A Firenze la mostra “Gli Scultori della Velocità” lega Leonardo, artigianato e motorismo storico fino al 28 giugno 2026.
La mostra “Gli Scultori della Velocità e il sogno di Leonardo da Vinci” sta trasformando Palazzo Medici Riccardi in uno dei luoghi simbolo del dialogo tra storia, ingegno italiano e cultura dell’automobile. L’esposizione, aperta a Firenze fino al 28 giugno 2026, registra un forte interesse di pubblico e ha ricevuto una visita istituzionale degli Automobile Club della Toscana, con la partecipazione del presidente ACI Geronimo La Russa e del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Il dato non è solo culturale: in un momento in cui l’automotive discute di elettrificazione, software e industria del futuro, la mostra ricorda quanto il valore dell’auto italiana sia nato anche da una filiera artigianale fatta di competenze manuali, materiali, design e territorio.
Il percorso espositivo mette in relazione mondi apparentemente distanti, ma uniti dalla stessa idea di innovazione applicata alla forma e al movimento. Si parte dagli armaioli fiorentini del Quattrocento, capaci di modellare corazze sbalzate a mano con una precisione tecnica e artistica già molto avanzata, per arrivare al Carro semovente di Leonardo da Vinci, al primo motore a scoppio di Barsanti e Matteucci e alle carrozzerie battute a mano dai maestri battilastra modenesi negli anni Cinquanta e Sessanta. È qui che il racconto diventa pienamente automobilistico: prima della robotica, prima della progettazione digitale, prima delle piattaforme industriali globali, l’identità di molte auto italiane nasceva dal gesto umano, dal martello, dalla lastra metallica e da una conoscenza empirica della proporzione.
Il valore della mostra sta proprio in questa connessione. Non si limita a celebrare il passato, ma restituisce profondità industriale a un patrimonio spesso raccontato solo come mito estetico. Le carrozzerie modellate a mano dai battilastra modenesi rappresentano una fase decisiva della storia dell’auto italiana: quella in cui l’artigianato dialogava con la meccanica, con le competizioni e con la nascita di marchi destinati a diventare riferimenti internazionali. In questo senso, la velocità non viene presentata soltanto come prestazione, ma come risultato di cultura tecnica, sensibilità progettuale e capacità produttiva.
La visita guidata delle istituzioni ha rafforzato questo messaggio. Ad accogliere la delegazione c’erano Alessio Mantellassi, vice sindaco metropolitano della Città Metropolitana di Firenze, Massimo Ruffilli, presidente AC Firenze, e gli organizzatori della mostra: Jean Marc Borel di ModenArt, insieme a Mauro Bertoli, Vincenzo Iannelli e Stefano Lazzeri della Scuderia Bellecurve. Alla visita hanno preso parte anche Leonardo Acquaviva, presidente del Comitato Regionale degli Automobile Club Toscani, e i presidenti degli Automobile Club provinciali. La presenza congiunta di istituzioni, ACI e realtà legate al motorismo storico conferma come l’automobile d’epoca sia sempre più letta anche come asset culturale, turistico ed economico.
Per il settore automotive, questa lettura è rilevante. La memoria industriale non è un elemento accessorio: contribuisce al posizionamento dei territori, sostiene eventi, musei, collezioni, restauri, competenze specializzate e un indotto che coinvolge artigiani, officine, carrozzieri, designer, operatori culturali e turismo. La Toscana e l’Emilia-Romagna, richiamate idealmente dal percorso tra Firenze e Modena, diventano così due poli di un racconto più ampio sul Made in Italy, in cui arte rinascimentale, meccanica e carrozzeria non sono capitoli separati, ma parti di una stessa tradizione produttiva.
In questa prospettiva si inserisce anche il ruolo dell’Automobile Club d’Italia. Geronimo La Russa ha sottolineato come il sostegno a iniziative di questo tipo rientri nell’impegno dell’ACI non solo sulla mobilità contemporanea, ma anche nella tutela della cultura automobilistica, considerata parte dell’identità industriale e stilistica del Paese. È un passaggio significativo, perché colloca il motorismo storico dentro una strategia di valorizzazione più ampia, non limitata al collezionismo o alla passione privata.
La mostra ha anche un forte valore divulgativo. La sede della Galleria delle Carrozze dei Medici consente di leggere la storia della mobilità come una sequenza di intuizioni, tecniche e mestieri che attraversano i secoli. Il carro di Leonardo, le corazze degli armaioli, il motore di Barsanti e Matteucci e le forme scolpite dai battilastra modenesi compongono un percorso in cui la tecnologia non cancella l’arte, ma la assorbe e la trasforma. È una chiave utile anche per interpretare l’auto di oggi: dietro ogni evoluzione industriale, dalla produzione digitale alla mobilità elettrica, resta centrale il tema della competenza.
L’affluenza positiva conferma inoltre l’interesse del pubblico per un racconto dell’automobile meno legato alla sola nostalgia e più vicino alla storia materiale del Paese. La mostra parla agli appassionati di motori, ma anche a chi guarda all’auto come oggetto culturale, sintesi di ingegneria, design, manifattura e identità territoriale. In un mercato in rapida trasformazione, dove il rischio è misurare tutto in termini di batterie, software e volumi produttivi, iniziative come questa ricordano che il valore dell’automotive italiano nasce anche dalla capacità di costruire immaginario.
Firenze diventa così il luogo in cui il sogno di Leonardo da Vinci incontra l’eredità dei maestri della lamiera e la storia dell’auto sportiva italiana. Non una semplice esposizione di oggetti, ma un racconto sulla continuità dell’ingegno: dall’armatura rinascimentale alla carrozzeria modellata a martello, dalla macchina immaginata alla velocità diventata arte.
Scheda
Mostra: “Gli Scultori della Velocità e il sogno di Leonardo da Vinci”
Sede: Palazzo Medici Riccardi, via Cavour 5, Firenze
Periodo: fino al 28 giugno 2026
Orari: 09.00-19.00, chiuso il mercoledì
Tema: legame tra ingegno rinascimentale, motorismo storico e arte della carrozzeria
Protagonisti del percorso: armaioli fiorentini, Leonardo da Vinci, Barsanti e Matteucci, battilastra modenesi
Organizzazione: ModenArt e Scuderia Bellecurve
Visita istituzionale: ACI, Automobile Club Toscani, Città Metropolitana di Firenze e Regione Toscana
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