Alex Schwazer nega di aver assunto Epo, ma annuncia che non affronterà un’altra battaglia difensiva. La positività arriva dopo la maratona dei Campionati tedeschi open, chiusa con il record italiano, e può portare alla radiazione.
Il controllo dopo la maratona di Kelsterbach e il precedente assolto dal giudice di Bolzano
Alex Schwazer ha convocato una conferenza stampa a Bolzano per rivendicare la propria innocenza e, allo stesso tempo, annunciare che non affronterà un’altra battaglia difensiva. Dopo Rio 2016 erano arrivati udienze, perizie, memorie, ricorsi e anni davanti a giudici sportivi e ordinari. Questa volta il marciatore altoatesino, 41 anni, dice di non avere più energie.
Schwazer è risultato positivo all’Epo in un controllo effettuato a Francoforte dopo la maratona dei Campionati tedeschi open del 26 aprile 2026. A Kelsterbach, nei pressi dell’aeroporto di Francoforte sul Meno, aveva chiuso i 42 chilometri e 195 metri in 3h01’55”, record italiano sulla nuova distanza e tempo inferiore di circa tre minuti rispetto a quello con cui il giapponese Hayato Katsuki aveva vinto a Brasilia i Mondiali di marcia a squadre.
In conferenza stampa a Bolzano, Schwazer ha detto: “Sono innocente, non ho assunto Epo così come non ho assunto altre sostanze vietate. Stavolta, però, non mi difenderò più, perché non ho più la forza e l’energia per farlo”.
Poi ha legato la decisione alla sua vita fuori dallo sport. Schwazer ha aggiunto: “Non mi difenderò più, non ho più le forze e l’energia per farlo. Non ce la faccio più, ho 41 anni, una bellissima famiglia, un lavoro che non ha niente a che fare con la mia attività agonistica”.
Il controllo in Germania può avere conseguenze sportive e giudiziarie. Con tre positività associate alla sua carriera, Schwazer rischia la radiazione. La pratica è già finita sul tavolo dei magistrati tedeschi, perché il controllo è stato effettuato in Germania, e può avere sviluppi anche in Italia.
Schwazer ha spiegato perché non vuole riaprire una difesa lunga come quella affrontata dopo il 2016: “Se penso agli anni dopo Rio, a tutte le battaglie che abbiamo fatto, con udienze, perizie, memorie, ricorsi e controricorsi, al pensiero di dover affrontare di nuovo un percorso di questo tipo non ce la faccio più – aggiunge l’altoatesino classe 1984, olimpionico della 50 km a Pechino 2008 e campione europeo della 20 a Barcellona 2010 -. Oramai ho 41 anni, una mia vita, una bellissima famiglia e un lavoro che non ha a che fare con il mio sport. Non voglio rovinare tutto questo per rimettermi di nuovo in una battaglia che può sfinirmi completamente a livello psicologico. A livello difensivo non faremo più nulla, possono fare quello che vogliono, tanto lo fanno comunque”.
L’unico passaggio tecnico indicato dal marciatore riguarda la controanalisi. Schwazer ha dichiarato: “A livello difensivo non faremo più nulla. Possono fare quello che vogliono, tanto lo fanno comunque. È troppo importante la mia vita. Chiederemo solo la controanalisi, a patto che venga analizzato anche un residuo dell’urina che Sandro (Donati, il suo allenatore, ndr) si è portato a casa. Se rifiutano, non faremo nemmeno le controanalisi. Prendo atto che nello sport non ci posso più stare, ma sono contento della mia vita e ho la coscienza a posto. Sono un innocente molto fortunato nella vita”.
La nuova positività arriva oggi, 22 giugno 2026, dieci anni esatti dopo la comunicazione della positività al testosterone del 22 giugno 2016. Quel giorno la delegazione italiana stava per salire al Quirinale per la consegna della bandiera in vista delle Olimpiadi di Rio. Schwazer venne escluso dai Giochi e squalificato per otto anni, perché recidivo dopo la positività del 2012.
Nel 2012 Schwazer aveva confessato l’uso di Epo alla vigilia delle Olimpiadi di Londra. Disse di averla acquistata in una farmacia ad Antalya, in Turchia. All’epoca era fidanzato con Carolina Kostner, che ebbe guai giudiziari per aver mentito al controllore della Wada incaricato di testare il marciatore. Per quella positività il Tribunale Nazionale Antidoping gli inflisse tre anni e sei mesi di squalifica, con decorrenza dal 30 luglio 2012 e scadenza al 29 gennaio 2016.
La positività del 2016 ebbe un esito diverso davanti alla giustizia ordinaria italiana. Nel febbraio 2021, il giudice di Bolzano Walter Pelino assolse Schwazer dall’accusa di uso di doping e criticò le istituzioni internazionali, World Athletics e Wada, chiamate più volte in causa dai legali del marciatore. Tra loro c’era Gerhard Brandstaetter, che segue Schwazer sul piano legale dal 2012.
Sandro Donati, storico volto della lotta al doping, aveva iniziato ad allenarlo nell’aprile 2015 dopo i primi contatti di gennaio. Dopo la positività del 2016, Schwazer e Donati parlarono in lacrime di complotto e di imbroglio. La pratica alla Corte europea per i diritti dell’uomo è stata avviata anche per arrivare a un risarcimento danni.
Il ritorno alle Olimpiadi di Parigi 2024 era già sfumato per ragioni di calendario. Dall’8 luglio 2024 Schwazer poteva tornare a gareggiare dopo otto anni di squalifica, ma era troppo tardi per completare la qualificazione olimpica. Il 19 luglio 2024 tornò nella QAlex 20 k, gara organizzata per il suo rientro, ma non la concluse anche a causa delle condizioni meteo.
Nel 2025 Schwazer ha gareggiato in Veneto, a maggio, e a Bolzano, a settembre. Nella prova altoatesina ha chiuso i 10.000 metri su pista in 38’24”07, primato personale migliorato dopo 14 anni e quarto crono assoluto di sempre.
Negli ultimi mesi Schwazer era tesserato con la società veneta di San Biagio di Callalta. Il nuovo allenatore indicato era Domenico Pozzovivo, ex ciclista professionista tornato da qualche mese tra i pro. A Kelsterbach erano presenti anche la storica manager Giulia Mancini e Donati, indicato in quel contesto come amico.
La carriera di Schwazer era partita con Hans Ladurner a Merano, poi era passata dalla scuola del cammino di Saluzzo con Sandro Damilano. Nel 2010 il marciatore si era affidato a Michele Didoni, campione del mondo della 20 km nel 1995 e suo collega nei Carabinieri, arma dalla quale Schwazer si congedò dopo la positività del 2012.
World Athletics ha cambiato le distanze della marcia: fuori la 20 km e la 50 km, dentro la mezza maratona e la maratona di marcia. Schwazer voleva dimostrare di essere ancora il migliore in Italia nella disciplina del tacco punta. Il tempo di Kelsterbach aveva sorpreso molti ambienti della marcia. Il controllo antidoping effettuato dopo quella gara ha riportato l’Epo nella sua carriera.
Schwazer oggi lavora nello staff della preparazione atletica del Fc Suedtirol, squadra di calcio di Serie B, e nel reparto di fisioterapia e riabilitazione motoria all’hotel Palace di Merano. È sposato con Katrin ed è padre di due bambini. La controanalisi resta l’unico passaggio indicato prima delle decisioni delle autorità sportive e giudiziarie.
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