L’Azienda Territoriale di Edilizia Residenziale della Regione Umbria ha pubblicato l’ avviso pubblico per l’assegnazione di 40 alloggi in Via Adriatica a Ponte San Giovanni (Perugia), nell’ex “Palazzetti”, realizzati nell’ambito del Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare (PINQuA) denominato “PS5G” del Comune di Perugia, che ha consentito la completa riqualificazione dell’area, trasformata in un moderno complesso urbano basato su criteri di sostenibilità e socialità (questo il link per accedere al bando:
Il complesso conta quattro immobili, quaranta alloggi Ers, due attività educative, sette commerciali e sedici collettive. Un sistema residenziale che integra edilizia sociale (ERS), ampie aree pedonali pubbliche, un asilo nido, spazi laboratoriali legati al vicino Ipogeo dei Volumni e commerciali. Il bando ha una diversa modalità operativa in quanto si tratta di un solo edificio che interessa un solo comune e non è concepito come una sommatoria di unità abitative.
La natura dello stabile richiede una selezione dei beneficiari finalizzata a un progetto di convivenza attiva, ovvero la necessità di garantire un’integrazione armonica tra diverse fasce d’età e diversi percorsi di vita. Per promuovere l’inclusione sociale e garantire un mix abitativo equilibrato all’interno dell’intervento di Edilizia Residenziale Sociale, gli alloggi sono ripartiti tra le categorie protette e target sociali: sostegno alla nuova residenzialità; invecchiamento attivo; accessibilità universale; percorsi di autonomia.
Per l’assessore alle politiche abitative della Regione Umbria, Fabio Barcaioli: “Abbiamo ereditato un intervento edilizio che non aveva ancora definito in modo compiuto le modalità di fruizione degli spazi abitativi e il modello di convivenza che avrebbe dovuto caratterizzarlo. In questi mesi come Regione Umbria, insieme ad Ater e al Comune di Perugia, abbiamo lavorato per costruire un bando capace di accompagnare questo insediamento verso una dimensione che andasse oltre la semplice assegnazione degli alloggi. La scelta di prevedere criteri rivolti a diverse categorie di cittadini nasce dalla volontà di favorire una composizione equilibrata e plurale di persone e famiglie, creando le condizioni per uno spazio abitato da relazioni, servizi e opportunità. Per noi era importante che questo complesso potesse diventare un luogo di convivenza e inclusione, non soltanto un insieme di abitazioni. In Umbria sono circa 8mila le persone che cercano casa in affitto e incontrano difficoltà nel reperire un’abitazione a costi sostenibili. Per questo mettere sul mercato questi appartamenti a prezzo calmierato è molto importante. Riteniamo inoltre necessario utilizzare ogni strumento disponibile per ampliare l’offerta abitativa e favorire percorsi di autonomia, con particolare attenzione alle giovani coppie, ai nuclei familiari con figli, alle persone anziane e a chi vive condizioni di fragilità. La Regione Umbria sta finanziando l’attivazione di 500 nuovi posti nido sul territorio regionale. La programmazione e l’individuazione delle sedi spettano ai Comuni e accolgo quindi con soddisfazione la scelta del Comune di Perugia di destinare alcuni di questi posti proprio all’interno di questo complesso. Si tratta di una decisione che rafforza la qualità dell’intervento e offre un servizio importante alle famiglie che sceglieranno di vivere qui. L’obiettivo è costruire quartieri inclusivi, nei quali il diritto all’abitare possa dialogare con l’accesso ai servizi educativi, alla mobilità e agli spazi di socialità”.
Per l’assessore al welfare del Comune di Perugia Costanza Spera: “”C’è stato un importante percorso di collaborazione con Ater nell’individuazione delle modalità di questo avviso. Desidero ringraziare Ater per la disponibilità e per il lavoro svolto in piena sinergia con il Comune, perché riteniamo che questa iniziativa rappresenti un passo molto significativo nell’ambito della più ampia questione dell’emergenza abitativa che interessa la nostra città. Grazie a questo intervento andremo a dare risposte concrete a circa 40 famiglie che oggi si trovano in una fascia grigia: nuclei che, pur disponendo delle risorse necessarie per sostenere un canone di locazione, incontrano forti difficoltà ad accedere autonomamente al mercato privato degli affitti. La strutturazione dell’avviso permette una composizione variegata di nuclei, il che favorirà anche le dinamiche di convivenza e socializzazione all’interno di tutto il progetto.
Si tratta quindi di una risposta concreta e immediata, che si inserisce all’interno di un progetto di rigenerazione urbana più ampio. Lo spazio recuperato non avrà valore soltanto per il quartiere di Ponte San Giovanni, ma per l’intera città, diventando un luogo capace di ospitare servizi, attività e nuove opportunità per la comunità.”
Per il presidente di Ater Umbria, Federico Santi: “Con la pubblicazione di questo bando diamo vita a un modello innovativo di edilizia residenziale sociale basato sulla sostenibilità energetica e sulla convivenza attiva tra diverse generazioni. Grazie al programma PINQuA e grazie al Comune di Perugia, abbiamo trasformato un’area totalmente degradata in un quartiere moderno, dotato di asilo nido, spazi collettivi e appartamenti ad altissima efficienza e che mette al centro l’inclusione, la socialità e il benessere dell’intera comunità. L’assegnazione di questi alloggi contribuisce fortemente a contrastare l’emergenza abitativa. Inoltre il grande intervento di rigenerazione urbana realizzato cancella il ricordo del degrado di questa area, che è stata chiamata per anni ‘Hotel Gomorra’. Questa è solo una parte della soluzione integrata che stiamo portando avanti. Infatti, con i 20 milioni di euro stanziati dalla Regione, che ringraziamo per l’importante investimento, daremo una risposta ancora più incisiva anche sul fronte dell’edilizia popolare, che rappresenta l’altro pilastro fondamentale della nostra strategia nel contrasto all’emergenza abitativa.”
L’area ha cambiato completamente volto grazie al progetto di rigenerazione urbana. Il complesso “ex Palazzetti” fu acquistato nel 2021 in totale stato di abbandono, è strategicamente vicino a servizi essenziali come la stazione FS e le scuole, raggiungibili a piedi o in bicicletta. Il progetto ha previsto una mirata riduzione della densità volumetrica originaria realizzata attraverso demolizioni controllate, lasciando spazio ad aree pedonali pubbliche e a alloggi ad altissima efficienza energetica. Dal punto di vista architettonico e figurativo, il nuovo quartiere è caratterizzato da colori vivaci e decorazioni ispirate ai caratteri alfabetici etruschi. Grande attenzione è rivolta all’innovazione tecnologica: sulle coperture sorge un impianto fotovoltaico da 100 Kwp, mentre le abitazioni sono modulari in legno in stile balloon frame, con sistemi di climatizzazione a pompa di calore, con ventilazione meccanizzata integrata. Si contano sedici tipologie di alloggi, suddivise all’interno delle 5 scale.
Il 50% degli alloggi è riservato a giovani coppie e nuclei con figli, il 12,50% promuove l’invecchiamento attivo degli over 65, e un ulteriore 12,50% risponde ai criteri di accessibilità universale per disabilità motorie o sensoriali. Un alloggio sarà riservato a percorsi di autonomia per soggetti vulnerabili (SAI o protezione internazionale), mentre i restanti appartamenti verranno assegnati tramite una graduatoria generale per nuclei familiari. Per partecipare è richiesto un indicatore ISEE 2026 compreso tra i 12.000,00 e i 45.000,00 euro (saranno ammesse con riserva di fideiussione le attestazioni tra i 6.500,00 e i 12.000,00 euro), oltre alla residenza o attività lavorativa in Umbria. I contratti di locazione a canone concordato avranno una durata di 3 anni più 2 di proroga legale. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online entro e non oltre le ore 14:00 del 22 luglio 2026. Il personale di Ater Umbria rimarrà a disposizione degli utenti per fornire eventuale supporto tecnico nella compilazione.
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Martina Braganti
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