WisdomTree – Tactical Daily Update


Petrolio a prezzi pre-conflitto Iran: Borse vicino ai record, ma col fiato corto.
Inflazione PCE Usa sopra il 4%, come previsto: si spera in raffreddamento.
Prosegue il momento negativo dei metalli preziosi e delle crypto.
Le elevate valutazioni dei players AI restano fonte di volatilità nel «tech».

Dopo il violento sell-off di martedì, innescato soprattutto dal comparto tecnologico, i mercati azionari globali hanno provato ieri, 25 giugno, a ritrovare un equilibrio. Il sentiment degli investitori resta però fragile: da una parte cresce la cautela sulle valutazioni raggiunte dal settore tech e dal tema dell’intelligenza artificiale, dall’altra il mercato guarda con grande attenzione ai risultati trimestrali di Micron Technology, considerati un importante banco di prova per capire se la domanda legata all’AI sia ancora sufficiente a sostenere il rally dei semiconduttori.
In Europa la seduta è stata contrastata: Londra ha chiuso in rialzo dello 0,33% a 10.463,16 punti, Parigi ha guadagnato lo 0,54% a 8.385,49 punti, mentre Francoforte ha perso lo 0,80% a 24.738,03 punti. Milano si è mossa in controtendenza, terminando la giornata con un calo dello 0,74%.
A dominare il quadro macro è stato ancora una volta il comparto energetico, con petrolio e gas sotto pressione grazie ai segnali di distensione sul fronte geopolitico e al possibile riavvicinamento tra Stati Uniti e Iran. Il mercato osserva in particolare l’evoluzione dei flussi nello Stretto di Hormuz, fondamentale arteria per il trasporto del greggio mondiale.
Il WTI è sceso del 4,7% a 69,63 dollari al barile, riportandosi sui livelli più bassi dall’inizio della guerra in Medio Oriente e sotto quota 70 dollari per la prima volta da marzo. Anche il Brent ha perso terreno, arretrando del 4,8% a 73,73. In calo anche il gas naturale europeo: ad Amsterdam le quotazioni hanno lasciato sul terreno il 2,3%, scendendo a 41,05 euro(Megawattora.
Sul fronte delle materie prime, il calo del petrolio riflette anche il miglioramento delle prospettive sull’offerta. Le scorte statunitensi di greggio nella settimana terminata il 19 giugno sono diminuite di 6,088 milioni di barili, attestandosi a 412,1 milioni di barili, una contrazione superiore alle attese del mercato, che prevedevano un calo di 4,5 milioni di barili.
Il tema AI resta comunque il vero protagonista dei mercati. OpenAI ha presentato il suo primo chip proprietario, chiamato Jalapeno, sviluppato insieme a Broadcom con l’obiettivo di ridurre i costi e aumentare la velocità di elaborazione di ChatGPT e degli altri prodotti di intelligenza artificiale
Il progetto ha richiesto appena 9 mesi per passare dalla progettazione iniziale al tape-out industriale, un ciclo considerato tra i più rapidi mai realizzati nel segmento dei chip ad alte prestazioni. La produzione sarà affidata a TSMC, mentre la canadese Celestica curerà assemblaggio dei sistemi server, integrazione dei rack e infrastrutture di rete avanzate.

Dal lato macroeconomico, il dato più osservato era l’indice PCE, la misura dell’inflazione preferita dalla Federal Reserve. A maggio l’indice è salito al 4,1%, accelerando rispetto al 3,8% di aprile e raggiungendo il livello più alto dall’aprile 2023. Il dato è risultato comunque in linea con le aspettative, così come il Core PCE, che esclude energia e alimentari, aumentato del 3,4%.
A sorprendere maggiormente è stata invece la revisione della crescita economica americana: il PIL del primo trimestre è stato rivisto al +2,1% annualizzato, nettamente sopra la precedente stima del +1,6% e oltre le attese del mercato.
Sul mercato valutario il dollaro ha consolidato i recenti guadagni, stabilizzandosi sui massimi dal maggio 2025 e avviandosi a chiudere il mese migliore dal novembre 2024, con un rialzo del +2,50%.
La seduta odierna, 26 giugno, ha invece visto un deciso peggioramento del clima in Asia. Due notizie hanno frenato il recupero dei listini: le indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI e l’annuncio di aumenti di prezzo per alcuni prodotti da parte di Apple. Il Nasdaq ieri sera ha chiuso in calo dello 0,5%, dopo essere arrivato a guadagnare circa l’1% in apertura.
In Asia il quadro è stato pesante: il Nikkei giapponese ha perso il 4,60%, con SoftBank in crollo del 13% proprio per i timori legati al rinvio della quotazione di OpenAI. Il Kospi coreano ha lasciato sul terreno l’8%, mentre il CSI300 cinese è sceso del 2,6%, l’Hang Seng del 2% e il Taiex del 2,7%.
Intanto i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz stanno aumentando grazie ai progressi nei negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran. Secondo Goldman Sachs, le esportazioni del Golfo sarebbero tornate vicino ai due terzi dei livelli normali. Nonostante il calo recente, il petrolio resta comunque circa il 20% sopra i livelli di inizio anno.
Tra le materie prime torna sotto osservazione il rame, salito a 13.250 dollari per tonnellata dopo il minimo di sette settimane registrato mercoledì.
Sul fronte crypto è scattato un nuovo campanello d’allarme: il Bitcoin, a 59.800 dollari, è sceso sui minimi dall’autunno 2024 e si prepara ad affrontare una delle più grandi scadenze di opzioni della sua storia, in un contesto già fragile per il calo della domanda istituzionale e le difficoltà macroeconomiche.
La crescente volatilità sui mercati azionari e la debolezza di metalli preziosi e criptovalute potrebbero favorire il ritorno degli investitori verso il comparto obbligazionario. Il rendimento del Treasury decennale USA è sceso al 4,37%, quello del Bund decennale tedesco al 2,87%, mentre il BTP decennale italiano si è portato al 3,53%. Il future sul Treasury decennale si appresta così a chiudere la 3’ settimana positiva consecutiva.

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