Federal Reserve all’esordio di Warsh: tassi invariati come «scenario base»
Petrolio è ai minimi da due mesi: l’oro nero ha trovato altre strade?
Sale la febbre per le IPOs dei nuovi giganti dell’AI e della «space economy».
La tregua, almeno temporanea, tra Iran e Israele ha dato sollievo ai mercati energetici, riducendo la pressione che nelle ultime settimane aveva sostenuto il petrolio. Il WTI è sceso sotto i 90 dollari al barile, mentre il Brent si è riportato sui minimi delle ultime tre settimane, lontano dal picco di marzo. Il premio per il rischio geopolitico si è quindi ridimensionato, ma non è scomparso.
Il miglioramento del quadro energetico non è però bastato a sostenere i listini europei. Nella seduta del 9 giugno, il Dax ha ceduto -0,95%, il Ftse 100 -1,36% e il Cac40 ha chiuso quasi invariato. A Milano, il Ftse Mib ha toccato nuovi massimi intraday fino a 51.200 punti, ma ha poi chiuso con un progresso marginale. Il mercato resta quindi in equilibrio fragile: non abbastanza forte da aggiornare i massimi, ma ancora abbastanza convinto da consolidarli.
Anche Wall Street ha mostrato cautela. Le speranze di una soluzione diplomatica in Medio Oriente continuano a scontrarsi con uno scenario ancora instabile. Il Dow Jones ha guadagnato +0,2%, lo S&P500 ha ceduto -0,3% e il Nasdaq -0,9%.
Tassi elevati e dollaro forte restano i veri driver. Oltre ai rischi geopolitici, a frenare il sentiment è la prospettiva di una politica monetaria restrittiva più a lungo del previsto. I dati robusti sul mercato del lavoro statunitense hanno rafforzato l’idea che la Federal Reserve possa mantenere i tassi elevati ancora per diversi mesi.
In questo contesto il dollaro Usa continua a beneficiare del suo ruolo di bene rifugio, attirando flussi a scapito di euro e yen, più vulnerabili a eventuali shock energetici. Al contrario, ogni segnale di distensione in Medio Oriente tende a favorire un recupero delle valute europee e asiatiche, grazie alla prospettiva di un petrolio meno caro e quindi di minori pressioni sulle economie importatrici.
Un altro vero focus dei mercati resta la Federal Reserve. Il rendimento del Treasury decennale si mantiene intorno al 4,55%, mentre gli investitori guardano con attenzione alla riunione del FOMC del 16-17 giugno, primo banco di prova per il nuovo presidente Kevin Warsh.
Va però ricordato che il presidente della Fed non decide da solo: il potere resta in capo al comitato dei 12 membri, formato da 7 governatori e 5 presidenti delle Fed regionali. Per questo Warsh non potrà imporre unilateralmente un cambio di rotta.
La principale preoccupazione è un taglio prematuro dei tassi, prima che l’inflazione sia tornata stabilmente al 2%. Uno scenario del genere potrebbe spingere al rialzo i rendimenti a lungo termine, riaccendere le aspettative inflazionistiche e sollevare dubbi sull’indipendenza della banca centrale. Sullo sfondo resta anche la variabile politica: un rafforzamento dei Democratici alle elezioni di medio termine potrebbe aumentare la pressione sulla nuova Fed.
Sul mercato dei metalli preziosi, oro e argento continuano invece a perdere terreno. L’oro quota circa 4.160 dollari/oncia, in calo di quasi -2%, mentre l’argento arretra di -4% a 63,6 dollari. Da inizio anno il bilancio è negativo: -4% per l’oro e -12% per l’argento.
A pesare sono soprattutto i forti deflussi dagli ETF. Nella prima seduta della settimana, gli ETF hanno ridotto le proprie riserve auree di 195 mila once, portando le vendite nette del 2026 a 932.065 once. Si tratta della maggiore riduzione giornaliera dal 22 aprile. Anche l’argento continua a registrare uscite, con deflussi per 1,03 milioni di once e vendite nette annuali pari a 74,7 milioni.
Il capitale cerca nuove storie: AI e space economy. Mentre i metalli preziosi perdono appeal, il capitale globale si sta spostando verso i grandi temi della intelligenza artificiale e della space economy.
OpenAI avrebbe presentato in via riservata la documentazione per la quotazione in Borsa. L’ultimo round di marzo aveva attribuito alla società una valutazione di Us$ 852 miliardi e, secondo le indiscrezioni, starebbe lavorando con Goldman Sachs e Morgan Stanley per una possibile IPO già in autunno. Ancora più ambiziose le voci su SpaceX, che potrebbe arrivare a una valutazione fino a 1.800 miliardi. Nel frattempo anche Anthropic ha raccolto nuovi capitali sulla base di una valutazione di 965 miliardi.
Il messaggio è evidente: il mercato continua a premiare le aree con maggiore optionalità di crescita, anche a costo di ridurre l’esposizione verso asset tradizionali come i metalli preziosi.
Sul fronte macroeconomico, il deficit commerciale statunitense di aprile è sceso a 55,9 miliardi di dollari, meglio delle attese, grazie a esportazioni record pari a 327,1 miliardi. Un segnale di resilienza per l’economia americana.
Stamattina, 10 giugno, debolezza evidente sui listini azionari asiatici: Nikkei ha perso -2,2%, penalizzato dal tonfo di SoftBank dopo lo stallo su un finanziamento legato a OpenAI. Cina, Taiwan e Corea del Sud hanno registrato ribassi diffusi, soprattutto per prese di profitto sui semiconduttori. In controtendenza solo il Sensex indiano, in lieve rialzo.
Infine, Bitcoin, scambiato intorno ai 61.200 dollari, continua a soffrire. Pesano i deflussi dagli ETF, l’aumento delle aspettative sui tassi e la concorrenza delle future IPO legate all’intelligenza artificiale. Anche nelle criptovalute, il mercato sembra oggi preferire le nuove grandi narrazioni di crescita rispetto agli asset più decorrelati.
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