La Giunta dell’Emilia-Romagna ha dato il via libera al progetto di legge per l’assestamento del Bilancio 2026. Si tratta di una manovra finanziaria di ampio respiro che mette in campo oltre 140 milioni di euro. Di questi fondi, circa 100 milioni sono destinati a investimenti sul territorio.
Il provvedimento passerà ora all’esame delle Commissioni dell’Assemblea legislativa, spiega una nota della Regione. L’approvazione definitiva in Aula è prevista entro la fine di luglio. Insieme all’assestamento, la Giunta ha approvato il Documento di economia e finanza regionale 2027-2029 e il progetto di legge “Refit”.
Quadro complesso e incerto
La manovra si inserisce in un quadro macroeconomico internazionale complesso e caratterizzato da forti incertezze. I conflitti in corso e il caro energia frenano la crescita globale. In questo scenario, le stime di Prometeia indicano per l’Emilia-Romagna un incremento del Pil contenuto ma progressivo. Il Pil regionale passerà infatti dai 174.481 milioni del 2023 ai 180.410 milioni nel 2029.
Nonostante la stagnazione, l’economia emiliano-romagnola cresce poco sopra la media nazionale grazie alla competitività del suo sistema produttivo. Nel 2026 le esportazioni aumenteranno dell’1%, mantenendo la bilancia commerciale ampiamente in positivo.
De Pascale: crescita e coesione
Il presidente della Regione, Michele de Pascale, ha sottolineato la direzione strategica scelta dall’amministrazione: “In un contesto di sostanziale stagnazione economica, segnato dalle guerre e dalla crisi energetica, l’Emilia-Romagna mette in campo misure anticicliche per sostenere la crescita e la coesione”.
De Pascale ha poi evidenziato i macro-interventi previsti: “Oltre 100 milioni di euro per gli investimenti pubblici e privati, oltre 11 milioni di sostegno alle imprese per l’accesso al credito, 6 milioni per la casa e 8 milioni per l’economia urbana. A queste misure affianchiamo quelle sul fronte della sanità e del sociale, della scuola e della formazione con oltre 37 milioni complessivi, per metterci al fianco delle famiglie e dei Comuni in un momento di grande difficoltà per tanti””.
Baruffi: conti in ordine
L’assessore al Bilancio, Davide Baruffi, ha invece evidenziato la solidità dei conti regionali in un momento di severo rigore per la finanza pubblica nazionale. L’Italia si trova ancora in procedura d’infrazione europea per eccesso di deficit. “In un quadro di finanza pubblica sempre più restrittivo, con l’Italia ancora in infrazione europea per eccesso di deficit, l’Emilia-Romagna si presenta con i conti in ordine: un indebitamento costantemente in riduzione”.
Baruffi ha poi concluso spiegando i benefici di questa gestione virtuosa: “È grazie a questa solidità strutturale che possiamo ora espandere gli investimenti a favore del territorio. E possiamo anche sviluppare alcune nuove iniziative in ambito educativo, sociale e culturale”.
Tre richieste a Roma
Al Governo, concludono de Pascale e Baruffi, “chiediamo però tre cose: anzitutto di incrementare il Fondo sanitario nazionale, perché dal 2027 tornerà ad allargarsi la forbice tra costi e risorse assegnate alle Regioni; in secondo luogo, è indispensabile approntare misure per fronteggiare il caro energia, che colpisce famiglie, imprese e servizi pubblici. Infine, chiediamo di rifinanziare il Trasporto pubblico locale, perché ai tagli della finanziaria di quest’anno si sono aggiunti aumenti considerevoli dei prezzi dei carburanti. Sono richieste avanzate da tutte le Regioni insieme, attraverso la Conferenza, che meritano una risposta all’altezza della crisi che attanaglia il Paese”.
Le misure previste
Entrando nel dettaglio, tra le diverse misure inserite nell’assestamento di Bilancio, prosegue la nota, sono previsti 18 milioni di euro per indennizzare gli emotrasfusi e ulteriori 2 milioni per cofinanziare gli investimenti sanitari; 5 milioni per garantire la formazione gratuita degli Operatori sociosanitari (Oss), contrastando così la cronica carenza di personale; 1,5 milioni per il potenziamento dei servizi sociali e la tutela delle fasce vulnerabili; 3 milioni per sperimentare nei Comuni capoluogo e nelle Unioni “Atuss” il nuovo servizio extrascolastico per bambine e bambini delle primarie dal 31 agosto al 14 settembre, supportando la conciliazione vita-lavoro delle famiglie.
Alloggi e costa
Al capitolo casa sono assegnati ulteriori 6 milioni di euro per accelerare il ripristino degli alloggi pubblici sfitti da destinare alla locazione a canone calmierato (Ers), all’interno del piano complessivo da 300 milioni che punta anche all’efficientamento energetico e all’abbattimento delle barriere architettoniche.
Sul fronte della riqualificazione della costa sono stanziati 10 milioni di euro per il triennio 2026-2028 destinati alla rigenerazione dei waterfront, e quasi 8 milioni (2 di spesa corrente, 6 di investimento) nel biennio 2026-2027 per rilanciare il commercio di vicinato e i borghi attraverso la realizzazione degli hub urbani.
Strade, imprese e…
Con quasi 18 milioni di euro ulteriori sarà potenziata la manutenzione straordinaria delle strade e la realizzazione di nuovi interventi, prioritariamente sulla rete stradale provinciale.
Risorse pari a 3,8 milioni sono riservate all’attrattività, anche sportiva, delle aree montane e interne (Stami); mentre 4 milioni complessivi tra il 2026 e il 2028 serviranno a potenziare
la sicurezza urbana, con focus sulle stazioni.
Per le imprese sono previsti 11,4 milioni di euro destinati al Fondo Starter e al Fondo centrale di garanzia per la manifattura, a cui si aggiungono 8 milioni “liberati” dai fondi Fesr per stimolare l’economia in chiave anticiclica; 4,5 milioni in più nel biennio vanno invece alle aziende agricole per la promozione dell’agroalimentare e per l’abbattimento dei costi delle polizze assicurative contro i danni del cambiamento climatico.
Circa 21 milioni di euro serviranno invece a dare continuità ai lavori del Dama Tecnopolo di Bologna, tra cui l’insediamento dell’Università dell’Onu, neutralizzando l’impatto dei rincari delle materie prime causati dalle tensioni geopolitiche e dal venir meno dei fondi statali per gli appalti pubblici, conclude la nota della Regione Emilia-Romagna.
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