RAVENNA – Un bosco-parco tra due anni e il ricollocamento di due terzi tra dicembre e gennaio prossimi. I pavoni ravennati di Punta Marina Terme – la cittadina della Riviera romagnola balzata agli onori delle cronache, nei mesi scorsi, per una ‘invasione’ di pavoni – dividono. Tra i residenti c’è chi, la maggior parte, si è abituato alla loro presenza, e magari, contro la legge, li nutre, e chi ne subisce disagi. E poi c’è il vasto pubblico dei media, che tra televisioni e social ha amplificato e diffuso presenza e portata del problema. Di fatto, dalle poche decine di diversi anni fa, nel corso dell’ultimo anno i pennuti di Punta Marina sono arrivati a superare i 200 esemplari.
A PUNTA MARINA RESTERANNO 50 PAVONI, ALTRI 200 ANDRANNO VIA
L’amministrazione comunale ha deciso di intervenire, illustra il piano, in collaborazione con l’associazione Meta, questo pomeriggio in commissione l’assessore al Benessere degli animali Francesca Impellizzeri, mantenendone in loco una cinquantina di pavoni, con l’impegno a trasferirli tra un paio d’anni in un bosco creato ad hoc nell’ambito delle opere di compensazione Snam al rigassificatore.
Gli “eccedenti”, le stime arrivano fino a 200 esemplari, saranno ricollocati tra santuari, rifugi e privati che di offrono di adottarli. Con l’impegno poi a verificare il benessere degli animali. E tra chi si è fatto già avanti per avere dei pavoni c’è l’onorevole Maria Vittoria Brambilla, da sempre paladina degli animali, che ha chiesto di poterne avere alcuni esemplari. “Mandi una mail e quando sarà il momento li daremo a lei come a tutti gli altri“, le ha sostanzialmente risposto l’amministrazione.
IL TRASFERIMENTO AVVERRÀ A DICEMBRE
Per effettuare il trasferimento si è preferito pensare al periodo dicembre-gennaio (piuttosto che agosto nel pieno della stagione turistica), anche per contare su una maggiore disponibilità dei volontari di Meta a cui viene riconosciuto solo il rimborso spese. Da qui a dicembre, poi, ci sarà inoltre “un’opera di sensibilizzazione” affinché Punta Marina non sia più un “contesto favorevole” per la prolificazione dei pavoni. Nelle due strutture abbandonate dove la loro presenza è maggiore, all’ex Onfa del Demanio si lavora a un progetto di natura sociale e in via delle Sirene a una possibile vendita. La questione, prosegue l’assessore, si è sollevata due mesi fa, periodo dell’amore del pavone in cui è particolarmente canterino, assumendo una “dimensione mediatica che fa scalpore”.
PERCHÈ I PAVONI HANNO SCELTO PUNTA MARINA
Il Comune ha incontrato i cittadini e affidato alla società Freedom un censimento. Ma già dal 2022 si occupa della questione: nel 2023 è stata fatta una prima stima ed è stata avviata una manifestazione d’interesse per delocalizzarne una parte. Che poi non si è concretizzata. Il recente censimento, costato 1.600 euro ed effettuato anche con droni, riporta 50 femmine, che possono avere nidificato, e 65 maschi, a cui aggiungere un 30% di stima degli esemplari non identificati e 50 possibili nuovi nati. Il parere dell’Ausl Romagna, riporta l’assessore alla Sanità Roberta Mazzoni, sottolinea che “non c’è un rischio igienico-sanitario” ma in base al principio di precauzione invita, data numerosità, modalità di riproduzione e assenza di fenomeni inibitori, a mettere in campo delle contromisure, rimozione del guano compresa. I pavoni trovano nella località ravennate un ambiente ideale, d’inverno rifugio nei giardini privati, cibo in abbondanza, anche offerto e cucinato da residenti e turisti. E nessun predatore.
Il Piano del Comune incontra il favore del Comitato territoriale del Mare, ma non quello dell’associazione Clama, con cui Palazzo Merlato ha sottoscritto una convenzione nel 2023. Per la presidente del Comitato Licia Suprani “l’attenzione mediatica è stata elevata, alcune persone hanno fatto molto rumore e alcune trasmissioni televisive hanno fatto vedere solo la parte deteriore dei comportamenti umani”. Tuttavia “la maggior parte dei residenti convive serenamente con i pavoni“. Arrivano anche turisti stranieri in bici per vederli, chiosa. “Serve il giusto equilibrio e siamo a favore della proposta del Comune”, mentre il comitato riteneva insufficiente la convenzione con Clama.
LE MULTE PER CHI GLI DAVA DA MANGIARE
Numeri alla mano, le segnalazioni alla Polizia locale sono state otto nel 2025 e quattro quest’anno, con due sanzioni per indebita alimentazione. Per la presidente di Clama Paola Zannoni, invece, “l’intolleranza umana contro i pavoni è aumentata” e infatti “si nota una calo drastico in questi giorni”. D’altronde “già il censimento riporta un numero troppo alto”, ma comunque “non c’è interesse ad avere i pavoni a Punta Marina“, ribadisce chiedendo di realizzare a settembre un nuovo censimento. Quella del bosco “non è un’opzione, andrebbero dunque, con grosso rammarico, ricollocati tutti”, conclude. Dubbi sul piano anche da Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna: è “un’iniziativa non risolutiva e siamo partiti con il piede sbagliato”, ignorando il Consiglio comunale, attacca. L’amministrazione ha infatti organizzato un’iniziativa pubblica due giorni fa. Servono, concorda, “un censimento a settembre e un numero ragionevole”, non 50 ma 30, e tenerli ben monitorati. Anche Veronica Verlicchi della Pigna “non apprezza tempistiche” e azioni, come quella del bosco. “Giusto o sbagliato come presentato il problema dalle televisioni, non c’è stata gestione negli anni precedenti”, osserva. Dello stesso avviso Anna Greco di Fratelli d’Italia: “L’amministrazione comunale è la grande assente, non ha controllato”, e dai nove del 2014 i pavoni sono saliti a 200. Anche il collega Mauro Falco Caponegro stigmatizza lo “sgarbo” alla commissione, “ne ha svuotato il ruolo”.
BRAMBILLA CHE VUOLE I PAVONI, IL COMUNE “IN FILA CON ALTRI”
Nessuna porta chiusa alla parlamentare Michela Brambilla sulla possibile adozione di qualche esemplare dei pavoni di Punta Marina Terme a Ravenna. Come a tutti gli altri interessati. Lo assicura l’assessore al Benessere degli animali del Comune di Ravenna, Francesca Impellizzeri durante la commissione di questo pomeriggio dedicata al tema.
“Mi ha contattata la sua portavoce affermando che sarebbe venuta l’indomani a prendere gli animali“, conferma. Con conseguente “no”, da parte dell’esponente di giunta perché “ci sono un metodo e tanti interessati, con un ordine cronologico”. Per cui “se lo è mandi una mail e quando attiveremo il ricollocamento la contatteremo“. Certo, aggiunge, “spiace abbia detto che non vogliamo darglieli. È come gli altri privati, se staranno bene, molto volentieri”. L’assessore chiarisce inoltre che il bosco a cui si pensa per i pavoni sarà un “parco ad hoc”. Nascerà dal confronto con esperti per “capire i bisogni effettivi e allestire l’area nella maniera più appropriata”, senza alberi bassi dunque, con vasche per farli mangiare e bere. In merito, aggiunge, è stata già avviata l’interlocuzione con Snam.
Rispetto al piano di azioni presentato oggi in commissione e due giorni fa pubblicamente “non c’è nessuna volontà di non condividere con il Consiglio comunale”, solo urgenza di intervenire dopo avere preso coscienza della situazione, sottolinea Impellizzeri. Sono state considerate alternative, l’utilizzo di mangime per ridurre le nascite e la sterilizzazione, “ma senza un luogo dove localizzarsi si fa fatica”. I rimanenti, conclude, una cinquantina, verranno inanellati, gestendoli anche con l’aiuto della popolazione, e con azioni su uova e contenimento delle nascite.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Cristiano Somaschini
Source link


