Per anni la cybersecurity è stata percepita come un problema delle grandi aziende, come se riguardasse solo banche, multinazionali e infrastrutture critiche. È una convinzione che oggi si rivela decisamente pericolosa. L’Italia concentra circa il 10% degli attacchi informatici registrati a livello mondiale (fonte: Clusit, 2026), una percentuale decisamente alta rispetto al peso reale del Paese sull’economia globale, e la curva continua a salire. A finire nel mirino sono soprattutto le piccole e medie imprese: il loro business dipende dall’effettiva continuità operativa, lavorano spesso con sistemi datati e dispongono raramente di un presidio strutturato. La sicurezza digitale, in questo scenario, smette di essere un optional e deve diventare un asset per tutti.
SimpleDefence, il monitoraggio gestito non riposa mai
È esattamente in questo spazio che si colloca la proposta SimpleDefence di SimpleCyb. E’ la soluzione di Managed Detection and Response (MDR) pensata per offrire anche alle realtà più piccole un livello di protezione finora riservato alle grandi organizzazioni. Il principio di fondo è semplice: non basta installare una tecnologia, serve qualcuno che la faccia funzionare. Per questo SimpleDefence unisce l’integrazione EDR/XDR — il rilevamento e la risposta estesa che parte dagli endpoint e si allarga all’intero ambiente — all’expertise di un team di cyber analyst qualificati, che lavorano fianco a fianco con una piattaforma AI-driven per rilevare, analizzare e intercettare tempestivamente le minacce.
La parola chiave, quando si parla di MDR, è proprio “managed”, la gestione. Una piccola o media impresa difficilmente dispone di un Security Operations Center interno o di personale dedicato alla sicurezza: SimpleDefence colma questo divario portando in dote non solo gli strumenti, ma anche le persone e i processi che li governano. È un modello in cui l’azienda cliente non deve diventare esperta di cybersecurity per essere protetta, un vantaggio concreto se si considera che le competenze specialistiche restano una risorsa scarsa e costosa sul mercato.
Il servizio poggia su tre pilastri. Il primo è l’individuazione proattiva: anziché attendere che un attacco si manifesti, la piattaforma riconosce i segnali deboli e neutralizza le minacce prima che evolvano in incidenti concreti. Il secondo è la risposta rapida: quando un tentativo di compromissione viene intercettato, gli elementi colpiti vengono isolati immediatamente, così da preservare la continuità operativa. Il terzo è il monitoraggio continuo, garantito da un ecosistema sinergico in cui tecnologie, processi automatizzati e competenze umane non si fermano mai.
SimpleDefence
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Tutto viene gestito da una console in cloud unificata e si declina in due piani a canone, così che ogni azienda possa scegliere la “profondità” di protezione più adatta. E SimpleDefence rappresenta la configurazione di base, già solida sul fronte di endpoint, comportamento degli utenti e rilevamento di rete.
SimpleDefence Extended
La proposta SimpleDefence Extended estende ulteriormente la copertura ben oltre il singolo dispositivo, abbracciando l’intera superficie digitale dell’organizzazione. Oltre a tutte le funzionalità già disponibili per SimpleDefence Al perimetro endpoint aggiunge la gestione dello ‘stato’ di sicurezza (ESPM), con il rilevamento delle configurazioni errate e delle applicazioni vulnerabili sulla base delle CVE note. Porta la protezione sui dispositivi mobili (MTD) — iOS, Android e Chrome OS — intercettando minacce di rete, app rischiose e tentativi di phishing (la copertura mobile per SimpleDefence è comunque disponibile come add-on). Introduce la sicurezza della posta elettronica, con l’integrazione di Office 365 e Gmail, il blocco di allegati malevoli e link sospetti e la gestione dei mittenti non autorizzati.

Aggiunge la gestione della postura di sicurezza (accessi non autorizzati, configurazioni, analisi log, attività sospette) negli ambienti SaaS e cloud (SSPM e CSPM) con la gestione centralizzata dei log con OpenXDR, che consente indagini forensi e correlazione degli alert su più fonti di dati. Rappresenta, per dare un’indicazione chiara, la più estesa ed efficace copertura con threat intelligence avanzata.
In entrambi i piani, la tecnologia è accompagnata da un servizio gestito che ne rappresenta il vero valore aggiunto: servizio gestito 24/7/365 in italiano, controllo continuo del corretto funzionamento della soluzione, supervisione di alert e log per prevenire gli incidenti, onboarding e assessment iniziale, report di threat intelligence e definizione delle procedure di isolamento delle macchine in caso di compromissione. A questa base si possono affiancare, come add-on, lo startup service di installazione e configurazione, la pianificazione delle attività di remediation e il servizio di Incident Response SimpleIR. La differenza tra i due piani, in definitiva, non sta nella qualità della difesa, ma nella sua ampiezza: si parte da dove serve e si cresce insieme al business.
SimpleDefence OT, la sicurezza entra in fabbrica
C’è poi un “terreno” dove le regole cambiano: gli impianti di produzione. Le reti OT (Operational Technology) sono nate per restare operative per vent’anni e più, e per questo non sempre sono già pronte per resistere agli attacchi evoluti di oggi; molti protocolli industriali — Modbus, Profinet, DNP3 — operano in chiaro, senza autenticazione nativa, e la convergenza tra IT e OT amplia la superficie esposta a ogni nuova integrazione. Qui un singolo comando malformato può fermare una linea.

SimpleDefence OT risponde a questa specificità partendo da ciò che troppo spesso manca: la visibilità. La soluzione effettua l’inventario automatico dei dispositivi connessi — vendor, firmware, indirizzamento, porte, VLAN e protocolli attivi, secondo lo standard IEC 62443 — viene quindi generata una fotografia sempre aggiornata della rete. Un motore IDS integrato individua poi anomalie e deviazioni operative aiutando a ridurre i falsi positivi, mentre la threat intelligence aggiorna costantemente il sistema con CVE e indicatori di compromissione. L’implementazione non intrusiva si basa su un approccio che combina principalmente analisi passive e integrazioni mirate, minimizzando l’impatto sull’operatività, senza fermi linea né impatti sull’operatività. Il percorso di protezione è quindi coerente con le esigenze reali: dall’asset discovery al monitoraggio continuo, e accompagna l’azienda anche verso la compliance alla direttiva Nis2.

Accanto alle soluzioni di rilevamento e risposta, la proposta si completa con due proposte mirati. SimpleFilter presidia la posta elettronica, da sempre il primo varco sfruttato dagli attaccanti: filtra e blocca spam, phishing e allegati malevoli prima che raggiungano la casella di posta, affiancando ai controlli antispam e antiphishing analisi comportamentali avanzate. SimpleCheck si concentra invece sui backup, l’ultima linea di difesa contro il ransomware: con verifiche periodiche e test di ripristino programmati garantisce che i dati restino integri e davvero recuperabili nel momento del bisogno.
Cybersecurity semplice, efficace, gestita e… Italiana
A tenere insieme questo ecosistema modulare è SimpleCyb, vendor italiano di cybersecurity gestita con sede a Parma, nato dall’incontro di professionisti con un solido background IT e una crescente specializzazione sulla sicurezza.

La mission è dichiarata: rendere la cybersecurity semplice e accessibile per le piccole e medie imprese che costituiscono la trama del tessuto economico italiano. La vision è quella di una prospettiva estesa: in uno scenario in cui termini come malware e ransomware sono ormai di uso comune, l’obiettivo è proteggere anche chi crede di non essere un bersaglio, perché la sicurezza digitale deve essere un asset per tutti, non solo per le grandi aziende.
Tre elementi distinguono l’approccio di SimpleCyb. Il primo è la natura del servizio MDR/XDR, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno e completamente in italiano: non un dettaglio, ma una scelta che azzera le barriere (anche linguistiche, ma non solo) nel momento più critico, quello della gestione di un incidente. Il secondo è l’origine stessa della proposta, costruita partendo dall’incident response — dall’esperienza concreta di chi affronta gli attacchi quando sono già in corso — e non da un catalogo di tecnologie da assemblare. Il terzo riguarda il metodo di monitoraggio: SimpleCyb tiene sotto osservazione tutti gli alert, compresi quelli di gravità bassa e media, e non soltanto quelli classificati come alti. È proprio nei segnali apparentemente minori, infatti, che spesso si nascondono le fasi iniziali di un attacco.

A guidare questo percorso è una squadra giovane, con alla guida David Baldinotti, Ceo, e Alessandro Donelli, Cto. Anche la collocazione geografica racconta qualcosa: il territorio in cui l’azienda è cresciuta affianca grandi poli produttivi a un tessuto fitto di piccole realtà, l’osservatorio ideale per intercettare i bisogni di chi resta troppo spesso scoperto. Una peculiarità ulteriore riguarda il modello di erogazione delle potenzialità della proposta: SimpleCyb non si rivolge soltanto agli end user, ma costruisce la propria offerta anche con e per il canale Ict, mettendo i business partner nelle condizioni di proporre ai propri clienti una sicurezza più solida.
Il tutto in una logica al tempo stesso made in Italy e made in Europe che, quando in gioco ci sono dati sensibili e infrastrutture critiche, rappresenta di per sé una garanzia in più. Il metodo con cui SimpleCyb tiene insieme tutto questo è un equilibrio dichiarato tra automazione e personalizzazione: le tecnologie basate su AI fanno squadra con le competenze umane degli esperti, per garantire un servizio al tempo stesso affidabile, scalabile e adatto a ogni esigenza aziendale. Oltre a fornire tecnologia, SimpleCyb propone un presidio continuativo: un alleato che lavora silenziosamente sullo sfondo, perché l’impresa possa dedicarsi alle proprie sfide quotidiane con la serenità di sapersi protetta.
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a cura di SimpleCyb
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