WisdomTree – Tactical Daily Update


Petrolio ai livelli ante guerra e calma sui bond sostengono Borse ai massimi.
UK: premier Starmer dimissionario: reazioni composte per Guilt e Sterlina.
Verso la fine del semestre: Asia ed emergenti la sorpresa più positiva.
Metalli preziosi e cryptovalute snobbate: covano il rimbalzo?

Mercati in equilibrio precario tra geopolitica, Fed e sorprese positive. Venerdì 19 i mercati hanno vissuto un’altra seduta all’insegna della cautela, dopo una giornata poco mossa sia in Europa sia negli Stati Uniti.
A dominare lo scenario restano le tensioni in Medio Oriente e l’incertezza su un possibile coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nel conflitto tra Israele e Iran.
Sul fronte monetario, la Fed ha mantenuto invariati i tassi, nonostante le pressioni di Donald Trump, ma ha indicato due possibili interventi entro fine anno per una riduzione complessiva del costo del denaro pari a 0,5 punti percentuali. Contestualmente, ha rivisto al ribasso le stime di crescita del Pil, penalizzate dalle tensioni commerciali.
Piazza Affari ha chiuso in territorio negativo, appesantita dai timori di un’escalation militare: il Ftse Mib ha ceduto l’1,21%, scendendo sotto quota 39.000 punti a 38.942. Deboli anche le principali Borse europee, mentre Wall Street è rimasta chiusa per festività. La Banca d’Inghilterra ha invece confermato i tassi invariati al 4,25%, in linea con le attese.
Oggi, 22 giugno, i primi segnali di progresso nei negoziati di pace in Svizzera tra Iran, Stati Uniti e Paesi mediatori hanno favorito una discesa del petrolio (Brent -1,7%) e sostenuto gran parte dei listini dell’area Asia-Pacifico. Tuttavia, i future su Europa e Wall Street arretrano dello 0,3%, segnalando una prudenza ancora elevata.
In Asia spicca il Giappone: il Nikkei guadagna il 1,9% e segna un nuovo record storico, mentre lo yen continua a indebolirsi fino a 161,2 contro il dollaro. A sostenere il listino sono soprattutto i titoli legati ad intelligenza artificiale e semiconduttori.
La banca centrale cinese ha lasciato invariati a giugno i principali tassi sui prestiti, confermandoli ai minimi storici per il tredicesimo mese consecutivo. Più debole Hong Kong con Hang Seng -1%, mentre il CSI 300 sale dello 0,7%. Ottima performance per Taipei: Taiex +2,8%, nuovo massimo storico.
In Corea il Kospi avanza dello 0,4%, sostenuto da esportazioni ancora robuste grazie al boom dei semiconduttori. L’indice indiano BSE Sensex di Mumbai sale dello 0,6%: dalla firma dell’accordo di pace ha registrato 6 rialzi su 7 sedute.

A poco più di una settimana dalla fine del semestre, il bilancio dei mercati resta una delle sorprese positive dell’anno. Anche gli investitori più ottimisti difficilmente avrebbero immaginato una così lunga serie di borse sui massimi storici, con performance persino a tripla cifra come il Kospi +107%, considerando che sullo sfondo resta una guerra con l’Iran non ancora definitivamente risolta.
Obbligazionario: stabilità dopo il riallineamento delle banche centrali. Da inizio anno il comparto obbligazionario ha registrato un andamento positivo ma frammentato, con rendimenti sostanzialmente stabilizzati dopo il consolidamento delle politiche monetarie di Europa e Stati Uniti.
Sul fronte europeo, il BTP decennale italiano ha oscillato tra 3,50% e 3,80%, mentre il Bund decennale tedesco si mantiene intorno al 2,50%.
Lo spread BTP-Bund è vicino ai 71 punti base, con una lieve variazione positiva da inizio anno. Le recenti emissioni retail hanno confermato rendimenti interessanti: il BTP Valore di marzo ha offerto cedole intorno al 2,9%-3%, mentre il BTP Italia di giugno un rendimento dell’1,60% più recupero inflazione.
Negli Stati Uniti, i Treasury hanno registrato una moderata risalita dei rendimenti, frenati da dati macroeconomici solidi che hanno ridotto le aspettative di tagli aggressivi della Fed. Il Treasury 2 anni si colloca intorno al 4,19%, mentre il 10 anni oscilla tra 4,40% e 4,50%.
Buona la tenuta delle obbligazioni corporate, sia Investment Grade sia High Yield, sostenute da una redditività aziendale solida e da livelli contenuti di insolvenza. Non tutto il tech brilla: le eccezioni negative dei mercati
Tempo di bilanci: tra le Borse globali, tre casi rappresentano le principali delusioni: Hong Kong -6%, India -12%, Giacarta -32%. Il caso più emblematico è l’Hang Seng, penalizzato dal crollo dei grandi gruppi tecnologici (-8%), in netta controtendenza rispetto al resto del comparto globale. Alibaba chiude il semestre con una perdita del -27%.
Male anche i metalli preziosi: oro -3,30% e argento -9% da inizio anno. Se il confronto viene fatto dal picco record di gennaio, il calo diventa ancora più marcato: oro -25%, argento -46%. La tradizionale funzione di bene rifugio è stata messa sotto pressione dal costo del denaro elevato e dalla forte attrattività degli investimenti legati all’intelligenza artificiale.
Anche il mondo crypto ha perso slancio: Bitcoin -29% ed Ethereum -43% da inizio anno. Il settore ha risentito di dinamiche simili a quelle dei metalli preziosi: gli investitori hanno spostato attenzione e capitale verso segmenti più redditizi, in particolare chip e IA.

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