RAVENNA – Da ferita ambientale a esempio di economia circolare. Nella zona industriale di Ravenna, a Ca’ Ponticelle, in un’area dismessa da anni di 26 ettari, sorge, grazie a un investimento di 100 milioni di euro, il Comparto ambientale Ravenna, un polo dedicato all’economia circolare e alla gestione dei rifiuti industriali che vede lavorare fianco a fianco Eni e Hera, con le controllate Eni Rewind e Herambiente.
Il nuovo hub, inaugurato questa mattina con un tour con la stampa, e la presenza del presidente della Regione Michele de Pascale e del sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni, contribuirà a ridurre la strutturale carenza di impianti per la gestione dei rifiuti speciali in Italia e a massimizzare il recupero di materia, riducendo il ricorso alle discariche. In particolare, la piattaforma di Hea, società paritetica tra Herambiente servizi industriali ed Eni Rewind, rappresenta un impianto polifunzionale dedicato al pretrattamento di rifiuti speciali, solidi e liquidi, provenienti da attività produttive e di bonifica. Con una capacità di trattamento fino a 60.000 tonnellate annue e una dotazione impiantistica articolata in più linee, consente stoccaggio, riconfezionamento, triturazione e miscelazione così da massimizzare il recupero di materia e ridurre il ricorso allo smaltimento. Inoltre, nel comparto trovano casa l’impianto di biorecupero di Eni Rewind con una capacità annua di 80.000 tonnellate per trattare i terreni contaminati da idrocarburi, e un impianto fotovoltaico da sei Megawatt con oltre 10.000 pannelli installati. Come precisa l’amministratore delegato di Hera Orazio Iacono, la multiutility ha investito 30 milioni di euro in questo progetto “strategico di economia circolare reale, pragmatica, applicata al tessuto industriale del nostro Paese”.
Grazie alla partnership con Eni, continua Iacono, “abbiamo realizzato un impianto che è in grado di gestire la trasformazione degli scarti industriali in nuova materia e in energia. Questo è il nostro modo di fare economia circolare ogni giorno, creando valore per l’azienda, per i nostri clienti e per l’intera comunità”. Oggi, prosegue, Hera è “il principale operatore in Italia nel trattamento degli scarti sia urbani che industriali” e l’auspicio è che il progetto venga replicato in altre realtà “perché l’Italia è scarsa di infrastrutture di questo tipo”. Dello stesso avviso il direttore Industrial trasformation di Eni, Giuseppe Ricci: l’investimento valorizza un’area dismessa da anni, un’area inquinata che andava bonificata e che dopo la bonifica si è trasformata in un’attività produttiva. Un’attività di trattamento dei rifiuti a cui è associato anche un grosso campo fotovoltaico per fornire energia necessaria all’attività industriale. E un’attività che permette di ricevere terreni inquinati che, con la nostra tecnologia delle biopile, vengono recuperati e purificati per essere poi successivamente riutilizzati”. Insomma, “un chiaro esempio di economia circolare, ma anche un chiaro esempio di una trasformazione industriale dove si riesce a coniugare le tre dimensioni della sostenibilità, ambientale, economica e sociale.
















Certo, ricorda il presidente de Pascale, è stato un percorso autorizzativo “molto complesso”. Si tratta dell’”unica area di fatto altamente inquinata del Comune di Ravenna”, che è stata “di fatto bloccata per tre decenni”. Nel 2016, prosegue, “siamo partiti con un impegno molto forte del Comune, chiedendo di mettere in campo una progettualità, ed è una grande soddisfazione vedere oggi, a distanza di 10 anni, che quell’area è diventata per una parte sede di produzione di energia rinnovabile, per una parte un hub importantissimo di economia circolare, in ambiti difficili come quelli dei rifiuti speciali industriali”. Per cui “dove c’era una ferita ambientale pericolosa, oggi c’è sicurezza”. Con anche, chiosa, “importanti compensazioni ambientali” per il Comune con la bonifica di una parte della pineta di Classe dove c’erano manufatti in amianto. È quindi un esempio, conclude, di come “con determinazione, con un’amministrazione pubblica efficiente, con soggetti primari, così forti e competenti come Hera ed Eni, si possano ottenere risultati importanti per il territorio”.
Soddisfatto anche il sindaco Barattoni: “C’è molto orgoglio perché c’è una riqualificazione di un’area problematica dal punto di vista ambientale della città, che oggi viene rigenerata e messa a servizio dell’economia, dell’industria e della chimica del nostro territorio”. Industria e ambiente, rimarca, sono “due bei sostantivi che possono e devono stare insieme”. Ravenna lo ha dimostrato nella sua storia e lo vuole dimostrare ancora oggi a fronte delle sfide che sta affrontando con lo sviluppo industriale e portuale della propria città. Avere un sito di gestione dei rifiuti è molto importante dal punto di vista dell’efficienza e anche per la possibilità di ottimizzare la logistica. Il pericolo dei rifiuti sta nella gestione- continua- e questo sito oggi rappresenta un’eccellenza nelle sue due parti, quella di Hera e quella di Eni rewind che possono qualificare ulteriormente l’offerta industriale e produttiva del nostro territorio”.
Inoltre, si rafforza il rapporto tra città e Cane a sei zampe, “un rapporto che viene dalla storia e che si sta sviluppando, a fronte anche dei nuovi cambiamenti e delle nuove necessità della produzione, e che si è sostanziato sia in un rapporto chimico che in un rapporto energetico. E oggi questo impianto di economia circolare lo rafforza”, evidenzia Barattoni. Per l’inaugurazione sono presenti anche l’amministratore delegato di Eni Rewind, Paolo Grossi, per il quale il Comparto ambientale Ravenna è “un esempio concreto di sviluppo sostenibile, e auspichiamo possa essere un modello replicabile in altre regioni per ridurre il deficit impiantistico e l’impatto ambientale nella gestione dei rifiuti“. E per Herambiente l’amministratore delegato Andrea Ramona. “Con la nuova piattaforma- evidenzia- si compie un ulteriore passo nel rafforzamento del posizionamento nella gestione dei rifiuti industriali, nell’ambito di un percorso di sviluppo di un sistema impiantistico unico in Italia, che contribuisce a colmare il divario infrastrutturale del Paese e a ridurre i flussi di rifiuti esportati all’estero”.
Il percorso di riqualificazione complessiva dell’area di Ca’ Ponticelle è stato avviato nel 2019 con gli interventi di bonifica eseguiti da Eni Rewind, mentre nel 2021 sono state realizzate le opere per la messa in sicurezza permanente dell’area, che un tempo era a servizio del petrolchimico. Nel 2023, a valle dell’adeguamento del Pug del Comune di Ravenna, sono stati avviati i cantieri per la realizzazione delle nuove infrastrutture ambientali che saranno in marcia da luglio.
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Cristiano Somaschini
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