“L’immagine di Francesco”, Arezzo celebra la speciale relazione col patrono d’Italia


In esposizione, tra le altre, opere di Margarito, Maestro della Crocifisso, Maestro di Figline, Tino Di Camaino, Beato Angelico, Sandro Botticelli, Andrea Della Robbia, Giorgio Vasari, Pietro Da Cortona, Annibale Carracci, Guercino, Jacopo Ligozzi, Luca Giordano, Lorenzo Lippi, Antonio Ciseri, Libero Andreotti, Gerardo Dottori

Arezzo, 4 giugno 2026 Nell’ottavo centenario della morte di San Francesco, il 2026, la città di Arezzo celebra la propria speciale relazione con il Patrono d’Italia organizzando una grande mostra a carattere iconografico, d’intesa con le Diocesi, le comunità francescane competenti e gli organi centrali e periferici del Ministero della Cultura (MIC).

Si intitola “L’immagine di Francesco – Dal Medioevo al Novecento” l’esposizione che si svolgerà dal 4 ottobre al 10 gennaio 2027 tra la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (piazza San Francesco 4), confinante con la Basilica di San Francesco, celebre per i suoi capolavori d’arte e specialmente per il ciclo della Vera Croce affrescato da Piero della Francesca, e i suggestivi spazi dell’ex Chiesa di Sant’Ignazio (via Giosuè Carducci, 7), esempio straordinario di barocco aretino.

Sarà possibile appassionarsi a quadri (in prevalenza), nonché miniature, statue e vetrate, che documenteranno per campioni significativi la diffusione dell’iconografia francescana in Toscana e con altri esempi italiani. Le opere saranno, per citarne alcuni, di Margarito, Maestro della Crocifisso, Maestro di Figline, Tino Di Camaino, Beato Angelico, Sandro Botticelli, Andrea Della Robbia, Giorgio Vasari, Pietro Da Cortona, Annibale Carracci, Guercino, Jacopo Ligozzi, Luca Giordano, Lorenzo Lippi, Antonio Ciseri, Libero Andreotti, Gerardo Dottori.

L’ordinamento seguirà un andamento sostanzialmente cronologico – dal Medioevo al Novecento – con focus tematici per approfondimenti specifici. Le circa 60 opere d’arte e documenti proverranno per la maggior parte dal territorio, dimostrando la lunga e costante devozione per San Francesco, senza però rinunciare a importanti e prestigiosi prestiti dall’Italia e dall’estero, quali la National Gallery di Londra, l’Art Museum di Worcester, Lindenau-Museum di Altenburg, Pinacoteca Vaticana, Gallerie degli Uffizi, Galleria Borghese di Roma, Chiesa di San Francesco a Locarno, Galleria dell’Accademia di Venezia, Museo Civico d’Arte antica di Pistoia, Convento dei Cappuccini Foggia, Museo Schifanoia di Ferrara.

L’iniziativa è promossa da Comune di Arezzo e Fondazione CR Firenze con Fondazione Guido D’Arezzo, in collaborazione con la Diocesi di Arezzo – Cortona e Sansepolcro e la Direzione regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura, Fondazione Arezzo Intour e Discover Arezzo. L’esposizione è curata da Cristina Acidini, con il comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi, formato da Sandro Bellesi, Stefano Casciu, Liletta Fornasari e Angelo Tartuferi. Main sponsor: Estra. Con il sostegno di Coingas, Caurum, Unicoop Firenze, Tesi.

Saranno in mostra le immagini del santo dalle origini ai nostri tempi. Attraverso le varie sezioni della mostra non solo si incontreranno autentici capolavori d’arte, ma si assisterà al mutamento dell’immagine di Francesco, già nei decenni successivi alla sua morte e alla sua rapida canonizzazione (1228). La tavola di Margarito d’Arezzo dal Museo Civico di Montepulciano, una fra le testimonianze più antiche, lo mostra tonsurato sotto il cappuccio e con una barba, che sparirà nell’iconografia più tarda. Ha già una carismatica evidenza il saio marrone, codificato nella Regola, presente in forma di reliquia a La Verna, a Cortona, in Santa Croce a Firenze, completo di cappuccio e di cordone con tre nodi. Nella pala d’altare della metà del Duecento del “Maestro del Crocifisso”, proveniente da Pistoia, assistiamo allo stabilizzarsi di una vivace narrativa, che troverà ampio sviluppo negli affreschi di Assisi: le scene nelle storiette laterali tramandano ai fedeli la memoria della vita eccezionale del Santo, e dei suoi miracoli post mortem. Con speciale cura i pittori sviluppano e fissano l’iconografia della Stigmatizzazione, fondamentale per l’ordine nel proporre Francesco come “alter Christus”. Lo scenario è l’aspra rupe de La Verna, l’apparizione è un Crocifisso con rosse ali di serafino (più noto come “cherubico”), Francesco accoglie i suoi raggi ricevendo le cinque piaghe: nella raffinata tavola del Beato Angelico “San Francesco riceve le stimmate” proveniente dai Musei Vaticani, la luce divina investe la montagna notturna con fantasmagorici effetti di chiaroscuro.

Un soave dipinto di Sandro Botticelli, “San Francesco con gli Angeli”, eccezionalmente prestato dalla National Gallery di Londra, allude all’episodio del conforto che Francesco, sofferente, ricevette dalla musica degli angeli. In epoca di Controriforma, nel tardo Cinquecento e nel Seicento, l’iconografia di San Francesco si articola in interpretazioni diverse. In sintonia col sentire del tempo, viene accentuato il misticismo della meditazione solitaria del Santo: lo vediamo in preghiera o in estasi tra i simboli della devozione, dipinto da Annibale Carracci ne “San Francesco adorante il Crocifisso” e da altri. Al tempo stesso però, grazie al veronese Jacopo Ligozzi che illustra la “Descrizione del Sacro Monte della Vernia” (1612), il santuario francescano de La Verna e il suo impervio intorno sono rappresentati con una vigorosa e aspra fisicità. Nel secolo del Barocco, Francesco diviene partecipe di turbinanti e trionfali scenografie, incontrando le supreme divinità nella gloria del Paradiso, attraverso la visione estatica come in Luca Giordano “Stimmate di San Francesco”. In tempi prossimi ai nostri, gli artisti tornano a occuparsi di Francesco con orientamenti ancora diversi. Vi è chi lo riconduce alle antiche narrazioni di episodi edificanti e miracolosi, e vi è chi ne accentua la spiritualità schietta ed essenziale: così Antonio Ciseri nel rappresentarlo di fronte al Crocifisso in “San Francesco riceve le stimmate”, così Libero Andreotti nella figura ascetica, protesa verso Dio.

Da sottolineare inoltre in mostra le opere di Giorgio Vasari “Sacra famiglia con San Francesco”, di Guercino “San Francesco in Adorazione del Crocefisso”, di Berrettini Pietro detto Pietro da Cortona “Madonna in trono con Bambino e Santi”, di Angelo Ricci “Immacolata Concezione tra Santi francescani”, la scultura di Andrea Della Robbia e di Tino di Camaino, le miniature di Don Simone Camaldolese e la vetrata di Gerardo Dottori.

Proprio in terra d’Arezzo, Francesco visse alcuni degli episodi più intensi e drammatici della sua vita. Nella Leggenda maggiore di Bonaventura da Bagnoregio, Arezzo occupa un posto davvero speciale: “Quando il beato Francesco vide sopra la città di Arezzo i demoni esultanti e al suo compagno disse: “Va’, e in nome di Dio scaccia i diavoli, così come dal Signore stesso ti è stato ordinato, gridando da fuori della porta”; e come quello obbedendo gridò, i demoni fuggirono e subito pace fu fatta”. Anche oltre il drammatico episodio, che Giotto illustrò magistralmente nella Basilica Superiore di Assisi, il legame della città e del territorio col grande santo assisiate fu lungo e intenso. Presso Cortona, dove si fermò nel 1211, Francesco fondò il convento di Celle. Sul monte de La Verna ricevette dal Crocifisso con ali di cherubino le stigmate, che avrebbe portato fino alla morte: e sul monte fu fondato uno dei più importanti conventi francescani d’Italia. Per questo, il territorio aretino è percorso dai cammini detti “Le vie di Francesco” promossi dalla Regione Toscana, che ripercorrono gli itinerari toccati dal santo e dai suoi confratelli nei loro spostamenti.

Appositi prodotti multimediali potranno evocare i cicli di affreschi più celebri, da Giotto ad Assisi e in S. Croce a Firenze a Benozzo Gozzoli a Montefalco, Ghirlandaio e Ligozzi a Firenze, Baccio Maria Bacci ad Assisi ecc., nonché la fortuna della vicenda francescana nelle arti dello spettacolo. La biglietteria sarà online dal 7 settembre 2026.

“L’IMMAGINE DI FRANCESCO –

Dal Medioevo al Novecento”

4 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027

Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea e Chiesa di Sant’Ignazio di Arezzo

INFO E TICKET fondazioneguidodarezzo.com

Fondazione Guido d’Arezzo Corso Italia 102 – Arezzo [email protected]


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 Massimo Gianni

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