L’Inter può prendere sia Palestra che Nico Paz?



Il mercato dell’Inter per la stagione 2026-27 si sta configurando come un’operazione di ampio respiro, ambiziosa ma vincolata da parametri finanziari precisi. Oaktree ha stanziato un budget di 50 milioni di euro extra cessioni per la campagna acquisti, una cifra che, da sola, non è sufficiente a coprire tutte le operazioni in programma. La dirigenza, guidata da Marotta e Ausilio, intende consegnare a Chivu due difensori centrali, un esterno e un centrocampista. Per realizzare questo puzzle, ogni tassello deve incastrarsi perfettamente, e le partenze sono la chiave di volta dell’intero progetto.

Il primo grande investimento è quello per Marco Palestra, esterno dell’Atalanta individuato come erede naturale di Dumfries. L’operazione è in dirittura d’arrivo: l’Inter ha offerto 45 milioni di parte fissa più 5 di bonus, toccando la quota di 50 milioni richiesta dalla Dea. Il giocatore ha già trovato l’accordo per un contratto fino al 2031. Questa cifra, che lo renderebbe il terzo acquisto più costoso della storia del club dopo Lukaku e Barella, assorbirebbe praticamente tutto il budget stanziato da Oaktree. Il costo a bilancio, considerando l’ammortamento quinquennale, sarebbe di circa 9 milioni a stagione. L’arrivo di Palestra è reso possibile e necessario dalla cessione di Denzel Dumfries al Real Madrid per 20 milioni di euro, cifra prevista dalla clausola rescissoria nel suo contratto. Per l’Inter si tratterà di una plusvalenza di circa 18,4 milioni, un tesoretto che contribuisce a finanziare l’operazione.

Il secondo colpo, già praticamente concluso, è l’acquisto di Ivan Provedel dalla Lazio. Il portiere classe 1994 arriverà per circa 3 milioni di euro e firmerà un triennale da 1,5 milioni netti a stagione. Un’operazione a basso costo per un vice-Martinez di esperienza.

Per il reparto arretrato, l’obiettivo principale è Oumar Solet dell’Udinese. Il difensore piace molto a Chivu e le trattative sono in corso. L’Inter ha offerto 22 milioni, ma l’Udinese ne chiede circa 30. Il margine di trattativa esiste e l’operazione potrebbe sbloccarsi a breve. L’ingaggio di Solet, che rientrerebbe nei parametri Oaktree, sarebbe di circa 2,5 milioni a stagione per un quadriennale.

Su Nico Paz, è necessario entrare nel dettaglio dei numeri, ipotizzando che il Real Madrid eserciti effettivamente il diritto di recompra dal Como per 10 milioni e poi lo metta sul mercato a 60. In questo scenario, la campagna acquisti dell’Inter, già segnata da tre operazioni di rilievo, dovrebbe fare i conti con un esborso complessivo che supererebbe abbondantemente le risorse attualmente disponibili.

Torniamo agli acquisti possibili. Palestra 50 milioni e, con un contratto quinquennale, il suo ammortamento annuale sarà di 10 milioni. Solet, valutato 25 milioni, inciderà per 5 milioni a stagione su cinque anni. Provedel, a 3 milioni, avrà un ammortamento di 1 milione annuo su un triennale. A questi costi vanno aggiunti gli stipendi: per Palestra si ipotizzano 4 milioni netti a stagione, per Solet 2,5, per Provedel 1,5.

Sul bilancio, considerando il fattore di trasformazione lordo, l’impatto complessivo dei soli ingaggi dei tre nuovi arrivi si attesterebbe intorno ai 15 milioni lordi annui.

Se a questo pacchetto si aggiungesse Nico Paz per 60 milioni, il suo ammortamento su cinque anni sarebbe di 12 milioni a stagione, con uno stipendio netto stimabile intorno ai 3,5 milioni (circa 6,6 lordi). A salire se confermasse la qualità espressa.

L’esborso totale per gli acquisti salirebbe così a 138 milioni, con un costo annuale tra ammortamenti e ingaggi che supererebbe i 45 milioni lordi. Una cifra che richiederebbe una parallela e massiccia opera di sfoltimento della rosa.

L’alternativa, più concreta e funzionale al rinnovo generazionale del centrocampo, è Curtis Jones del Liverpool. L’Inter ha provato ad acquistarlo con un’offerta di 25 milioni, ma il Liverpool ne valuta circa 40 e ha respinto il tentativo. Per arrivare al giocatore inglese, che ha un anno di contratto residuo, servirà un’altra offerta, oppure la pazienza di aspettarlo un altro anno, per prenderlo a zero.

Sul fronte delle uscite, le cessioni già concretizzate o in fase avanzata offrono un primo parziale finanziamento. Dumfries è partito per 20 milioni, generando una plusvalenza di circa 18,4 milioni. Frattesi, valutato 30 milioni dal Nottingham Forest, porterebbe una plusvalenza di circa 16,8 milioni considerando il valore residuo del suo cartellino. Stankovic, in uscita per 5 milioni, e Akisanmiro, per 2 milioni, aggiungerebbero ulteriori 7 milioni di plusvalenza.

De Vrij, in scadenza, lascia a zero ma libera un ingaggio netto di 3,5 milioni.

Alle cessioni già menzionate si aggiungono ora i risparmi sugli ingaggi di Darmian e Acerbi, che in termini di cassa lorda valgono circa 8,6 milioni. Il totale delle risorse liberate, tra plusvalenze e risparmi sugli stipendi, sale così a circa 50,6 milioni. Sommando i 50 milioni di budget stanziato da Oaktree, si arriva a un potenziale di spesa di poco superiore ai 100 milioni.

Sommando le plusvalenze di queste cessioni, si raggiunge un totale di circa 42 milioni, ai quali vanno aggiunti i 50 milioni di budget stanziato da Oaktree. Il totale delle risorse disponibili si attesterebbe intorno ai 100 milioni, ancora lontani dai 138 necessari per completare tutte le operazioni.

Per colmare il divario, l’Inter dovrebbe necessariamente sacrificare un altro pezzo pregiato della rosa. Servirebbe un’ulteriore operazione da almeno 20-25 milioni per rendere sostenibile l’arrivo di Paz.

In conclusione, l’acquisto di Nico Paz è tecnicamente possibile, ma solo a condizioni molto precise: la cessione di Frattesi per almeno 30 milioni, la partenza di un altro elemento di valore per una cifra simile, e la rinuncia a qualsiasi altro investimento di peso nel prossimo futuro. Un’operazione possibile dunque ma incredibilmente difficile e delicata.

La squadra è già forte così ma ci sono due mesi davanti per continuare a sognare qualcosa che migliori ulteriormente la rosa.


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