BRUXELLES – Garantire la sostenibilità dei conti pubblici, colmare il gap di innovazione, rafforzare la sicurezza energetica e potenziare istruzione ed equità sociale. Sono queste le quattro macro-raccomandazioni presentate oggi dalla Commissione europea nel Pacchetto di primavera del Semestre europeo 2026. In un contesto di profonda incertezza geopolitica, l’esecutivo Ue chiede agli Stati membri un’azione urgente per difendere la competitività e la sovranità economica del continente.
“L’economia europea dimostra resilienza, ma serve un’azione immediata per migliorare la nostra competitività globale“, ha dichiarato il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, annunciando anche una nuova misura di flessibilità legata alle tensioni in Medio Oriente. All’interno del tetto dell’1,5% del Pil già previsto per la difesa, gli Stati potranno richiedere un sottotetto annuale dello 0,3% del Pil (fino a un massimo cumulativo dello 0,6% nel periodo 2026-2028) da destinare a misure temporanee e mirate di sostegno contro il caro-energia.
Sul fronte del rispetto delle regole fiscali, Bruxelles ha promosso Malta, chiedendo la chiusura della procedura per deficit eccessivo, e ha archiviato i casi di Germania, Estonia, Lettonia e Slovenia. Al contrario, la Commissione proporrà l’apertura di una procedura per disavanzo eccessivo per la Bulgaria e ha lanciato un avvertimento all’Ungheria, considerata a rischio di grave non conformità sulla spesa netta.
Infine, la Commissione ha aggiornato la mappa degli squilibri macroeconomici, confermando la sorveglianza speciale per l’Italia: “Grecia, Paesi Bassi e Svezia escono ufficialmente dalla procedura. Italia, Ungheria e Slovacchia continuano invece a registrare squilibri macroeconomici, mentre la Romania resta in una situazione di squilibrio eccessivo”.
MELONI: UE ACCOGLIE NOSTRA RICHIESTA, ITALIA INDICA ANCORA STRADA
“La Commissione europea ha accolto la richiesta italiana di avere maggiore flessibilità di bilancio per affrontare la crisi energetica e questo ci consentirà di spendere 14 miliardi di euro nei prossimi tre anni per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia che colpisce chiaramente le famiglie vulnerabili, le imprese energivore, che colpisce gli italiani”, dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni in un video pubblicato sui social intitolato ‘L’Italia, ancora una volta, indica la strada’.
Nel corso degli scorsi giorni “avevo scritto personalmente alla presidente von der Leyen per affrontare la questione, ribadire come in questa fase fosse prioritario consentire maggiore deficit non solo per le spese in sicurezza e difesa ma anche per gli interventi sul caro energia. È quindi un risultato estremamente importante, un risultato che in molti consideravano impossibile, ma che abbiamo costruito con determinazione e con pazienza e che conferma la capacità dell’Italia di far valere i propri interessi e di proporre soluzioni efficaci e di buonsenso all’intera Europa“.
PICHETTO: BENE UE SU INVESTIMENTI ENERGIA, RECEPISCE RICHIESTE ITALIA
“Accogliamo con favore la decisione della Commissione europea di estendere agli investimenti energetici la clausola di salvaguardia nazionale. Si tratta di una misura concreta che offre agli Stati membri maggiori margini di intervento per sostenere famiglie e imprese, accelerare la transizione energetica e rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti”. Lo dichiara il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto.
“Le risorse previste potranno contribuire allo sviluppo delle reti energetiche, dell’efficienza energetica, dei sistemi di accumulo e della produzione di energia pulita, riducendo la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. È un segnale importante, che recepisce anche le sollecitazioni avanzate dal Governo italiano, e conferma come competitività industriale, sicurezza energetica e sostenibilità ambientale siano obiettivi strettamente connessi e strategici per il futuro dell’Europa”, aggiunge Pichetto.
PD: FLESSIBILITÀ PASSO AVANTI, ORA GOVERNO RECUPERI TEMPO PERSO
“L’apertura della Commissione UE sulla flessibilità per gli investimenti energetici è un passo avanti positivo, anche se resta necessaria e preferibile un’iniziativa comunitaria fondata su investimenti comuni finanziati con debito UE. La dipendenza dai combustibili fossili è infatti un problema europeo e non soltanto italiano, per quanto in Italia raggiunga i livelli più insostenibili e allarmanti in assoluto. Di fronte alla crisi energetica più grave degli ultimi anni, la UE ha autorizzato gli Stati membri a ricorrere a maggiore debito nazionale per finanziare gli investimenti”. Così in una nota Antonio Misiani, responsabile Economia e Annalisa Corrado responsabile Ambiente, nella segreteria nazionale del PD.
“È un’opzione senz’altro utile, ma resta pur sempre debito pubblico aggiuntivo, con la conseguenza di favorire i Paesi che dispongono già di maggiori margini e il rischio di acuire i divari tra gli Stati: l’esatto contrario di quanto avviene con gli investimenti comuni, per i quali chiediamo al governo di battersi- proseguono-. Inoltre, questa flessibilità potrà essere impiegata per realizzare investimenti, non per ridurre le accise: consente cioè di fare ciò che il governo italiano non ha fatto in questi quattro anni, con la sua inspiegabile guerra alle rinnovabili”.
“Come PD- concludono- ci auguriamo che l’Italia utilizzi questi spazi di flessibilità nella direzione che indichiamo da tempo: recuperare gli enormi ritardi accumulati in questi anni dal governo Meloni sullo sviluppo delle rinnovabili, sull’efficienza energetica e sugli investimenti in reti e accumuli. Rimane aperto il nodo di come sostenere nell’immediato le famiglie e le imprese più vulnerabili, con misure quanto più possibile mirate e selettive. Il governo può finanziarle attraverso la tassazione degli extraprofitti delle società energetiche, dando così seguito concreto, a livello nazionale, alla proposta avanzata in sede europea dal suo stesso ministro dell’Economia insieme ai colleghi di Austria, Germania, Portogallo e Spagna”.
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