3° Festival dell’”Umano Tutto Intero”, organizzato dal network Ditelo sui Tetti, a Roma nelle giornate del 16 e 17 giugno


A Roma il 16-17 giugno la terza edizione del Festival dell’Umano Tutto Intero: quale idea di uomo vogliamo custodire? Dialogo, cultura e antropologia a confronto.3° Festival dell’”Umano Tutto Intero”, organizzato dal network Ditelo sui Tetti, a Roma nelle giornate del 16 e 17 giugno

di Daniele Onori

Viviamo in un tempo paradossale. Mai come oggi l’essere umano ha posseduto strumenti tanto potenti per comunicare, conoscere, produrre e trasformare il mondo; eppure, mai come oggi sembra faticare a comprendere se stesso. La società contemporanea appare attraversata da una profonda tensione: mentre aumenta la capacità tecnica di intervenire sulla realtà, diminuisce la capacità di coglierne il significato. La specializzazione cresce, ma spesso si restringe lo sguardo d’insieme. Si moltiplicano le connessioni, ma non necessariamente le relazioni.

È in questo scenario che nasce e si sviluppa il Festival dell’Umano Tutto Intero, promosso dal network “Ditelo sui Tetti”, che giunge quest’anno alla sua terza edizione, in programma a Roma il 16 e 17 giugno. Un’iniziativa che rappresenta qualcosa di più di una semplice rassegna culturale: è il tentativo di riportare al centro del dibattito pubblico la domanda fondamentale sull’uomo.

La stessa espressione “umano tutto intero” contiene una provocazione. Essa suggerisce che oggi il rischio più diffuso non sia tanto la negazione dell’umano, quanto la sua riduzione. Riduzione dell’uomo a consumatore, a produttore, a individuo isolato, a dato biologico, a profilo digitale o a ingranaggio economico. In ciascuna di queste rappresentazioni esiste una parte di verità; il problema nasce quando la parte pretende di diventare il tutto.

La sociologia contemporanea ha descritto con grande efficacia i processi di frammentazione che attraversano le società occidentali: la crisi dei legami comunitari, l’indebolimento delle appartenenze, la crescente solitudine esistenziale, la difficoltà di trasmettere significati condivisi tra le generazioni. Parallelamente, la filosofia ha mostrato come l’uomo contemporaneo rischi di perdere il contatto con le domande ultime sul senso dell’esistenza, sostituendole con una ricerca incessante di prestazioni, risultati e riconoscimento sociale.

Il Festival si inserisce precisamente in questo punto critico. Non propone una riflessione settoriale, ma un percorso antropologico. La domanda che attraversa le sue edizioni non riguarda soltanto ciò che l’uomo fa, bensì ciò che l’uomo è. Per questo i temi affrontati spaziano dalla nascita all’educazione, dal lavoro alla famiglia, dalla fragilità alla tecnologia, dallo sport alle relazioni sociali, fino alle questioni politiche e culturali che attraversano il nostro tempo.

Particolarmente significativa è la scelta simbolica che accompagna il Festival: la figura dell’Icaro di Henri Matisse. Non l’eroe perfetto e trionfante, ma un uomo fragile, imperfetto, attraversato da un punto rosso che rappresenta il cuore. Un’immagine che suggerisce una verità spesso dimenticata: ciò che muove la storia non è soltanto la razionalità tecnica o il calcolo dell’interesse, ma il desiderio profondo di compimento che abita ogni persona.

Nella sua terza edizione, il Festival sceglie di confrontarsi con la figura di Francesco d’Assisi, seguendone idealmente i passi esistenziali: la giovinezza, il conflitto, la fragilità, la scoperta della figliolanza e della speranza. Non come esercizio celebrativo, ma come occasione per interrogare il presente. La domanda di fondo è sorprendentemente attuale: come può una realtà spesso segnata da crisi, ferite e contraddizioni diventare luogo di significato e non soltanto di sopravvivenza?

Da questo punto di vista, il Festival rappresenta un fenomeno interessante anche sul piano sociologico. In una stagione storica caratterizzata da polarizzazioni e conflitti culturali, esso tenta di costruire uno spazio di dialogo che non rinunci alle convinzioni ma nemmeno alla ricerca comune. La sua originalità consiste nel mettere in relazione esperienze associative, riflessioni accademiche, testimonianze civili, responsabilità politiche e percorsi educativi all’interno di una stessa cornice antropologica.

Ma il Festival non si limita alla discussione. La sua ambizione è più profonda: generare una cultura dell’umano capace di tradursi in orientamenti concreti per la vita pubblica. In un’epoca in cui la politica appare spesso schiacciata sull’emergenza e sul breve periodo, il Festival intende offrire uno spazio di elaborazione nel quale le grandi questioni antropologiche possano diventare criteri per l’azione. Dalla riflessione che emerge nei diversi incontri nasce infatti la volontà di formulare proposte, indicazioni e piste di lavoro rivolte ai decisori politici, agli amministratori, alle istituzioni educative, economiche e sociali. Perché ogni scelta pubblica, prima ancora che tecnica, implica sempre una determinata idea di uomo.

L’intuizione che sostiene l’intero progetto può essere espressa con una semplice domanda: è possibile pensare il futuro senza prima chiarire quale idea di uomo desideriamo custodire e promuovere? Ogni scelta sociale, economica, tecnologica e politica presuppone infatti una certa immagine dell’essere umano. L’antropologia non è una disciplina tra le altre; è il terreno sul quale tutte le altre prendono forma.

Per questo il Festival dell’Umano Tutto Intero non si limita a osservare i cambiamenti del nostro tempo. Cerca di comprenderne le radici e di individuare percorsi capaci di restituire unità all’esperienza umana. In un’epoca che tende a dividere, classificare e frammentare, esso propone una sfida controcorrente: tornare a guardare l’uomo nella sua integralità.

È proprio questa la sua intuizione più preziosa. Ricordare che l’essere umano non è la somma delle sue funzioni, dei suoi ruoli o delle sue prestazioni. È una storia, una relazione, una libertà, una fragilità e una speranza. È, appunto, un “umano tutto intero”.

Per approfondire il progetto e il programma del Festival è possibile consultare il sito di DitelosuiTetti https://www.suitetti.org/progetti/festival-umano-tutto-intero




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 admin

Source link

Di