alla pianura. Basta il chilometro zero perché quattro ragazze
prendano il largo, ed è una fuga tutta italiana, fatta delle squadre di
casa: Camilla Bezzone della Mendelspeck E-Work, Sharon Spimi
della Top Girls Fassa Bortolo, e le due Vini Fantini-BePink Gaia
Segato e Irene Cagnazzo. Sono quasi tutte ragazzine, Segato e
Cagnazzo poco più che ventenni, Bezzone ancora più giovane.
Spimi no: ha ventinove anni e una vita prima della bici, da triatleta,
lasciata per i guai alle anche e ripresa da capo. Per loro questa è la
giornata buona, la vetrina che cercavano, e il gruppo gliela concede
subito, senza muovere un dito.
Il vantaggio sale piano, oltre i quattro minuti, e lì si ferma, immobile.
È la giornata che il percorso prometteva: lunga, piatta, da velociste,
con il lago di Garda da costeggiare e la Pianura Padana ad
attendere in fondo. Per ottanta chilometri non accade quasi nulla.
Le quattro davanti si danno il cambio e si godono il loro momento, il
gruppo amministra a fisarmonica, allenta e riprende, e il vero
avversario è il sole della Bassa, che picchia sulle strade aperte e
logora in silenzio chi pedala.
Poi arriva il vento. La Uno-X Mobility si porta tutta davanti, in fila, e
su un argine scoperto a una sessantina di chilometri dal traguardo
allunga di forza, là dove l’aria gira e taglia la strada di traverso.
Il
gruppo si tende come una corda, poi si strappa: si aprono i buchi, e
in pochi metri il plotone si spezza in più tronconi. È ventaglio. E nel
troncone sbagliato finiscono i nomi che pesano: Demi Vollering, che
ieri ha vinto sulle Dolomiti, ed Elisa Longo Borghini, due volte
regina del Giro, restano tagliate fuori, a inseguire a un centinaio di
metri dalla maglia rosa Anna van der Breggen, della SD Worx-
Protime, rimasta al sicuro davanti. Per qualche chilometro la tappa
più piatta della corsa minaccia di rovesciare la classifica.
Ma il vento spaventa soltanto. Vollering e Longo Borghini si
rimettono in fila con le compagne, spingono, e a forza di chilometri
rientrano. Più indietro resta staccato il gruppo di Marlen Reusser,
fino a 1’22”, poi anche lei ricuce metro su metro. A poco meno di 47
km dall’arrivo il plotone è di nuovo uno solo. Il solco in classifica non
si scava, ma la paura è stata vera, e la fatica per chiuderla resta
nelle gambe.
Al traguardo volante di Ospitaletto, a 40 km dalla fine, si gioca un
duello dentro il duello. Balsamo si prende i dodici punti e blinda la
maglia rossa, ma dietro di lei si muovono le rivali per la generale:
Vollering passa quarta, van der Breggen quinta, e l’olandese si
gratta qualche secondo di abbuono sulla maglia rosa. Poca cosa,
ma nella sua rincorsa ogni secondo conta, e van der Breggen non
le lascia un metro.
Quando il finale sembra ormai apparecchiato per la volata, ci prova
un’ultima ragazza di casa. Giorgia Serena, della Mendelspeck E-
Work, scatta a una ventina di chilometri dall’arrivo. Non è una
sprinter: è una passista, una specialista della prova contro il tempo
che con la nazionale corre su pista, e si vede dal modo in cui
macina da sola, senza un attimo di esitazione. Il gruppo la lascia
andare e i treni delle velociste si studiano, nessuno vuole tirare per
le altre: così il vantaggio di Serena non solo regge, cresce, fino a
sfiorare il minuto. Per qualche chilometro l’azzardo della
cronowoman diventa una minaccia concreta. Poi le squadre si
scuotono, alzano il ritmo tutte insieme, e il margine si scioglie in
fretta. A 9 km dall’arrivo la corsa la riassorbe.
La Mendelspeck,
però, ha aperto la giornata al chilometro zero con Bezzone e l’ha
riaccesa qui con Serena, protagonista dal primo all’ultimo atto.
Sopra Brescello, intanto, il cielo si fa nero e si alza un soffio di
vento. La pioggia non cade, ma le sei curve dell’ultimo chilometro e
mezzo, alcune a gomito, bastano a far paura da sole. A 1,1 km
dall’arrivo la paura diventa caduta: su una di quelle curve due atlete
finiscono a terra contro lo spartitraffico, una della Liv-AlUla-Jayco e
una della Fenix-Premier Tech, compagna di Charlotte Kool. Il
gruppo si spezza un’ultima volta, e diverse corridrici, bloccate dietro
l’incidente, restano tagliate fuori e non possono giocarsi la volata.
Davanti, però, la Lidl-Trek ha già montato il suo treno e ne è uscita
pulita. Lucinda Brand, campionessa del mondo di ciclocross, tira un
lancio lunghissimo e consegna Balsamo all’ultima curva. Maggie
Coles-Lyster, della Human Powered Health, parte da lontano e per
un attimo la passa, ma è proprio la mossa che Balsamo aspetta: le
si mette a ruota, la lascia sfogare, poi negli ultimi metri esce e la
supera. Sul traguardo del paese di Don Camillo alza le braccia al
cielo, i pugni chiusi. È il poker, la quarta vittoria in sei tappe.
Dietro, Coles-Lyster tiene il secondo posto, terza è Georgia Baker
della Liv-AlUla-Jayco. La maglia rosa resta sulle spalle di van der
Breggen, la classifica generale non cambia. Una tappa nata per
non avere storia ha avuto il suo giorno di sole, di vento e di nervi, e
alla fine ha parlato ancora italiano.
Ordine d’arrivo
1 Elisa Balsamo Lidl-Trek 3:54:02
2 Maggie Coles-Lyster Human Powered Health s.t.
3 Georgia Baker Liv-AlUla-Jayco s.t.
4 Célia Gery FDJ United-Suez s.t.
5 Chiara Consonni Canyon//SRAM zondacrypto s.t.
6 Gladys Verhulst-Wild AG Insurance-Soudal s.t.
7 Lara Gillespie UAE Team ADQ s.t.
8 Lily Williams Human Powered Health s.t.
9 Alessia Zambelli Top Girls Fassa Bortolo s.t.
10 Alexandra Volstad EF Education-Oatly s.t.
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