La vita è sogno, ma nello sport può diventare anche incubo. Al Roland Garros l’Italia del tennis vive entrambe le cose nella stessa giornata: Flavio Cobolli vola per la prima volta in semifinale in uno Slam, Matteo Arnaldi lo raggiunge dopo il ritiro doloroso di Matteo Berrettini, e Parigi consegna al tennis azzurro una certezza storica: ci sarà un italiano in finale.
Cobolli ha battuto il canadese Felix Auger-Aliassime, numero 6 del mondo, con una rimonta da applausi: 4-6, 6-4, 6-4, 6-4. Arnaldi, invece, ha superato Berrettini in una partita interrotta dall’ennesimo problema fisico del romano, costretto ad arrendersi quando era sotto 7-5, 5-2.
È una giornata che racconta molto più di due risultati. Racconta la profondità del tennis italiano, la sua nuova forza generazionale, ma anche la fragilità di un campione come Berrettini, ancora una volta tradito dal corpo nel momento in cui sembrava poter riaprire una strada importante.
Cobolli, la rimonta della vita
Sul centrale Philippe-Chatrier, Cobolli ha cominciato male. Il vento, la tensione, la potenza di Auger-Aliassime e un primo set scivolato via 6-4 sembravano indirizzare la partita verso il canadese. Poi la chiusura del tetto per il rischio pioggia ha cambiato le condizioni e forse anche la storia del match.
Il romano ha iniziato a spingere di più, a stare dentro lo scambio, a costringere l’avversario a giocare un colpo in più. Dopo il break subito all’inizio del secondo set, Cobolli ha reagito subito con il controbreak, ha alzato ritmo e intensità, ha preso fiducia punto dopo punto.
Da quel momento la partita è diventata sua. Ha vinto tre set consecutivi con lo stesso punteggio, 6-4, mostrando solidità, coraggio e una maturità nuova. Nei momenti delicati, soprattutto quando ha annullato tre palle break nel terzo set, ha dimostrato di non essere più soltanto una promessa.
“Era la chance della mia vita”
Dopo la vittoria, Cobolli ha parlato con l’emozione di chi sa di aver attraversato una soglia. Ha raccontato di essersi detto di lottare, perché quella era la chance della sua vita. E l’ha presa.
Il ventitreenne romano, cresciuto al Tennis Club Parioli, ex ragazzo del calcio nelle giovanili della Roma e tifosissimo giallorosso, ha salutato il pubblico parigino con gratitudine e stupore. “Merci à tous”, ha detto sul campo, mandando baci al Centrale e definendo il Philippe-Chatrier il campo più bello su cui abbia mai giocato.
Alle sue spalle, tra amici, bandiere tricolori e il presidente federale Angelo Binaghi in tribuna, c’era l’immagine di un tennis italiano che non si accontenta più di partecipare. Vuole vincere, vuole stare in fondo agli Slam, vuole trasformare la continuità degli ultimi anni in dominio tecnico e mentale.
Arnaldi avanti, Berrettini ancora fermato dal dolore
La sera, però, ha avuto anche il volto amaro di Matteo Berrettini. Il romano era partito forte contro Arnaldi, con un break immediato, ma il ligure è rientrato presto in partita e ha portato a casa il primo set dopo una lunga battaglia chiusa 7-5.
Quella mini maratona ha probabilmente pesato sul fisico di Berrettini. All’inizio del secondo set è arrivato il medical timeout per un problema all’adduttore dell’addome. Poi i segnali di sofferenza sono diventati evidenti. Dal suo box è arrivato l’invito a fermarsi e, sul 5-2 per Arnaldi, il romano ha dovuto dire basta.
Per Berrettini è un’altra delusione pesante. Ogni volta che sembra poter tornare stabilmente tra i protagonisti, un nuovo problema fisico interrompe il cammino. Per Arnaldi, invece, è la prima semifinale Slam: un traguardo enorme, anche se arrivato nel modo meno felice, contro un amico e connazionale costretto al ritiro.
Una semifinale italiana che vale la storia
Cobolli contro Arnaldi significa una cosa semplice e gigantesca: l’Italia avrà un finalista al Roland Garros. In un anno segnato dall’uscita anticipata di Jannik Sinner e da un torneo pieno di sorprese, il tennis azzurro trova comunque il modo di restare al centro della scena.
È il segno di un movimento ormai profondo. Non c’è solo un campione, non c’è solo una punta. Ci sono più giocatori capaci di arrivare in fondo, di reggere il palcoscenico, di battere avversari forti e di trasformare Parigi in una casa possibile.
Binaghi chiede ora che la semifinale tutta italiana venga trasmessa in chiaro. Una richiesta comprensibile, perché non si tratta solo di una partita: è un appuntamento nazionale, uno di quei momenti in cui lo sport diventa racconto collettivo.
Parigi, Roma e il filo della memoria
C’è anche un intreccio simbolico potente. Cobolli è romano, Berrettini è romano, e proprio quest’anno si celebra il settantesimo anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma. Cinquant’anni fa Adriano Panatta vinse il Roland Garros, ultimo italiano ad alzare il trofeo maschile sulla terra parigina.
Ora Parigi torna a parlare italiano. Non ancora con la coppa, ma con una semifinale garantita, con una finale già certa e con una generazione che non ha più paura di sognare. Cobolli lo aveva detto nei giorni scorsi: “Vince chi sogna di più”. Dopo la vittoria su Auger-Aliassime, quel sogno sembra meno ingenuo e molto più concreto.
Sabalenka fuori, il Roland Garros degli outsider
Nel torneo femminile, intanto, è caduta anche Aryna Sabalenka. La numero 1 del tabellone è stata eliminata dalla russa Diana Shnaider, numero 23, in tre set: 3-6, 7-5, 6-0. Una sconfitta clamorosa, arrivata dopo una partita rovesciata completamente.
Sabalenka ha reagito con parole durissime, lasciando trasparire tutta la frustrazione di una giornata da incubo. Shnaider, invece, vola in semifinale contro Maja Chwalinska, in un Roland Garros che continua a perdere favorite e a premiare outsider, coraggio e resistenza mentale.
Il sogno continua
Per l’Italia, però, il centro emotivo resta la semifinale Cobolli-Arnaldi. Da una parte il romano che ha rimontato Auger-Aliassime nella partita della vita. Dall’altra il ligure che ha costruito il suo torneo con fatica, resistenza e una determinazione feroce.
Comunque vada, ci sarà un italiano in finale a Parigi. Non è più soltanto una promessa, non è più soltanto un segnale. È la prova che il tennis italiano vive una stagione irripetibile. E che, anche quando il sogno sembra mancare il suo protagonista più atteso, può trovarne altri pronti a prendersi la scena.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Antonio Ronconi
Source link


