Computer Gross annuncia la nascita di un nuovo competence center dedicato a Ibm Fusion. L’iniziativa si configura come un investimento strategico pensato per sostenere l’intero ecosistema dei partner nell’accelerare la modernizzazione delle infrastrutture dati, l’adozione di architetture hybrid cloud e la creazione di ambienti tecnologici capaci di reggere progetti di intelligenza artificiale enterprise. L’obiettivo dichiarato è offrire al canale uno spazio strutturato in cui sviluppare competenze e progettualità attorno a una piattaforma che si propone come base per le nuove iniziative data driven delle imprese.
Ibm Storage Fusion, lo ricordiamo, è una piattaforma per la gestione dei dati applicativi progettata per workload cloud-native, containerizzati e virtualizzati, orchestrati in modo automatizzato con l’obiettivo di ridurre la complessità operativa. La soluzione consente alle organizzazioni di costruire una base dati scalabile, elemento considerato decisivo per abilitare iniziative di AI, analytics avanzata e automazione intelligente, e al tempo stesso di rispondere ai requisiti di sicurezza, resilienza e governance del dato. È disponibile sia come software sia come infrastruttura iperconvergente (Hci); una doppia modalità che assicura flessibilità e scalabilità alle aziende intenzionate a far evolvere il proprio approccio alla gestione delle informazioni e a predisporre una base adatta alle piattaforme di AI, tra cui Ibm Watsonx.
Roberta Bavaro, Director of Ecosystem and Select Territory, IBM Italia
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Il supporto si articola su più fronti: enablement tecnico, affiancamento nella proposizione commerciale, gestione delle attività di marketing e assistenza progettuale nello studio delle configurazioni, comprese le integrazioni con altre soluzioni tecnologiche come Red Hat OpenShift. Si tratta di un modello che punta a trasformare la disponibilità della tecnologia in capacità progettuale effettiva da parte del canale, riducendo la distanza tra l’offerta dei vendor e la domanda concreta delle imprese.
I vantaggi per i partner
Per i partner il vantaggio più immediato è la possibilità di sperimentare la tecnologia in un contesto controllato prima di proporla ai clienti. Disporre di un ambiente già configurato per demo e proof of concept consente di verificare le architetture, validare le configurazioni e costruire una proposta tecnica solida, riducendo i tempi e i rischi tipici delle fasi iniziali di un progetto. È un approccio che sposta il baricentro dalla semplice rivendita di prodotto alla costruzione di soluzioni, in linea con l’evoluzione del ruolo del distributore a valore.
La logica di fondo richiama l’approccio hybrid cloud e AI promosso da Ibm, in cui la gestione e la disponibilità dei dati diventano un fattore abilitante per lo sviluppo e la messa in produzione di modelli di machine learning, di analytics avanzata e di soluzioni di AI generativa. In questa prospettiva la qualità dell’infrastruttura dati non rappresenta un elemento accessorio, ma la condizione preliminare perché i progetti di intelligenza artificiale possano passare dalla fase sperimentale a quella produttiva. “Ibm ha cominciato il 2026 rafforzando la propria strategia per l’ecosistema per essere sempre più vicina alle imprese del territorio insieme ai partner”, spiega Roberta Bavaro, direttrice dell’Ecosistema e delle imprese del territorio per Ibm Italia. Il nuovo centro di competenza, sottolinea, sarà determinante per “accompagnare le aziende nel percorso di modernizzazione”, riducendo la complessità operativa e accelerando la gestione dei dati per i progetti di AI, con un effetto diretto sulla loro competitività.
Sul valore della piattaforma interviene a sua volta Marco Ballan, direttore delle Infrastrutture di Ibm Italia. “Con Ibm Fusion mettiamo a disposizione delle aziende una piattaforma chiavi in mano per affrontare la modernizzazione applicativa e la protezione dei dati in ambienti cloud-native”, osserva.

La soluzione integra automazione, resilienza e protezione del dato in un unico ambiente, accelerando il deployment e garantendo continuità operativa. Si rimarca la versatilità della proposta, capace di abilitare ambienti hybrid e multicloud sicuri e scalabili per workload mission critical e di ospitare ambienti di virtualizzazione di livello enterprise.
Attraverso il Competence Center, Computer Gross intende quindi sostenere i partner nello sviluppo di competenze e progettualità legate a Ibm Fusion, favorendone l’adozione presso le imprese italiane e la creazione di use case specifici per i diversi settori industriali. L’obiettivo è accompagnare l’ecosistema nella progettazione di architetture dati pronte per l’AI, in grado di reggere workload cloud-native e nuove iniziative di innovazione data driven, e di abilitare percorsi di modernizzazione dell’infrastruttura IT concreti e sostenibili nel tempo. L’enablement non si limita quindi alla formazione, ma punta a generare progettualità ripetibili, capaci di rispondere alle esigenze specifiche dei diversi comparti produttivi.

“Da diversi anni Computer Gross ricopre il ruolo di abilitatore di business, valore e competenze per il proprio ecosistema di partner”, spiega Giovanna Recchia, Ibm business unit manager di Computer Gross. La collaborazione con Ibm, ricorda, dura da oltre trent’anni e ha permesso di portare al canale alcune delle innovazioni tecnologiche più rilevanti del mercato. Il nuovo centro, osserva, rappresenta un ulteriore tassello di un percorso condiviso: “Con questa iniziativa, Computer Gross rafforza ulteriormente il proprio ruolo di abilitatore tecnologico per il canale, contribuendo alla diffusione di piattaforme dati moderne e alla costruzione di infrastrutture pronte a sostenere le nuove sfide dell’AI e della trasformazione digitale nel mercato italiano”.
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