la criminalità organizzata diventa più forte con l’intelligenza artificiale


L’allarme di Europol: le mafie stanno sfruttando l’intelligenza artificiale per rendere truffe, riciclaggio e attacchi informatici più efficaci e difficili da contrastare.

La criminalità organizzata europea non è più quella raccontata dai tradizionali schemi investigativi. Le mafie continuano a esistere, ma accanto a loro si è sviluppato un universo criminale molto più fluido, capace di rigenerarsi rapidamente, sfruttare le nuove tecnologie e adattarsi ai cambiamenti geopolitici. È questa la fotografia scattata da Europol nel rapporto “The Blueprint of Criminal Opportunism”, secondo capitolo dell’analisi dedicata alle reti criminali più pericolose che operano nell’Unione europea.

Il dato che colpisce immediatamente riguarda l’evoluzione delle organizzazioni monitorate. Nel 2024 Europol aveva censito821 reti criminali considerate le più pericolose per la sicurezza europea. Due anni dopo il numero scende a 731, ma sarebbe un errore interpretarlo come un successo definitivo delle forze dell’ordine. Ben il 76% delle organizzazioni individuate nel precedente rapporto non compare più nell’elenco, grazie a operazioni di polizia, arresti e riorganizzazioni interne. Tuttavia, 198 reti sono rimaste operative e, soprattutto, ne sono emerse 533 nuove.

Per Europol questo dimostra che la criminalità organizzata non si riduce: si trasforma e riempie rapidamente gli spazi lasciati liberi dalle organizzazioni smantellate.  

Analisi dati tramite intelligenza artificiale su computer
Analisi dati con il supporto dell’intelligenza artificiale – newsmondo.it

È proprio questo il principale cambio di paradigma evidenziato dal rapporto

Gli investigatori europei sostengono infatti che non abbia più senso immaginare le organizzazioni criminali come strutture isolate, rigide e permanenti. Oggi operano all’interno di un vero e proprio ecosistema criminale fluido, composto da gruppi che collaborano temporaneamente, condividono specialisti, si scambiano servizi e si riorganizzano con estrema rapidità quando subiscono un colpo.

Se un leader viene arrestato, altri soggetti sono pronti a prendere il suo posto. Se una rete viene smantellata, nuove alleanze e nuovi gruppi emergono quasi immediatamente. Un ruolo sempre più importante è svolto dai cosiddetti fornitori di servizi criminali. Non tutte le organizzazioni devono possedere al proprio interno hacker, riciclatori di denaro, falsari o killer.

Sempre più spesso queste competenze vengono acquistate all’esterno attraverso un modello definito “Crime as a Service”. Esistono soggetti specializzati che mettono a disposizione delle diverse organizzazioni servizi di riciclaggio, documenti falsi, infrastrutture digitali, software malevoli, trasporti logistici e persino violenza su commissione.

Questo abbassa enormemente le barriere d’ingresso nel mondo del crimine organizzato e rende molto più difficile colpire le reti nel loro complesso.  

La rivoluzione tecnologica rappresenta un altro elemento centrale del documento

Europol sottolinea come praticamente ogni forma di criminalità organizzata sia ormai alimentata dal digitale. Internet non costituisce più soltanto uno strumento di comunicazione, ma è diventato l’ambiente nel quale vengono reclutati nuovi membri, venduti prodotti illeciti, riciclati capitali, acquistati dati rubati e organizzate le attività criminali. Persino il traffico internazionale di stupefacenti utilizza piattaforme online, comunicazioni cifrate e criptovalute per ridurre i rischi e aumentare i profitti.  Particolare preoccupazione suscita l’impatto dell’intelligenza artificiale.

Secondo Europol l’AI rappresenta uno dei principali fattori destinati a modificare profondamente la criminalità organizzata nei prossimi anni. Grazie alla facilità di accesso e alla crescente disponibilità di strumenti sempre più sofisticati, le organizzazioni criminali possono automatizzare truffe, produrre documenti falsi estremamente realistici, creare immagini e video manipolati, perfezionare campagne di phishing e aumentare esponenzialmente la capacità di colpire un numero sempre maggiore di vittime. Per gli analisti europei siamo soltanto all’inizio di una trasformazione che potrebbe amplificare in modo significativo la portata delle attività criminali.  

Le dimensioni del fenomeno sono impressionanti

Le 731 reti criminali censite comprendono complessivamente oltre 400.000 affiliati, appartenenti a 118 diverse nazionalità, un dato che conferma la natura ormai pienamente globale della minaccia. Circa due terzi delle organizzazioni hanno una struttura gerarchica, spesso di tipo mafioso o familiare, mentre il restante opera attraverso cellule più flessibili e distribuite.

L’85% utilizza imprese e attività economiche legali come copertura o come strumenti per infiltrarsi nell’economia regolare, confermando come il confine tra economia lecita e illecita sia sempre più sottile.Il rapporto dedica inoltre particolare attenzione al crescente sfruttamento dei minori. Giovani e adolescenti vengono reclutati attraverso i social network per svolgere funzioni di vedette, corrieri, spacciatori, riciclatori di denaro e, nei casi più gravi, sicari.

Europol evidenzia anche l’espansione del fenomeno della Violence as a Service, nel quale ragazzi molto giovani vengono assoldati per compiere aggressioni o omicidi su commissione, spesso senza conoscere i mandanti dell’azione.  

Infine, gli investigatori mettono in evidenza come guerre, instabilità geopolitica, crisi economiche e globalizzazione rappresentino altrettante opportunità per le organizzazioni criminali. I conflitti aprono nuove rotte per il traffico illecito, facilitano il contrabbando, alimentano il traffico di esseri umani e consentono alle reti criminali di infiltrarsi nei processi economici e logistici internazionali.

La conclusione di Europol è chiara: continuare ad arrestare boss e smantellare organizzazioni resta fondamentale, ma non è più sufficiente. Per contrastare efficacemente la criminalità organizzata occorre intervenire anche sulle vulnerabilità sistemiche – infrastrutture digitali, sistemi finanziari, commercio globale e filiere logistiche – che permettono a queste reti di adattarsi, rigenerarsi e prosperare.

La sfida del futuro, avverte l’agenzia europea, non sarà soltanto colpire i criminali, ma rendere l’intero sistema meno vulnerabile alle opportunità che essi sfruttano quotidianamente. 




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 Stefano Piazza

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