Abbiamo raggiunto la Dottoressa Cinzia Casadio Prati e l’Ortodontista Dottoressa Ilaria Fiegna per parlare di logopedia, ortodonzia ed equilibrio del bambino.
«La lingua ha un ruolo fondamentale nello sviluppo del bambino perché è un organo coformatore, cioè guida la crescita delle basi scheletriche che accoglieranno i denti – ci dice la Dottoressa Casadio Prati – . Se la lingua si posiziona correttamente sul palato ne controlla l’espansione trasversale e crea lo spazio per permettere ai denti di posizionarsi correttamente quando erompono. La deglutizione scorretta influisce negativamente sulla crescita della bocca e del viso: ad esempio se la lingua si appoggia ai denti dell’arcata inferiore, la mandibola viene spinta avanti e si crea una mal occlusione di 3 classe con mandibola lunga e presenza di spazi tra gli incisivi inferiori. La lingua esercita una spinta notevole! La prima valutazione ortodontica andrebbe fatta intorno ai 4/5 anni. Campanelli d’allarme: respirazione orale, russa mento notturno, difficoltà nella pronuncia di alcune lettere possono essere i segnali di una alterata funzione della bocca perché la lingua influisce sulla respirazione e sulla fonazione. Se il bambino respira a bocca aperta la lingua non riesce ad espandere il palato che crescerà stretto e in avanti creando una 2 classe occlusale con tipico aspetto a “coniglietto” perché gli incisivi superiori sporgono dalle labbra. Possono esserci correlazioni tra malocclusioni dentali, postura ed equilibrio corporeo perché la lingua è un recettore posturale e, se non si appoggia sul palato, non stimola i recettori posturali e si creano alterazioni funzionali lungo le catene muscolari con ripercussioni sulla postura scheletrica. L’Ortodontista cura lo scheletro, la struttura della bocca, mentre la Logopedia corregge le funzioni del cavo orale migliorando deglutizione, masticazione e respirazione che sono fondamentali per la vita del pz. Le abitudini viziate come il succhiamento del pollice o l’uso prolungato del ciuccio alterano la crescita del palato che non si espande trasversalmente ma cresce in avanti creando una protrusione del mascellare antiestetica e pericolosa perché gli incisivi superiori possono sporgere al di fuori delle labbra e andare incontro a traumi. Inoltre si può creare uno spazio tra i denti con difficoltà nella masticazione ed una 2 classe occlusale. Un trattamento precoce e tempestivo è fondamentale perché prima si correggono le disfunzioni prima si inverte la crescita disarmonica e c’è la possibilità che la mal occlusione si corregga senza l’uso di apparecchi ortodontici. La terapia Miofunzionale corregge le funzioni della bocca e, contemporaneamente, permette alle basi scheletriche di crescere in armonia, così i denti possono erompere in bocca posizionandosi in modo allineato e rapportandosi correttamente. Come prevenire? Mantenere pulite le vie aeree sup., cioè il naso, in modo che il bambino respiri correttamente, controllare che la masticazione venga effettuata da entrambi i lati della bocca perché anche la masticazione da un lato solo crea problemi di sovraccarico e ipersviluppo della parte usata maggiormente, infine monitorare la fonazione del piccolo pz perché se pronuncia male delle lettere può essere il segnale che la lingua si muove disordinatamente.
«La lingua è un organo straordinario che accompagna il bambino fin dai primi istanti di vita nelle funzioni fondamentali di suzione, deglutizione, respirazione e linguaggio – Ha aggiunto la Dottoressa Fiegna- . Oltre a questo, rappresenta una vera e propria guida per lo sviluppo delle ossa del volto e della bocca. Quando la lingua si posiziona correttamente contro il palato, esercita una leggera ma costante pressione che favorisce una crescita armonica del mascellare superiore e delle strutture circostanti. Al contrario, una postura linguale alterata può influenzare negativamente lo sviluppo delle arcate dentali e dell’intero complesso cranio-facciale. Per questo motivo oggi la lingua è considerata uno degli elementi chiave nello sviluppo del bambino: il suo corretto funzionamento contribuisce non solo alla salute orale, ma anche alla respirazione, alla masticazione e all’equilibrio generale del viso. Le arcate dentali non crescono esclusivamente in base alla genetica: anche le forze muscolari che agiscono quotidianamente sulla bocca svolgono un ruolo importante. Tra queste, la lingua occupa una posizione di primo piano. In condizioni fisiologiche, la lingua riposa appoggiata al palato e contribuisce a sostenere una crescita armonica del mascellare superiore. Questo equilibrio tra lingua, labbra e guance favorisce il corretto sviluppo delle strutture cranio-facciali. Quando invece la lingua assume una posizione bassa o esercita spinte anomale durante la deglutizione, possono comparire alterazioni della crescita, come il restringimento del palato o alcune forme di malocclusione. Per questo motivo la valutazione della postura e della funzione linguale rappresenta un aspetto fondamentale nella prevenzione e nell’intercettazione precoce dei problemi di sviluppo del bambino. La deglutizione è un gesto che compiamo migliaia di volte al giorno. Proprio per la sua frequenza, il modo in cui avviene può influenzare nel tempo lo sviluppo delle strutture della bocca e del viso. Quando la lingua, durante la deglutizione, si appoggia correttamente al palato, contribuisce a mantenere l’equilibrio tra le diverse forze muscolari che guidano la crescita cranio-facciale. Se invece tende a spingere contro o tra i denti, questo equilibrio può alterarsi e favorire la comparsa o il mantenimento di alcune malocclusioni, come il morso aperto. Per questo motivo è importante non limitarsi a osservare la posizione dei denti, ma valutare anche le funzioni orali del bambino. Individuare e correggere precocemente una deglutizione disfunzionale significa accompagnare la crescita in modo più armonico e stabile nel tempo. Molti genitori pensano che la prima visita ortodontica debba essere effettuata soltanto quando sono presenti tutti i denti permanenti. In realtà, oggi sappiamo che alcune problematiche possono essere intercettate molto prima. La prima valutazione ortodontica è consigliata intorno ai 5-6 anni di età, oppure anche prima se i genitori o il pediatra notano segnali come respirazione orale, difficoltà nella masticazione, alterazioni della deglutizione o abitudini viziate persistenti. Anche la valutazione logopedica può essere utile già nei primi anni di vita quando emergono difficoltà. L’obiettivo non è necessariamente iniziare subito una terapia, ma monitorare la crescita del bambino e individuare precocemente eventuali alterazioni, scegliendo il momento più opportuno per intervenire quando necessario. Esistono alcuni segnali che meritano attenzione perché possono indicare un’alterazione delle funzioni orali o dello sviluppo cranio-facciale. Tra i più frequenti troviamo la respirazione abituale con la bocca aperta, il russamento, la persistenza del succhiotto o del succhiamento del pollice oltre l’età consigliata, una deglutizione non corretta, difficoltà nella masticazione o nella pronuncia di alcuni suoni. Anche la presenza di denti che non chiudono correttamente, di un morso inverso o di un palato particolarmente stretto può rappresentare un segnale da approfondire. Nella maggior parte dei casi non si tratta di situazioni urgenti, ma di aspetti che meritano una valutazione specialistica. Intercettarli precocemente permette spesso di guidare la crescita in modo più efficace e meno invasivo. Respirare con la bocca anziché con il naso può avere conseguenze sullo sviluppo del bambino, soprattutto quando la respirazione orale diventa un’abitudine stabile e non un comportamento occasionale legato, ad esempio, a un raffreddore. La respirazione nasale rappresenta la modalità fisiologica perché consente all’aria di essere filtrata, umidificata e riscaldata prima di raggiungere le vie respiratorie. Inoltre favorisce il corretto equilibrio delle strutture muscolari del viso e della bocca durante la crescita. Un bambino che respira prevalentemente con la bocca può sviluppare nel tempo alterazioni della postura linguale e dell’equilibrio muscolare oro-facciale, con possibili ripercussioni sullo sviluppo delle arcate dentali e del palato. Per questo motivo, quando si osservano segnali come bocca frequentemente aperta, russamento, sonno agitato o difficoltà respiratorie, è importante approfondire la situazione attraverso una valutazione multidisciplinare, coinvolgendo le figure specialistiche più appropriate. La correlazione tra malocclusioni dentali, postura ed equilibrio corporeo è un argomento molto studiato e ancora oggi oggetto di ricerca. Il nostro organismo funziona come un sistema integrato, nel quale bocca, muscoli, articolazioni e postura sono in costante relazione tra loro. Alcuni studi hanno evidenziato possibili associazioni tra determinate malocclusioni e specifici adattamenti posturali. Tuttavia, ad oggi, non è possibile affermare che esista un rapporto di causa-effetto diretto e universale tra problemi dentali e alterazioni della postura. Per questo motivo è importante adottare una visione globale del bambino. Quando necessario, ortodontista, logopedista, pediatra, otorinolaringoiatra e altri professionisti possono collaborare per valutare il quadro nel suo insieme, evitando semplificazioni e individuando il percorso più adatto per ogni singolo paziente. L’obiettivo non è cercare una causa unica, ma comprendere come le diverse funzioni dell’organismo interagiscano durante la crescita. Ortodontista e logopedista osservano il bambino da prospettive diverse ma complementari. L’ortodontista si occupa della crescita delle ossa mascellari, dello sviluppo delle arcate dentali e dell’occlusione, mentre il logopedista valuta e tratta le funzioni orali, come respirazione, deglutizione, masticazione e postura della lingua. Molte problematiche della crescita coinvolgono contemporaneamente forma e funzione. Per questo motivo una collaborazione stretta tra le due figure professionali permette di individuare non solo le conseguenze visibili, ma anche le eventuali cause funzionali che possono aver contribuito al loro sviluppo. Quando necessario, il percorso terapeutico viene condiviso e coordinato, con l’obiettivo di favorire una crescita più armonica e risultati più stabili nel tempo. La vera forza dell’approccio multidisciplinare è proprio questa: mettere il bambino al centro, osservandolo nella sua globalità e costruendo un percorso personalizzato sulle sue specifiche esigenze. Succhiotto, biberon e suzione del pollice sono abitudini fisiologiche nei primi anni di vita e non devono essere vissute con preoccupazione. Tuttavia, quando persistono oltre il periodo consigliato o diventano particolarmente intense e frequenti, possono influenzare lo sviluppo della bocca e delle strutture circostanti. In alcuni casi possono favorire alterazioni della crescita delle arcate dentali e della posizione dei denti, oltre a interferire con il corretto equilibrio muscolare orale. Per questo motivo è importante accompagnare gradualmente il bambino verso l’abbandono di queste abitudini nei tempi più appropriati, senza forzature ma con il supporto di genitori e professionisti. Ogni bambino ha i propri tempi, ma una valutazione precoce consente di individuare eventuali effetti sullo sviluppo e di intervenire quando necessario, spesso con soluzioni semplici e poco invasive. In molti casi un intervento precoce può evitare trattamenti più complessi durante l’adolescenza, anche se non esiste una regola valida per tutti. Alcune problematiche, se intercettate durante la crescita, possono essere trattate in una fase in cui le ossa mascellari sono ancora in sviluppo e quindi più facilmente guidabili. L’obiettivo dell’ortodonzia intercettiva non è necessariamente evitare un futuro trattamento, ma creare le migliori condizioni possibili per una crescita armonica del bambino. In alcuni casi questo può ridurre la complessità delle terapie successive, accorciarne la durata o limitarne l’invasività. Intervenire precocemente significa soprattutto sfruttare il potenziale di crescita del bambino, correggendo eventuali alterazioni funzionali o scheletriche prima che si consolidino nel tempo. Per questo motivo la prevenzione e i controlli periodici rappresentano strumenti preziosi: permettono di individuare il momento più opportuno per agire, evitando sia interventi troppo tardivi sia trattamenti non necessari. La terapia miofunzionale ha l’obiettivo di favorire il corretto sviluppo e coordinamento delle funzioni orali, come respirazione, deglutizione, masticazione e postura della lingua. Attraverso esercizi specifici e personalizzati, il bambino impara gradualmente ad acquisire schemi funzionali più corretti, migliorando l’equilibrio dei muscoli della bocca e del viso. Quando indicata, la terapia miofunzionale può rappresentare un importante supporto al trattamento ortodontico, contribuendo non solo al raggiungimento dei risultati, ma anche alla loro stabilità nel tempo. Correggere una malocclusione senza affrontare eventuali disfunzioni associate, infatti, può rendere più difficile il mantenimento dei benefici ottenuti. Per questo motivo la terapia miofunzionale viene sempre più spesso inserita all’interno di percorsi multidisciplinari, nei quali ortodontista e logopedista collaborano per accompagnare il bambino verso uno sviluppo più armonico e funzionale. Il messaggio che mi sento di dare ai genitori sull’importanza della prevenzione in ambito logopedico e ortodontico è semplice: non aspettate che compaia un problema evidente per effettuare un controllo. La crescita del bambino è un percorso dinamico e molte alterazioni, se individuate precocemente, possono essere monitorate o trattate in modo più semplice ed efficace. La prevenzione non significa intervenire sempre, ma osservare, accompagnare e guidare lo sviluppo nel momento giusto. Respirazione, deglutizione, postura della lingua e sviluppo delle arcate dentali sono aspetti strettamente collegati che meritano attenzione fin dai primi anni di vita. Investire nella prevenzione significa prendersi cura non solo del sorriso del bambino, ma del suo benessere generale e della sua crescita armonica. Un controllo oggi può fare una grande differenza per il domani».
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