FOIANO DELLA CHIANA – Ironica, brillante, autoironica e capace di alternare leggerezza e profondità con la stessa naturalezza con cui racconta la vita quotidiana. Claudia De Lillo, giornalista, scrittrice e divulgatrice conosciuta dal grande pubblico come Elasti, è stata tra le protagoniste più attese del Valdichiana Reading al Valdichiana Designer Village, la rassegna curata e condotta da Davide Ruffinengo.
L’incontro, dal titolo “Figli, istruzioni per l’uso”, ha offerto al pubblico uno sguardo autentico e divertente sulla genitorialità, tema che De Lillo racconta da anni attraverso libri, articoli e contenuti social. Ma inevitabilmente il dialogo è partito da un’altra grande passione della sua carriera: la radio.
«La radio mi manca, ma non quella sveglia»
«La radio come mezzo mi manca moltissimo – racconta – quella sensazione di prendere un microfono e parlare alle persone è qualcosa che porto ancora dentro. Però la mia esperienza è stata una radio all’alba e significava svegliarsi ogni mattina alle quattro».
Un sacrificio che, dopo oltre dieci anni di conduzione del morning show di Radio2, oggi non sarebbe più disposta a ripetere.
«Quando ho smesso, a settembre, ho attraversato un momento di malinconia. Poi mi sono resa conto di quanto svegliarmi a un orario normale mi abbia restituito la gioia di vivere. La radio mi manca, quella sveglia decisamente no».
Eppure quella fascia oraria aveva un significato speciale.
«Fare radio all’alba è una missione. Parli alle persone che stanno andando a lavorare, entri nel momento più delicato della giornata, quello del risveglio. Devi avere contenuti, ma anche leggerezza e grazia. È una grande responsabilità e insieme un enorme privilegio».
L’occasione che cambiò la vita
L’avventura radiofonica nasce quasi per caso nel 2014, nel giorno del compleanno
«Avevo appena pubblicato un libro, “Dire, fare, baciare” e fui intervistata da Caterpillar AM. Dopo una settimana Filippo Solibello mi telefonò chiedendomi se avessi mai pensato di fare radio. La verità è che non ci avevo mai pensato».
In quel periodo la sua carriera di giornalista finanziaria stava attraversando una fase complicata.
«L’azienda per cui lavoravo aveva annunciato un piano di esuberi. Non sono una persona particolarmente avventurosa, ma capii che quella poteva essere l’occasione per cambiare completamente la mia vita».
La scommessa si rivelò vincente.
«Ho iniziato da zero un mestiere nuovo in un’età in cui normalmente si consolidano le competenze già acquisite. Filippo è stato un maestro straordinario: durante ogni pausa mi spiegava cosa avevo sbagliato e come migliorare. Gli devo moltissimo».
«La radio mi ha insegnato il superpotere della parola»
Tra le difficoltà iniziali, una su tutte: imparare a gestire i tempi radiofonici.
«La sfida più grande è dire cose significative in pochissimo tempo. In radio ogni parola deve avere peso. Hai una responsabilità verso chi ti ascolta: se riempi il tempo di parole inutili stai facendo un torto agli ascoltatori».
Una lezione che oggi utilizza quotidianamente.
«La radio mi ha regalato un superpotere: quello della parola. Io arrivavo dalla scrittura. Imparare a costruire un discorso compiuto in diretta, davanti a chiunque, è stato fondamentale».
Un’esperienza che le ha lasciato strumenti preziosi.
«La radio ti insegna a gestire qualsiasi situazione pubblica, a parlare a persone diversissime tra loro, dai medici ai camionisti, dagli insegnanti agli studenti. Ti obbliga a trovare un linguaggio che sia comprensibile a tutti senza rinunciare alla qualità».
Dai microfoni ai social
Terminata l’esperienza radiofonica, De Lillo ha trasferito parte di quel patrimonio professionale nel mondo digitale.
«Una delle cose che mi mancavano era la rassegna stampa quotidiana. Io nasco giornalista e credo che raccontare i giornali a chi non li legge più sia quasi una missione civile».
Da qui la nascita di nuovi format e di Elastiverso, una piattaforma che raccoglie newsletter, podcast, gruppi di lettura e iniziative culturali.
«Quando scegli di lavorare come freelance, i social diventano una vetrina ma anche una disciplina. Ti obbligano a mantenere uno sguardo creativo e a continuare a produrre contenuti».
«L’autenticità è una grande comodità»
Uno dei segreti del successo di Claudia De Lillo è probabilmente la sua capacità di raccontarsi senza filtri.
«L’autenticità è una grande comodità. Se devi inventarti un personaggio fai il doppio della fatica. Io non ne sarei capace».
Un approccio che ha reso il personaggio di Elasti uno dei più riconoscibili del panorama italiano.
«Se vuoi condividere le tue ambivalenze, i tuoi fallimenti, le tue fragilità, devi farlo come persona reale. Altrimenti non stai creando una relazione sincera con chi ti segue».
«Con i miei figli ci divertiamo davvero»
Il cuore dell’incontro è stato naturalmente il rapporto con i figli, tema centrale di molti suoi libri.
Oggi i suoi tre figli hanno 16, 20 e 23 anni.
«La cosa di cui vado più fiera è che stiamo bene insieme. Facciamo cose insieme per il puro piacere di farle. C’è divertimento autentico».
Un rapporto che definisce complice e giocoso.
«Non sono la loro amica, i ruoli restano chiari. Però esiste uno spazio di complicità molto bello, uno “sbraco” generativo e creativo che considero una delle conquiste più importanti della mia vita».
Un legame che negli ultimi anni è diventato ancora più prezioso.
«Anche nei momenti più difficili che ho attraversato recentemente, il rapporto con i miei figli è stato qualcosa a cui aggrapparmi. È una delle cose che mi rendono più orgogliosa e felice».
Per oltre un decennio Claudia De Lillo ha condotto il morning show di Radio2, collaborando parallelamente con importanti testate nazionali come la Repubblica, Il Venerdì, F e Donna Moderna. È stata insignita dell’onorificenza di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana per aver ideato il personaggio di Elasti, simbolo della complessa conciliazione tra lavoro e famiglia. Autrice di numerosi libri pubblicati da Mondadori, Einaudi, Tea e Feltrinelli, ha recentemente dato alle stampe “Esseri Maschi”, volume dedicato all’identità maschile contemporanea. Intanto cresce l’attesa per il gran finale del Valdichiana Reading: sabato 27 giugno salirà sul palco Willie Peyote, tra gli artisti più originali e apprezzati del panorama musicale italiano.
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Guido Albucci
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