Chi percepisce un assegno ordinario di invalidità (AOI) e si avvicina all’età della pensione deve prestare attenzione a una novità importante. Con il messaggio n. 2124 del 26 giugno 2026, l’INPS ha infatti fornito nuovi chiarimenti sulla trasformazione dell’assegno ordinario di invalidità in pensione di vecchiaia per le prestazioni liquidate con il sistema contributivo.
Le indicazioni riguardano soprattutto le lavoratrici madri, che possono ottenere un vantaggio pensionistico previsto dalla legge ma devono presentare una specifica richiesta entro una scadenza precisa. In caso contrario, il beneficio andrà definitivamente perso e non potrà essere recuperato in seguito.
Quando l’assegno ordinario di invalidità diventa pensione di vecchiaia
L’assegno ordinario di invalidità è una prestazione economica riconosciuta ai lavoratori la cui capacità lavorativa risulta ridotta a meno di un terzo a causa di infermità fisiche o mentali.
La normativa prevede che, al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia, l’AOI si trasformi automaticamente in pensione di vecchiaia, purché:
- siano soddisfatti i requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla legge;
- sia cessato l’eventuale rapporto di lavoro dipendente.
L’INPS ricorda inoltre che i periodi durante i quali si è percepito l’assegno senza svolgere attività lavorativa sono utili esclusivamente per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia, ma non aumentano l’importo della pensione stessa.
I requisiti per la trasformazione nel sistema contributivo
Per gli assegni ordinari di invalidità liquidati interamente con il sistema contributivo, la trasformazione in pensione di vecchiaia può avvenire in due modi.
Prima possibilità: pensione di vecchiaia ordinaria
La trasformazione avviene:
- al compimento dei 67 anni nel biennio 2025-2026 (età destinata ad aumentare con gli adeguamenti alla speranza di vita);
- con almeno 20 anni di contributi;
- purché l’importo della pensione sia almeno pari all’importo minimo previsto dalla normativa (il cosiddetto importo soglia).
Seconda possibilità: pensione di vecchiaia contributiva
In alternativa, è possibile ottenere la trasformazione:
- al compimento dei 71 anni;
- con almeno 5 anni di contributi effettivi;
- senza che sia richiesto il raggiungimento dell’importo minimo della pensione.
L’INPS ricorda inoltre che chi aveva esercitato l’opzione al sistema contributivo prevista dalla legge n. 335/1995 segue regole specifiche e non può effettuare tale scelta al momento della trasformazione dell’AOI in pensione di vecchiaia.
Perché è necessaria la trasformazione
Molti si chiedono perché l’assegno ordinario di invalidità non continui semplicemente anche dopo l’età pensionabile.
La risposta è nella stessa legge che disciplina la prestazione: l’AOI nasce come tutela per chi, pur avendo una ridotta capacità lavorativa, non ha ancora raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia.
Quando tali requisiti vengono maturati, la prestazione assistenziale-previdenziale lascia il posto alla pensione di vecchiaia, che rappresenta il trattamento pensionistico definitivo.
La trasformazione avviene d’ufficio proprio per evitare che il pensionato debba presentare una nuova domanda e garantire continuità nell’erogazione della prestazione.
Il vantaggio previsto per le lavoratrici madri
Una parte importante del messaggio INPS riguarda le lavoratrici madri che maturano la pensione di vecchiaia nel sistema contributivo.
La legge n. 335/1995 riconosce infatti un beneficio particolarmente favorevole, lasciando la possibilità di scegliere tra due diverse agevolazioni.
Anticipo dell’età pensionabile
La prima possibilità consiste in una riduzione del requisito anagrafico richiesto per andare in pensione.
L’anticipo è pari a:
- 4 mesi per ogni figlio;
- fino a un massimo di 16 mesi per chi ha quattro o più figli.
In pratica, una lavoratrice con due figli può anticipare la pensione di 8 mesi rispetto all’età ordinaria prevista.
Coefficiente di trasformazione più favorevole
In alternativa, la lavoratrice può rinunciare all’anticipo dell’età e scegliere un coefficiente di trasformazione più vantaggioso.
Il coefficiente di trasformazione è il parametro utilizzato nel sistema contributivo per convertire il montante dei contributi accumulati nell’importo annuo della pensione.
Utilizzare un coefficiente più favorevole significa ottenere una pensione leggermente più elevata per tutta la durata del trattamento.
La scelta tra le due opzioni dipende dalla situazione personale: chi desidera andare prima in pensione potrà preferire l’anticipo dell’età, mentre chi intende massimizzare l’importo dell’assegno potrebbe trovare più conveniente il coefficiente maggiorato.
Attenzione alla domanda: c’è una scadenza da rispettare
Poiché la trasformazione dell’assegno ordinario di invalidità avviene automaticamente, l’INPS ha dovuto chiarire anche come richiedere il beneficio destinato alle lavoratrici madri.
La richiesta non viene riconosciuta automaticamente.
Occorre infatti presentare un’apposita istanza entro il mese precedente la decorrenza della pensione di vecchiaia, indicando nella domanda:
- il beneficio prescelto;
- il numero dei figli.
In attesa dell’aggiornamento delle procedure informatiche, la richiesta può essere inserita nella domanda di trasformazione dell’assegno ordinario di invalidità in pensione di vecchiaia, specificando tali informazioni nelle note.
Cosa succede se non si presenta la domanda in tempo
È questo l’aspetto più importante evidenziato dal messaggio INPS.
Se la lavoratrice non presenta la richiesta entro il termine previsto, il beneficio non potrà essere riconosciuto successivamente, nemmeno attraverso una domanda di ricostituzione della pensione.
In altre parole, il diritto si perde definitivamente.
L’INPS precisa inoltre che, qualora il beneficio comporti un anticipo della decorrenza della pensione rispetto alla data in cui è stato pagato l’assegno ordinario di invalidità, gli importi già corrisposti saranno compensati con quelli spettanti a titolo di pensione, liquidando all’interessata l’eventuale differenza a credito.
INPS: Messaggio numero 2124 del 26-06-2026 (132,4 KiB, 0 hits)
In sintesi
Il messaggio INPS n. 2124/2026 richiama l’attenzione dei titolari di assegno ordinario di invalidità liquidato nel sistema contributivo e, in particolare, delle lavoratrici madri.
La trasformazione dell’AOI in pensione di vecchiaia avviene automaticamente al raggiungimento dei requisiti previsti dalla legge, ma il beneficio riservato alle madri non segue lo stesso meccanismo: per ottenerlo è indispensabile presentare un’apposita richiesta entro il mese precedente la decorrenza della pensione.
Si tratta di una formalità che può fare una differenza significativa, consentendo di anticipare l’uscita dal lavoro oppure di ottenere una pensione più elevata per tutta la vita.
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Antonio Maroscia
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