GOLD:i 5.600 dollari potrebbero rappresentare il massimo ciclico su FX_IDC:XAUUSD di Swissquote — TradingView


Il regime tecnico del prezzo dell’oro è cambiato completamente dal massimo storico di 5.600 dollari raggiunto il 29 gennaio. Si è sviluppata una fase correttiva ben strutturata e diversi fattori fondamentali hanno perso parte della loro forza. Possiamo affermare con certezza che 5.600 dollari rappresentino il massimo ciclico o almeno il massimo annuale?

La prudenza è necessaria prima di rispondere in modo definitivo. Ciò che è certo, tuttavia, è che il mercato dell’oro presenta oggi una configurazione tecnica molto diversa da quella osservata durante la forte accelerazione rialzista del 2025.

L’elenco delle vulnerabilità tecniche si è notevolmente allungato dopo il massimo storico. Il processo di deleveraging osservato sui contratti futures, evidenziato dal rapporto COT, riflette una significativa riduzione delle posizioni speculative rialziste. In altre parole, una parte degli operatori che aveva alimentato la fase finale del rialzo sta progressivamente abbandonando il mercato.

La tabella seguente descrive le debolezze tecniche osservate dall’inizio di febbraio 2026.

Allo stesso tempo, il dollaro statunitense ha smesso di deprezzarsi. La sua stabilizzazione negli ultimi mesi ha privato l’oro di un importante sostegno macroeconomico. Dal punto di vista grafico sono inoltre emersi diversi segnali di debolezza: divergenza ribassista dell’RSI settimanale, rottura della Kijun settimanale, uscita ribassista dalla Kumo giornaliera e raggiungimento dei principali obiettivi di estensione logaritmica. Presi singolarmente, questi segnali non bastano a decretare un massimo importante, ma la loro combinazione merita attenzione.

L’istogramma seguente mostra l’ultimo rapporto COT della CFTC relativo al posizionamento istituzionale sui futures GOLD.
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È inoltre importante ricordare che la performance dell’oro nel 2025 è stata eccezionale. Dopo un rialzo così significativo, le prese di profitto sono perfettamente razionali. Più aumenta la capitalizzazione del mercato, più diventa difficile mantenere un ritmo di crescita così sostenuto.

Il grafico seguente mostra le candele mensili e mette in evidenza una resistenza tecnica di lunghissimo periodo sull’RSI mensile.
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Dal punto di vista fondamentale, diversi fattori che avevano sostenuto il rialzo stanno perdendo slancio. Il rischio geopolitico resta presente, ma il suo impatto marginale sui prezzi sembra diminuire. Gli investitori si sono progressivamente abituati a un contesto internazionale teso. Allo stesso tempo, la tendenza di fondo dei mercati azionari rimane positiva grazie alle aspettative di utili robusti. Quando torna l’appetito per il rischio, la domanda di beni rifugio tende generalmente a ridursi.

Anche la politica monetaria statunitense rappresenta un elemento determinante. Il mercato sembra ormai attendersi un lungo periodo di stabilità da parte della Federal Reserve. Questa assenza di un catalizzatore monetario immediato riduce la probabilità di una nuova e spettacolare accelerazione rialzista dell’oro nel breve termine.

Infine, i flussi sugli ETF legati all’oro meritano particolare attenzione. I deflussi osservati quest’anno mostrano che gli investitori occidentali sono meno aggressivi rispetto al passato. Le banche centrali asiatiche rimangono acquirenti strutturali, ma il loro comportamento non suggerisce, allo stato attuale, una nuova fase di accumulazione capace di generare un rialzo paragonabile a quello del 2025.

La tabella seguente proviene dal World Gold Council e mostra in particolare i deflussi registrati nel 2026 dagli ETF spot GOLD statunitensi.
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In conclusione, gli argomenti a favore di un massimo importante a 5.600 dollari sono oggi presenti. Tuttavia, la storia dei mercati finanziari insegna che nessun massimo annuale può essere confermato con certezza prima della fine dell’anno. Lo scenario dominante resta quello di una fase correttiva o di consolidamento di medio termine. Solo una riattivazione simultanea dei fattori tecnici e fondamentali potrebbe consentire nuovi record quest’anno, in particolare attraverso una significativa diminuzione del dollaro USA e dei tassi di interesse di mercato.

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