case strette attorno al campanile, il fiume che la cinge e la chiude.
Sopra, a dominare l’orizzonte, la mole scura del Nevegal e la
barriera dolomitica che taglia il cielo. È da qui che muove la
cronoscalata, dodici chilometri e settecento metri di dislivello, e la
montagna che incombe sulla conca è già una promessa di
selezione. Il cielo è basso, carico, l’aria di un pomeriggio che
minaccia pioggia. La strada prima scende dentro il centro storico,
scavalca il Piave sul Ponte della Vittoria, poi si impenna e non
lascia più respiro: gli ultimi sette chilometri e mezzo all’8,2 per cento
di media, con la parte più dura subito dopo l’unico rilevamento
intermedio, quello di Caleipo, dove la pendenza tocca punte del 14.
Le prime a scendere dalla rampa sono le ultime della classifica, le
velociste che lo strappo di Montenars aveva già respinto il giorno
prima, e le comprimarie che fanno da apripista al cronometro. Il
primo tempo di riferimento sul traguardo lo fissa la britannica Becky
Storrie, una passista del Picnic PostNL, e regge a lungo, mentre a
Caleipo sfilano le passiste forti sul tratto pedalabile, Marit
Raaijmakers, Ally Wollaston, Vittoria Guazzini, salvo poi pagare
dazio sulla rampa, dove la salita fa da livella e rimette tutte al loro
posto.
C’è spazio anche per le storie minori, quelle che danno sapore a
una prova contro il tempo. Valentina Venerucci, sammarinese
dell’Aromitalia Vaiano, scalatrice arrivata al ciclismo da poco dopo
una vita di corsa in montagna, si siede al comando provvisorio con
un tempo che resiste quasi un’ora. È il Titano che torna a farsi
vedere alla Corsa Rosa dopo un quarto di secolo, e per qualche
minuto la sua bandiera biancazzurra sta in testa a tutte. Poi la
francese Solène Muller, cronowoman della St Michel-Preference
Home-Auber93, abbatte il muro e porta il riferimento a un’altra
quota.
Sul percorso si gioca anche una partita di materiali, perché una
cronoscalata è un rebus a sé. C’è chi parte con la bici da
cronometro pura, scommettendo sull’aerodinamica dei primi
chilometri pedalabili, e chi sceglie la bici da strada, leggera, per non
soffrire sulla pendenza. Marlen Reusser, campionessa del mondo a
cronometro, rinuncia alla bici da crono e parte con quella da strada:
quando la più forte contro il tempo sceglie la leggerezza, è il segno
che qui comanda la salita.
E proprio Reusser, tornata alle corse dopo una frattura a una
vertebra, firma la prima grande prova della giornata.
A Caleipo
passa solo sesta, attardata sul pedalabile, ma nei sette chilometri di
ascesa ribalta tutto: rimonta, supera in strada chi era partita prima
di lei, e taglia il traguardo in 32’42”, un tempo che diventa di colpo il
metro vero della tappa. La svizzera in maglia iridata si siede al
comando e ci resta a lungo, mentre dietro arrivano le grandi e
nessuna riesce ad avvicinarla.
Una dopo l’altra, le favorite si infrangono contro quel tempo. Antonia
Niedermaier, tedesca della Canyon-SRAM zondacrypto, profilo
perfetto per la prova, chiude a 22″. Monica Trinca Colonel, la
migliore delle italiane, scalatrice della Liv AlUla Jayco, aveva
firmato il miglior tempo assoluto a Caleipo prima di cedere qualcosa
sulla rampa, e si ferma a 27″: prova di sostanza, da applausi. Demi
Vollering, la favorita numero uno, quella che ha dichiarato di
puntare al Giro, sceglie la bici da cronometro e la tiene fino in cima:
davanti all’intermedio, paga però nella seconda metà, sulla
pendenza dove il mezzo pesante diventa un fardello, e chiude a
1’10”. Per la regina annunciata, una prestazione che non basta a
dominare.
Perché c’è chi sale a un altro ritmo. Anna van der Breggen, quattro
volte vincitrice del Giro, in maglia azzurra di leader del Gran Premio
della Montagna, attacca il Nevegal come nessun’altra. A Caleipo è
l’unica a scendere sotto i nove minuti, 8’59”, ventiquattro secondi
alla migliore delle altre. E non è il guizzo di una passista destinato a
evaporare: van der Breggen è scalatrice purissima, e sulla rampa
non si rialza, resta raccolta nella posizione da cronometro anche
quando la strada si fa muro, le mani sui prolungamenti, il busto
basso, mentre le altre cedono l’assetto per respirare. Taglia il
traguardo in 31’38”. A tutte le rivali rifila oltre un minuto. È un
dominio, asciutto e totale.
Il responso lo confermano i numeri. Reusser seconda a 1’04”,
Vollering terza a 1’10”, Niedermaier quarta, Trinca Colonel quinta. E
in cima alla classifica generale cambia tutto. Per tre giorni la Maglia
Rosa era stata di Elisa Balsamo, la velocista della Lidl-Trek capace
di vincere le prime tre tappe, ma la prima vera montagna chiede un
conto che una sprinter non può pagare. Mentre van der Breggen
festeggia, comincia a piovere, e la pioggia si fa più fitta sulle ultime
a partire. Balsamo affronta la salita sotto l’acqua, ultima, sola,
incitata dalla gente lungo i tornanti, e chiude la sua cronoscalata
staccata di oltre nove minuti. La maglia delle tre volate si scioglie
sulla prima rampa, ma resta sulle sue spalle la Maglia Rossa di
leader della classifica a punti, dominata con autorità.
Va in rosa van der Breggen, con 1’04” su Reusser e 1’10” su
Vollering. L’olandese guida anche la classifica scalatrici, e poiché
non si possono indossare due maglie, l’azzurra del Gran Premio
della Montagna la vestirà Reusser, prima inseguitrice. La maglia
bianca di miglior giovane è della francese Célia Gery.
Per Elisa Longo Borghini, la due volte vincitrice uscente che corre
in casa e insegue la tripletta, è una giornata in salita. La capitana
azzurra, con una bici leggera da cronoscalata, riprende e supera
nettamente chi era scesa prima di lei dalla rampa, ma contro il
tempo paga: ottava a 1’51”, ottava anche in classifica generale.
Restano le montagne, da domani in avanti, per disegnare un’altra
storia.
Classifica generale dopo la quarta tappa
Pos. Atleta Squadra Distacco
1 Anna van der Breggen SD Worx-Protime 11h31’32″
2 Marlen Reusser Movistar Team a 1’04″
3 Demi Vollering FDJ United-SUEZ a 1’10″
4 Antonia Niedermaier Canyon-SRAM zondacrypto a 1’26″
5 Monica Trinca Colonel Liv AlUla Jayco a 1’31″
6 Lauren Dickson FDJ United-SUEZ a 1’38″
7 Femke de Vries Team Visma | Lease a Bike a 1’39″
8 Elisa Longo Borghini UAE Team ADQ a 1’51″
9 Urška Žigart AG Insurance-Soudal a 1’54″
10 Isabella Holmgren Lidl-Trek a 1’55″
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