Virtus in Eurolega-Nba, Zanetti: “È quello il suo posto”. E sull’arena dice: “Deve chiamarsi Virtus”


BOLOGNA – Anche la Virtus Bologna sarà della partita. Con ogni probabilità le V nere faranno parte della nuova Eurolega targata Nba. A confermarlo, seppur con prudenza, è il patron Massimo Zanetti questo pomeriggio in conferenza stampa al Savoia Hotel Regency di Bologna. “Dovremo studiare bene i documenti- dice il presidente- però direi che il posto della Virtus è là, non può certo giocare da un’altra parte. Faremo i conti con giudizio, ma in linea di massima ci saremo”. Il club dovrà pagare 50 milioni di euro dilazionati in 10 anni e cinque milioni all’anno. Zanetti rimarca: “Il bla bla è finito. Tutte le squadre di Eurolega hanno firmato un contratto che le impegna, poi l’Eurolega ha fatto un accordo con gli americani. Le 13 squadre fondatrici e sei squadre storiche, tra cui la Virtus, hanno diritto di comprare la franchigia. Dietro ci sono altre pretendenti tra cui scegliere per arrivare a 28 squadre, che saranno divise in tre gironi. Poi ci saranno i play off. Il campionato sarà sempre quello, come l’Nba”.
Secondo Zanetti, “sarà un nuovo basket, europeo-americano, che sono sicuro avrà un grande successo. I giovani sono meno affezionati alle tradizioni, vogliono lo spettacolo. Speriamo che ci sia un grosso boom del basket“.

Guardando invece alla stagione appena conclusa, Zanetti si dice soddisfatto. “Per me è stata positiva- dice- anche se per la prima volta non ho vinto neanche una coppa”. E aggiunge: “Avevamo una squadra molto forte, è mancata l’armonia. L’allenatore è cambiato non per volontà mia, ma per volontà dei giocatori e dell’allenatore stesso”. Dusko Ivanovic, afferma il presidente, “è molto duro e anche i giocatori appartengono ormai alle nuove generazioni: non sono abituati a certi comportamenti, hanno i telefonini e vogliono essere più liberi. Erano baruffe ogni settimana, quattro giocatori ci hanno detto che volevano andare via se rimaneva Dusko. Ma i giocatori non posso mandarli via, non posso andare io in campo, e alla fine è stata una sua scelta. Lo abbiamo sospeso e ha ricevuto fino all’ultimo centesimo”.
Zanetti parla anche di capitan Pajola, che dopo 11 anni lascerà la squadra. “Gli ho parlato tre volte- dice il presidente- gli ho detto che qui è il re, altrove rischia di essere nessuno. Gli ho parlato da papà, ma vuole provare un’altra esperienza all’estero”.

ZANETTI: “RESTO, MA STO VALUTANDO OFFERTE”

Massimo Zanetti per ora resta ancora al timone della Virtus Bologna. Ma sta valutando le offerte di soggetti interessati a fare il loro ingresso o anche a rilevare la società. A confermarlo è lo stesso patron, questo pomeriggio in conferenza stampa al Savoia Hotel Regency a Bologna. “Non posso andare avanti all’infinito, anche per ragioni di età– dice Zanetti- è giusto anche fare un passaggio. Stiamo valutando le offerte di società e fondi che vogliono entrare o che vogliono rilevare la Virtus. La condizione che pongo è che io rimango per fare un passaggio graduale e lasciare la Virtus in buone mani”. Il patron poi precisa: “Non c’è un’urgenza. Bisogna fare un passaggio graduale, con intelligenza, trovando le persone giuste. La società la cederò un parte o in tutto solo quando vedrò che la Virtus finisce in buone mani”. E aggiunge: “Trattiamo con imprenditori stranieri, perchè sono tutti interessati alla franchigia di Eurolega. Di imprenditori bolognesi neanche l’ombra. Ma non faccio colpe, ognuno ha i suoi problemi. È dappertutto così, trovare qualcuno che crede nello sport non è facile”.

In particolare, precisa ancora Zanetti, sono stati incontrati “due gruppi: uno è americano-greco e uno è americano-svizzero. Ci abbiamo parlato, ora ci faranno l’offerta definitiva e valuteremo. Sono persone molto danarose, che vogliono vincere l’Eurolega”. Per ora comunque, il club per la nuova stagione “mi vedrà assolutamente qui, presente, al comando- assicura Zanetti- stiamo facendo una bella squadra”.
Il budget della Virtus per quest’anno sarà di 25 milioni di euro, spiega il presidente, in flessione rispetto ai 28 milioni dell’anno scorso. “Quando abbiamo speso molto di più abbiamo fatto gli stessi risultati di quest’anno- sottolinea il patron- non sono i soldi che fanno il risultato. Vanno spesi bene e serve armonia all’interno della società. È quello che ci è mancato quest’anno”. L’obiettivo della prossima stagione è “vincere almeno una coppa- dice Zanetti- e mi piacerebbe la Coppa Italia, che non ho mai vinto”. Rispetto all’anno scorso, aggiunge il presidente, “abbiamo cambiato indirizzo, e ne sono io il responsabile. Voglio fare una squadra giovane, con ragazzi che hanno già dimostrato di essere molto forti“. Il vantaggio è che “costano meno, rompono meno in spogliatoio e hanno più resistenza. Sarà una squadra forte come quella di quest’anno”, assicura il presidente.
La linea verde è sposata anche dal nuovo coach, Alex Mumbrù, che vuole “una squadra giovane, che corre e gioca in velocità- afferma Zanetti- è entusiasta di venire alla Virtus, mi è piaciuto moltissimo”. Sul fronte sponsor, invece, “mi auguro che quelli vecchi rimangano- dice il presidente- non è detto che Olidata resti, stiamo trattando con un altro grosso marchio perché sia il nuovo title sponsor. È possibile anche una compartecipazione”, con due sponsor principali che si dividono su Eurolega e campionato italiano. Intanto, il prossimo 8 luglio parte la nuova campagna abbonamenti. “Sarà uguale all’anno scorso, non aumentiamo i prezzi- assicura Zanetti- speriamo di battere il record, abbiamo bisogno di tanti soldi”. Ad agosto invece il ritiro, a Pinzolo.

“L’ARENA V NERE ORMAI È IN DIRITTURA D’ARRIVO”

La nuova arena della Virtus in Fiera a Bologna è “ormai in dirittura d’arrivo”. Lo conferma il patron Massimo Zanetti. Che si impunta sul nome. “Per me si deve chiamare Palasport Virtus, perché sarà la nuova casa della Virtus- avverte il presidente- non me ne frega niente del nome di qualche banca che è già a Casalecchio e a Milano, e che finanzia la Fiera. Anche perché non ho mai visto un euro da questa gente”. Zanetti ne parla questo pomeriggio nel corso di una conferenza stampa al Savoia Hotel Regency di Bologna.
Una volta che avremo il palazzetto, che sarà definitivo, dovrà chiamarsi così– insiste Zanetti- mi sento di fare una battaglia su questo. Faremo anche i 100 anni quest’anno, la Virtus è rappresenta davvero la storia del basket italiano”. Con ogni probabilità l’arena sarà pronta a dicembre. “Sarà meraviglioso- assicura il patron- avrà dagli 11 ai 12.000 spettatori. Porteremo lì anche la sede della Virtus, gli uffici e le palestre. Interessa molto anche ai possibili soci o acquirenti della società”, aggiunge Zanetti.

BOLOGNAFIERE A ZANETTI: “NOME ARENA NON SPETTA A LUI”

Diventa un caso il nome della futura arena del basket in fiera a Bologna, che ospiterà la Virtus. Le parole di oggi del patron Massimo Zanetti, che si è impuntato sul nome da dare alla struttura (“Voglio che si chiami Palasport Virtus, non mi frega niente del nome di una banca”) non sono piaciute infatti in via Michelino. Che ha deciso di replicare a stretto giro al presidente delle V Nere, mettendo i proverbiali puntini sulle ‘i’. BolognaFiere “prende atto delle dichiarazioni” di Zanetti, e “ritiene opportuno ricondurre il tema al piano dei fatti, degli accordi e della visione industriale che guida la realizzazione del nuovo padiglione polifunzionale. BolognaFiere sta lavorando con senso di responsabilità istituzionale e industriale, nell’interesse della città, degli stakeholder, dei partner e di tutti i soggetti che contribuiranno a fare del nuovo padiglione una infrastruttura aperta, flessibile, sostenibile e competitiva sul mercato nazionale e internazionale degli eventi”.
La Virtus, si afferma ancora da via Michelino, “rappresenta una componente importante di questo percorso e BolognaFiere riconosce pienamente il valore storico, sportivo e identitario del club per Bologna e per il basket italiano. Proprio per questo il progetto è stato pensato anche per offrire alla squadra, ai tifosi e alla città una sede moderna, efficiente e all’altezza delle migliori esperienze europee”. Al tempo stesso, mette in chiaro BolognaFiere, “è necessario chiarire che la società sportiva sarà utilizzatrice degli spazi, non soggetto realizzatore o finanziatore dell’opera. La governance dell’infrastruttura, la sua destinazione polifunzionale e le strategie di valorizzazione commerciale, incluso il naming, restano in capo a BolognaFiere e saranno oggetto di comunicazione nei tempi e nelle forme opportune”.




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 Andrea Sangermano

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