La capacità dell’EURUSD di mantenersi in chiusura stabile sopra la soglia psicologica di 1.1500 – 1.1550 sarà ora il discriminante principale per capire se il pullback innescato dalla Federal Reserve il 17 giugno rappresenta un eccesso ribassista destinato a essere riassorbito con un recupero verso 1.1650 – 1.1700, o se il cambio è entrato invece in una fase di distribuzione tecnica dopo mesi di consolidamento sotto i massimi, lasciando spazio a una nuova gamba discendente verso 1.1450 e oltre.
Contesto attuale: dove si trova il prezzo (CFD Pepperstone EURUSD) Alla data del 18 giugno 2026, l’EUR/USD si muove in area 1.1463, in calo di circa 34 pip, pari a –0.34%, rispetto alla chiusura precedente di 1.1502. La seduta si è aperta a 1.1501, con un range intraday compreso tra 1.1392 e 1.1528.
Il 52 Week High resta a 1.2083, mentre il 52 Week Low è stato aggiornato a 1.1392, toccato proprio nella seduta odierna.
La dinamica delle ultime giornate racconta un cambio di passo netto: fino a mercoledì 17 giugno l’EUR/USD stava consolidando tra 1.1550 e 1.1650, ma la Federal Reserve, pur lasciando i tassi fermi nel range 3.50%–3.75%, ha sorpreso i mercati con proiezioni che segnalano un rialzo atteso più avanti nell’anno, rafforzando il dollaro su tutti i cross. Subito dopo il comunicato, l’euro ha perso circa 50 pip in pochi minuti, scendendo da 1.1600 a 1.1550, per poi continuare a indebolirsi nelle ore successive fino ai minimi odierni in area 1.1392. Nella mattinata del 18 giugno c’è stato un tentativo di recupero verso 1.1463–1.1511, ma senza riuscire a recuperare con convinzione le strutture rotte nella seduta precedente.
Il CFD Pepperstone su EUR/USD replica in modo molto fedele il cambio spot euro/dollaro, con quotazioni in tempo reale intorno a 1.1463 e spread contenuti, mantenendo un delta sostanzialmente neutro rispetto al sottostante, salvo le normali differenze dovute agli orari di contrattazione e al rollover.
Struttura di fondo: trend correttivo dopo i massimi di periodo, con il dollaro che riprende il controllo Su orizzonte plurimensile, l’EUR/USD ha costruito un recupero importante dai minimi del 2024–2025, superando in sequenza le resistenze di 1.0800, 1.1000, 1.1200 e poi 1.1500–1.1600, fino a formare una serie di massimi e minimi crescenti che ha portato il 52 Week High a 1.2083. Da quel picco è iniziata una correzione tecnica, evoluta poi in una lunga fase di consolidamento tra 1.1550 e 1.1800, con una price action compressa tra supporti e resistenze e priva di una direzione pulita.
Sul piano fondamentale, il quadro è tornato favorevole al dollaro: la Fed mantiene un’impostazione hawkish, con proiezioni di un rialzo successivo, mentre l’eurozona continua a scontare una maggiore sensibilità al rischio energetico e geopolitico legato al conflitto in Medio Oriente, un fattore che tende a pesare più sull’euro che sul dollaro. In questo contesto, l’area 1.1650–1.1700 viene ora vista come resistenza consolidata di medio periodo, mentre sotto 1.1500 l’attenzione si sposta sulla tenuta dei supporti strutturali, lasciando comunque spazio a rimbalzi tecnici che restano inquadrabili come movimenti di un trend ribassista correttivo finché le medie lente non cambiano inclinazione.
Nuova fascia operativa 1.1390 – 1.1650 sul CFD Pepperstone EURUSD
La vecchia fascia di equilibrio tra 1.1550 e 1.1650, che aveva caratterizzato la price action delle settimane precedenti alla riunione Fed, è stata abbandonata al ribasso nella seduta di ieri, e il nuovo “laboratorio” di contrattazione tra compratori e venditori sull’EURUSD (CFD Pepperstone) è ora centrato tra 1.1390 e 1.1650. È all’interno di questa fascia che il mercato deciderà nelle prossime sedute se il breakdown di ieri è stato un eccesso ribassista da riassorbire – aprendo spazio a un recupero verso 1.1550 – 1.1650 – o se rappresenta invece la conferma di una struttura ribassista di medio termine con obiettivo verso 1.1390 prima e 1.1300 – 1.1200 in uno scenario più esteso.
Principali livelli attuali (EURUSD CFD Pepperstone):
• Resistenza primaria 1.1550 – 1.1600: fascia che il cambio deve riconquistare e mantenere in chiusura daily per poter parlare di rimbalzo strutturale; in quest’area si concentra la prima offerta significativa post-breakdown, coincidente con i livelli di consolidamento delle settimane precedenti ora diventati resistenza. Una chiusura stabile sopra 1.1600 costituirebbe il primo segnale tecnico rilevante per l’apertura di una fase di recupero verso 1.1650 – 1.1700.
• Resistenza secondaria 1.1650 – 1.1700: livello cruciale di medio termine, area in cui si trova la media mobile a 50 giorni (MA50 in zona 1.1671) e che rappresenta il confine tra un semplice rimbalzo e una vera inversione della pressione ribassista; solo chiusure convincenti sopra 1.1700 riaprirebbero lo spazio verso 1.1780 – 1.1800.
• Resistenza assoluta / area premium 1.1780 – 1.2083: fascia che racchiude i massimi recenti e il 52 Week High; una risalita verso questa zona presupporrebbe un ribaltamento completo del contesto macro e tecnico attuale, scenario al momento non in agenda.
• Supporto primario 1.1450 – 1.1500: attuale area di test e livello psicologico tondo; la tenuta o meno di questa fascia in chiusura daily è il discriminante principale tra rimbalzo tecnico e continuazione ribassista. Finché le chiusure rimangono sotto 1.1500, il mercato mantiene un’impostazione “bearish continuation”.
• Supporto intermedio 1.1390 – 1.1392: minimo intraday odierno e primo supporto strutturale rilevante; un breakdown confermato sotto questa area con successive chiusure ribassiste aprirebbe spazio verso 1.1300 – 1.1200.
• Supporto strutturale 1.1200 – 1.1300: area di supporto di lungo periodo; solo una discesa stabile sotto 1.1200 comprometterebbe seriamente la struttura del recupero pluriennale e riaprirebbe scenari di correzione profonda verso 1.1000, fermo restando che il bull trend di lungo periodo resterebbe in discussione solo sotto le medie lente.
Struttura tecnica: trend, momentum e livelli chiave sul CFD Pepperstone EURUSD
La configurazione degli indicatori sull’EUR/USD resta nettamente ribassista su tutti i principali timeframe. Il riepilogo complessivo su TradingView in daily indica Sell, con 14 medie mobili su 14, dalla MA10 alla MA200, tutte in segnale Sell e nessuna in Buy. Il prezzo si mantiene sotto tutte le medie rilevanti, con la MA50 in area 1.1671 e la MA200 anch’essa intorno a 1.1670, una zona che più che da supporto dinamico continua a funzionare come area di offerta istituzionale ogni volta che il mercato prova a rimbalzare.
Il distacco tra il prezzo attuale, in area 1.1463, e le medie lente collocate molto più in alto descrive un mercato tecnicamente ipervenduto nel breve, ma ancora senza segnali di inversione strutturale. Anche gli oscillatori restano in territorio neutro, con RSI a 33.74, vicino alla soglia di ipervenduto tecnico sotto 30: una condizione che può accompagnare sia un rimbalzo correttivo sia una fase ribassista prolungata, in cui l’RSI rimane depresso. L’assenza di divergenze rialziste confermate impedisce però di leggere questa situazione come un vero segnale di inversione imminente.
I livelli pivot classici collocano S1 a 1.1560 e S2 a 1.1458, e il prezzo si trova già sotto entrambi, confermando una struttura di breve ancora compromessa. In questo scenario, sopra 1.1550–1.1600 il cambio potrebbe provare a recuperare verso 1.1650–1.1700, mentre sotto 1.1390 si aprirebbe una nuova fase ribassista in direzione 1.1300–1.1200. Solo un ritorno stabile sopra 1.1700, con le medie che tornano a inclinarsi al rialzo, metterebbe davvero in discussione la narrativa del bearish correttivo in atto.
Scenari sulla fascia 1.1390 – 1.1650 (EURUSD CFD Pepperstone)
Lo scenario di rimbalzo tecnico verso 1.1550–1.1650 si attiverebbe se, nelle prossime sedute, il mercato riuscisse ad assorbire la pressione venditrice post-Fed e le chiusure tornassero stabilmente sopra 1.1500 e poi sopra 1.1550. In questo caso l’EUR/USD CFD di Pepperstone potrebbe sviluppare un recupero verso 1.1600–1.1650, area in cui si concentrano le prime medie mobili rilevanti. Solo una riconquista chiara di 1.1600–1.1650 confermerebbe davvero questa lettura; in assenza di tale conferma, ogni rimbalzo andrebbe considerato più come un’occasione di vendita che come un’inversione strutturale.
Lo scenario base resta però quello di continuazione ribassista verso 1.1300–1.1200. Se il mercato non riuscisse a recuperare stabilmente 1.1500–1.1550 e i rientri su queste aree venissero respinti con chiusure sotto 1.1460, l’EUR/USD potrebbe aprire una nuova gamba discendente con target iniziale in area 1.1390 e successiva estensione verso 1.1300–1.1200. In questo contesto il mercato continuerebbe a mostrare una dinamica di distribuzione tecnica post-recupero, coerente con un trend ribassista di medio periodo in cui i rimbalzi vengono letti come occasioni di vendita istituzionale.
Solo un recupero deciso e mantenuto sopra 1.1700 metterebbe realmente in discussione la struttura ribassista in atto e aprirebbe spazio a una revisione più profonda verso 1.1780–1.1800. Resta comunque valido il fatto che il bull trend pluriennale non sarebbe compromesso finché le medie lente restano inclinate al rialzo e il cambio si mantiene sopra i supporti strutturali in area 1.1200. In questa fase, la fascia 1.1390–1.1650 rappresenta il nuovo pivot del mercato valutario europeo: la tenuta sopra 1.1500 in chiusura daily sarà il livello chiave per distinguere tra un rimbalzo verso 1.1600–1.1650 e una prosecuzione della discesa verso 1.1390 e oltre, ridefinendo così il range di medio termine dopo il segnale hawkish della Federal Reserve del 17 giugno 2026.
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