Il ritmo del cambiamento sul palco del MAP Festival


Il ritmo del cambiamento è il filo conduttore, nonché tematica principale, che lega e fa dialogare le arti musicali, l’architettura e il design al MAP festival che si terrà nel capoluogo ionico dal 5 al 12 Giugno. 

Molti gli artisti che, attraverso la loro arte, creeranno una connessione con il pubblico calcando i palchi designati per l’occasione. In particolare, la città di Taranto avrà l’opportunità di aprire le proprie porte a due musiciste jazz con radici profondamente affondate nella musica classica: Daniela Spalletta, artefice della composizione e della voce donata ai testi, e Stefania Tallini, compositrice e pianista, che attraverso le sue dita crea le note sulle quali far viaggiare gli spettatori. Un duo al femminile che, tramite la propria esperienza, anima e cultura in ambito musicale, ha creato un misto di musica, interpretazione e libertà, sperimentando e ricercando il particolare anche nelle semplici cose. 

“Il MAP Festival è una bellissima cornice, perché anche questo nostro progetto non era intenzionale, ma è basato sulla contaminazione, cioè un mix di tante influenze musicali, musica classica, jazz, folk, delle tradizioni popolari. Quindi è veramente molto bello per noi avere la possibilità di esibirci in un contesto così bello come quello del MAP Festival” 

Una bellissima cornice: queste le parole utilizzate da Daniela Spalletta per descrivere e contestualizzare questo mix variegato di arte del quale saranno protagoniste il 6 giugno alle ore 9:30 presso il palco del Roof Garden di Palazzo Troilo. Questa giornata verrà aperta con l’esibizione del loro ultimo progetto musicale “Con Fuoco”

“Questo progetto che presentiamo è un progetto che può incontrare il gusto di ascoltatori anche abbastanza diversi fra loro, perché certamente c’è una ricerca più intellettuale, dato che questo dialogo tra musica colta e jazz è sicuramente molto interessante da questo punto di vista. Però c’è anche molta melodia e molta espressività. Abbiamo scelto dei temi particolarmente espressivi per cui anche un ascoltatore più emotivo può sicuramente apprezzare il nostro lavoro. Quindi è un lavoro che penso possa trovare l’interesse di molti ascoltatori.” 

Ed è proprio attraverso “Con Fuoco” che queste due artiste si metteranno a nudo agli occhi del pubblico tarantino, creando una connessione profonda con tutti coloro che saranno emotivamente coinvolti in questo viaggio. Un percorso che sarà scandito e guidato canzone dopo canzone, senza però possedere alcun itinerario prefissato: solo musica e interpretazione. 

“L’obiettivo della musica deve essere sempre quello di creare una connessione profonda con chi ascolta. L’artista non deve trincerarsi dietro la speculazione veramente intellettuale, ma dovrebbe cercare di entrare in connessione con chi lo ascolta.” 

Il ritmo del cambiamento verrà quindi rappresentato con modalità e arti diverse tra loro, spesso combinandole e creando così qualcosa di nuovo e vero. Attraverso l’unione di queste due artiste si potrà gettare un occhio a tematiche quotidiane che interessano la società odierna, notando tra le parole e le note utilizzate il riflesso del cambiamento costante di cui essa è protagonista: 

“Il progetto ‘Con Fuoco’, parlando di come interpreta il cambiamento della società, credo che l’espressione artistica di chi fa musica sia sempre profondamente connessa con il contesto culturale e sociale. Noi siamo delle musiciste, ma siamo delle persone, delle cittadine che vivono nella realtà e nel mondo e quindi tutto quello che scriviamo, le nostre composizioni, sono un riflesso diretto di quello che accade nel mondo.” 

Musica classica, jazz e musiche delle tradizioni popolari nella loro unione saranno il veicolo attraverso il quale rappresentare questi mutamenti continui e perpetui: generi molto diversi fra loro, ma che con il giusto spirito e professionalità arrivano a toccare le corde giuste dell’anima degli spettatori. 

“La nostra scommessa è stata proprio quella di cercare di rendere assolutamente impercettibile e fluido il passaggio costante tra queste estetiche musicali. Siamo due musiciste da un punto di vista di percorsi e di interessi anche abbastanza simili, perché siamo due musiciste jazz che però provengono da studi di musica classica e che hanno una forte passione per le musiche delle tradizioni popolari. Questo dialogo alla fine è diventato molto fluido, per cui credo che possiamo perfettamente considerarci integrate in questo tipo di prospettiva. (…) L’incontro è stato partorito proprio dalle nostre affinità.” 

Ciò che questo duo porterà sul palco del Roof Garden non è solo frutto dell’esperienza maturata in ambito musicale, ma trae forza anche dalle loro stesse origini, rendendo così ogni composizione unica e con un marchio ben riconoscibile: “Sono siciliana, vivo in Sicilia e la sicilianità è una caratteristica predominante della mia identità. Non soltanto come essere umano ma proprio di conseguenza come musicista, quindi in tutto quello che scrivo, nel mio modo di cantare, nel disco ci sono un paio di brani con testi in siciliano. La Sicilia mi fa pensare chiaramente al Mediterraneo e quindi da sempre sono stata molto orientata verso la ricerca delle musiche del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente. Quindi tutto questo aspetto qui è assolutamente presente e predominante.” 

“Con Fuoco” è quindi figlio non solo della commistione di generi differenti tra loro, ma è anche l’unione delle esperienze e della quotidianità che arricchisce Daniela e Stefania come persone e musiciste, e questo arricchimento è donato al pubblico sotto forma di arte. Arte che, seppur trasposta come fosse una cosa semplicissima, è però frutto di ricerca, studio e impegno che solo chi assiste alla performance può comprendere davvero nel profondo. Ma, in fondo, il lavoro di un artista è anche questo: rendere semplice agli occhi di chi guarda ciò che semplice non è, andando però a sottolinearne il bello, creando una realtà quasi eterea e fuori da ciò che è vero e reale, pur conservandone i principi e le emozioni: “Il brano a cui sono più legata in assoluto, è ‘Rosa’, perché è molto intimo, dedicato a mia mamma e quindi è un pezzo veramente di anima.” 

Con l’esibizione al MAP Festival Daniela e Stefania mostreranno la loro arte e la loro anima, portando in scena brani anche molto personali. Il viaggio che affronteranno gli spettatori sarà da loro guidato ma donato in completa libertà: un mix di emozioni e improvvisazione che, senza alcuna struttura preimpostata, accompagna chi ascolta nella dimensione da loro creata. 

“A chi parteciperà consiglio di rilassarsi, di chiudere gli occhi, di avere una disposizione d’animo aperta all’ascolto e senza aspettative precise. Perché il concerto è proprio incentrato su questa continua oscillazione tra un mondo e un altro, per cui non c’è una direzione tracciata, dei binari tracciati in maniera chiarissima, ma si passa da una cosa all’altra molto frequentemente. Il pubblico deve essere preparato ad accogliere con apertura questi continui cambiamenti di stili.” 

Il consiglio da loro affidatoci durante questa intervista è quindi quello di guardare oltre il materiale, usando i sensi in modo differente. Non c’è dubbio che questa esibizione non sarà solo musica, ma sarà una vera e propria esperienza in cui l’anima è protagonista. 


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