“La mia battaglia per il Pnrr ha fatto riemergere Vitruvio”


Fano (Pesaro e Urbino) venerdì 26 giugno 2026 – A Passaggi Festival, dove Vitruvio è uno dei fili conduttori dell’edizione, sono proprio le parole dedicate alla basilica civile a lasciare il segno. Con una differenza: se nel caso Valditara Vitruvio era diventato terreno di gaffe e polemica, con Giuseppe Conte è diventato terreno di rivendicazione politica.

L’ex presidente del Consiglio, ospite della rassegna per presentare il libro Una nuova primavera, ha ricostruito la lunga trattativa europea per ottenere il Recovery Fund, ricordando gli scontri con Angela Merkel e Emmanuel Macron e rivendicando il ruolo dell’Italia nella nascita del Pnrr.

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È al termine di questo racconto che arriva il passaggio fanese. “Qualche decina di metri da qui c’è piazza Andrea Costa. Dai soldi del Pnrr nasce il progetto di riqualificazione che poi porta alla scoperta, attraverso gli scavi archeologici, della basilica civile di cui parla Vitruvio nel quinto libro del De Architectura. Una scoperta fenomenale che oggi consentirà di attrarre ancora più turismo”. Di fatto, Conte si è intestato la paternità politica della scoperta. In prima fila anche il sindaco Luca Serfilippi, che ha accolto Conte al suo arrivo ed è rimasto ad ascoltare quasi tutto l’incontro.

Piazza gremita per l'incontro con Giuseppe Conte

Piazza gremita per l’incontro con Giuseppe Conte, il sindaco Serfilippi lo accoglie

“Mi sento ancora un alieno”

Intervistato dal direttore dell’Ansa Luigi Contu, Conte ha ripreso uno dei temi centrali del libro: quello dell’”alieno a Palazzo Chigi”. “Mi sento ancora alieno rispetto a una certa politica”, ha detto. “Per noi fare politica significa tagliarci gli stipendi, restituire risorse ai cittadini e non fare affari. Se fai politica non puoi contaminare il tuo impegno con interessi economici o professionali”. Da qui anche il richiamo all’etica pubblica e alla necessità di ricostruire il rapporto tra cittadini e istituzioni, che secondo lui passa attraverso una maggiore partecipazione democratica.

Lo scontro con Merkel e la battaglia per il Pnrr

Nel racconto europeo Conte ha indugiato anche su uno degli episodi più applauditi: il confronto con Angela Merkel nel pieno della pandemia. “Giuseppe, gli eurobond non te li concederemo mai, prenditi i soldi del Mes”, gli avrebbe detto la cancelliera. La risposta, nella ricostruzione dell’ex premier, fu netta: “I soldi del Mes teneteveli. Se questa è la vostra solidarietà, faremo da soli. Però non venite più a parlarci d’Europa”. Da lì, ha raccontato, partì la sua offensiva diplomatica nelle capitali europee e perfino nelle trasmissioni televisive tedesche per spiegare che l’Italia non chiedeva l’elemosina, ma una risposta comune nell’interesse di tutto il continente.

Trump, la Libia e l’interesse nazionale

Molto seguito anche il passaggio su Donald Trump, che Conte ha raccontato con una certa ironia. “Da subito mi venne incontro perché mi considerava un outsider come lui”, ha ricordato, spiegando di aver sfruttato quella simpatia personale per ottenere attenzione verso l’Italia, ma senza rinunciare a scontentarlo quando gli interessi nazionali lo richiedevano. “La politica estera non si fa per affinità ideologica”, ha detto, criticando il governo Meloni per l’eccessiva vicinanza al mondo Maga. “Se Trump dice Make America Great Again, io rispondo con Make Italy Great Again: ognuno deve difendere il proprio Paese”. Tra gli aneddoti più curiosi anche quello sulla Libia. Conte ha raccontato di aver chiesto a Trump maggiore attenzione sul Mediterraneo, spiegandogli che il disimpegno americano stava lasciando spazio a Turchia, Russia e Cina. La risposta del presidente americano, secondo Conte, fu spiazzante: “Mi dicono che in Libia il petrolio è molto buono. Ma perché non mandate lì i soldati e ve lo prendete?”. Un passaggio accolto con stupore e qualche risata, che Conte ha usato per spiegare la distanza tra due visioni della politica internazionale.

Il campo largo e l’avvertimento agli alleati

Uno dei passaggi più attesi è stato quello dedicato al futuro del centrosinistra. Conte ha annunciato che il percorso partecipativo del Movimento 5 Stelle si concluderà dopo l’estate e che già a settembre inizierà il confronto con le altre forze progressiste per costruire un programma comune. “Non pongo veti a nessuno, ma dobbiamo offrire ai cittadini un progetto credibile e affidabile”. L’avvertimento è arrivato subito dopo. “Questa volta il Movimento 5 Stelle non farà governi tecnici, governi degli unti del Signore o governi costruiti attorno a qualche Superman che scende dal cielo. Dobbiamo realizzare il progetto condiviso con i cittadini e governare cinque anni, altrimenti il Paese non cambia”. Parole accolte da un lungo applauso.

Il siparietto su Renzi

Quando Contu ha accennato all’eventualità di un’intesa anche con Matteo Renzi, dal pubblico una signora ha iniziato a sbracciarsi ripetendo con decisione: “No, no, no”. Conte ha notato la scena, ha sorriso e ha interrotto per un attimo il ragionamento. “Lo so, lo so… la signora non vuole. Va bene, tranquilla”, ha scherzato, facendo sorridere anche il pubblico.

Le basi italiane e l’Iran

Tra i passaggi più politici anche quello sulla crisi in Medio Oriente. Per Conte il caso del possibile utilizzo delle basi italiane negli attacchi all’Iran “non è affatto chiuso”. “Se riconosciamo che quell’attacco è illegale rispetto al diritto internazionale, la nostra Costituzione non ci consente di offrire neppure il minimo supporto. L’articolo 11 ripudia la guerra”.  Un intervento molto applaudito, nel quale l’ex premier ha ribadito la necessità di una politica estera fondata sull’interesse nazionale e sul rispetto del diritto internazionale.

Vannacci e l’immigrazione

L’ultima parte dell’incontro è stata dedicata all’attualità politica. Conte ha detto di non essere preoccupato tanto dalla figura di Roberto Vannacci quanto dalla crescita delle destre radicali in tutta Europa. “Nel medio e lungo periodo non c’è molto da gioire”, ha osservato, citando Germania, Francia e Regno Unito. Sull’immigrazione ha definito la “remigrazione” “uno slogan irrealizzabile”, così come lo era, a suo giudizio, il blocco navale. La proposta del Movimento passa invece da corridoi umanitari, accordi con i Paesi di origine e transito e investimenti nell’integrazione.

Il finale tra i libri

Più volte interrotto dagli applausi, Conte ha chiuso tornando alla sua grande passione per la lettura. Si è definito un “lettore onnivoro” e ha ricordato gli autori che più hanno inciso sulla sua formazione: Flaubert, Saramago e Calvino. “Amo tutti quei libri che ti fanno pensare e ti aiutano a sviluppare uno spirito critico”, ha concluso, prima dell’ultimo applauso della platea.


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