per questo motivo riteniamo che il successo di un progetto non si misuri soltanto nei megawatt installati o nell’energia prodotta, ma anche nella capacità di creare valore per le comunità locali, favorire il dialogo con gli stakeholder e contribuire allo sviluppo del territorio.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



