Omceo Roma: “Formare i medici all’Ia per un uso etico e consapevole”


ROMA – “Noi medici usiamo l’intelligenza artificiale per scopi personali ma cerchiamo di farla utilizzare nel migliore dei modi possibili cercando di alfabetizzare i colleghi, che devono conoscere quali sono i rischi e qual è la capacità di poter utilizzare questo strumento. Ecco, dunque, che dobbiamo insegnare loro come usare l’intelligenza artificiale“. Lo ha spiegato all’agenzia Dire il presidente dell’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Roma, Antonio Magi, a margine del corso di formazione accreditato Ecm dal titolo ‘Dati e diagnosi: il futuro assistito dall’intelligenza artificiale’, organizzato dall’Ordine dei Medici di Roma in collaborazione con la Fondazione Mondo Digitale – Diritto alla conoscenza. Ospitato negli spazi dell’Aula Roberto Lala dell’Ordine (via Bosio 19/a), l’evento ha visto il susseguirsi di diversi approfondimenti sulla sanità digitale e ha offerto ai partecipanti numerosi strumenti per comprendere e gestire il futuro della diagnosi assistita dall’intelligenza artificiale.

MAGI: “FONDAMENTALE INSEGNARE COME FUNZIONA L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE”

“Ricordo- ha proseguito Magi– che l’intelligenza artificiale è legata anche a un algoritmo fatto da persone che lo sanno scrivere, che lo sanno fare, e quindi può essere difettoso in qualche sua parte: è proprio lì che dobbiamo essere in grado di riconoscere se vi siano delle falle e dobbiamo essere in grado di correggerle con la nostra esperienza professionale”. “Poi- ha evidenziato il numero uno dell’Omceo della Capitale- quando noi inseriamo i dati, ovvero quello che ci serve per la nostra attività, l’intelligenza artificiale impara. E impara anche su quelle che sono le nostre conoscenze e su questo noi ci dobbiamo confrontare tutti i giorni per vedere se questo rapporto reciproco tra una intelligenza umana e una intelligenza artificiale possa in qualche modo creare uno strumento che sia utile per la salute dei cittadini”. Per Antonio Magi, “è dunque fondamentale insegnare innanzitutto come funziona l’intelligenza artificiale e quali sono i rischi. Compito dell’Ordine dei Medici, inoltre, è quello di aggiornare il Codice Deontologico per l’uso etico dell’intelligenza artificiale. Un compito, questo, che sarà fatto magari molto più rapidamente rispetto a quello che oggi è l’aggiornamento del codice deontologico, perché la tecnologia va molto veloce e questo ci imporrà di rivedere molto più rapidamente e in tempi sempre più brevi il codice deontologico proprio rispetto alla tecnologia”.

POLLIFRONE: “ABBIAMO DECISO DI INSERIRE ALL’INTERNO DEI NOSTRE PROGETTI E DEI NOSTRI FINANZIAMENTI LA DIGITALIZZAZIONE IN TOTO”

“L’intelligenza artificiale e la digitalizzazione in generale nel campo sanitario- ha aggiunto il presidente Cao, Brunello Pollifrone– offrono opportunità legate non solo alla sanità ma legate alla sanità e in relazione alla salute e alla tutela della salute del cittadino, che poi è il fine ultimo che noi ci proponiamo”.
Il tesoriere della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri ha poi annunciato che, “su proposta del presidente Anelli abbiamo deciso di inserire all’interno dei nostre progetti e dei nostri finanziamenti la digitalizzazione in toto, ma soprattutto progetti riguardo i 106 ordini provinciali sull’intelligenza artificiale. È una notizia fondamentale, perché i fondi che verranno stanziati dalla nostra Federazione sono importanti, si parla di milioni di euro, e una parte di questi sarà sicuramente messa a disposizione dell’intelligenza artificiale”.

IL SETTORE IN CUI FA LA DIFFERENZA L’UTILIZZO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Nel corso del suo intervento, il consigliere dell’Ordine dei Medici di Roma, Nicola Illuzzi, ha presentato alcuni sistemi e metodologie, come il Metodo Framework Calibra, che consentono di realizzare percorsi di formazione personalizzata in sanità, con particolare attenzione allo sviluppo delle soft skills. “L’intelligenza artificiale è fondamentale nella formazione in sanità– ha evidenziato Illuzzi- perché è l’utilizzo di un sistema esperto che ha l’intelligenza artificiale come motore interno per aiutare il professionista nella formazione e quindi rendere la formazione personalizzata. Sarebbe impossibile personalizzare tutti i contenuti senza un sistema esperto”. Ma qual è il settore in cui fa la differenza l’utilizzo dell’intelligenza artificiale? “È proprio la formazione delle competenze trasversali- ha affermato il consigliere dell’Ordine dei Medici di Roma- e quando parliamo di soft skills, di orientamento al paziente, di comunicazione efficace, di leadership, di coordinamento del team, lì è fondamentale avere una personalizzazione dei contenuti, perché per avere un engagement importante durante il percorso di formazione è fondamentale che l’utente, il discente, riceva un contenuto nel suo linguaggio”.

“Ognuno di noi ha una modalità di apprendimento- ha inoltre detto Illuzzi– e grazie all’intelligenza artificiale possiamo arrivare veramente a una personalizzazione del contenuto, perché lo strumento, e in questo caso ho parlato di Calibra, è uno strumento che permette, attraverso un assessment, di andare a capire le live skills, le soft skills e il learning style, perché ognuno di noi appartiene a un gruppo particolare che ha capacità e uno stile di apprendimento diversi dagli altri. Quindi, attraverso questo assessment è possibile andare a studiare bene l’individuo, capire le sue aspettative, i suoi bisogni, le sue caratteristiche peculiari e individuali e questo fa la differenza nella capacità non solo di apprendimento ma di ricordo e di utilizzo del contenuto. Dopo questo assessment solo l’intelligenza artificiale riesce a customizzare questi contenuti, chiamati content, che vengono poi somministrati in maniera personalizzata”. “L’ultimo step sono le analitiche- ha poi reso noto Nicola Illuzzi- perché l’obiettivo è riuscire a valutare quanto questi contenuti siano riusciti a incidere sull’esperienza pratica e clinica dell’operatore sanitario, che ha sempre più bisogno di avere un collegamento direttamente con il paziente. In questo modo il paziente riesce veramente a instaurare con il professionista un rapporto fiduciario, fondamentale per il successo della cura”.

TARSITANO: “L’IA FA PARTE DELLA NOSTRA QUOTIDIANITÀ”

“Quello dell’intelligenza artificiale- le parole della professoressa Maria Grazia Tarsitano, responsabile della Formazione Ecm dell’Omceo Roma- è un tema a cui come Formazione dell’ente siamo particolarmente attenti. L’intelligenza artificiale ormai fa parte della nostra quotidianità e, naturalmente, deve avere un ruolo cruciale all’interno della gestione della nostra operatività”. “Quello su cui dobbiamo puntare, però- ha tenuto a precisare- è un’alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale poiché, secondo i dati del Censis, i colleghi che la utilizzano prevalentemente sono gli under 40 e prevalentemente sono gli uomini rispetto alle donne, ricordando che tra l’altro la categoria del genere femminile è quella maggiormente rappresentata negli under 60 del nostro Ente: fino ai 40 anni, infatti, circa il 63% degli iscritti sono donne e quindi dobbiamo assolutamente supportare proprio la parte di Formazione”.

“Dall’altra parte ci teniamo tanto a recuperare il tempo di cura- ha evidenziato- e sicuramente l’intelligenza artificiale può supportarci in questa fase, perché la nostra è una professione che ha tutta una base legata alla Formazione, ma naturalmente ha una importante fase di interazione con il paziente, che è proprio il rapporto di cura”. “Un rapporto- ha concluso Tarsitano- che siamo chiamati a riprendere a pieno regime, sicuramente abbattendo i tempi legati alla parte burocratica e amministrativa: solo in questo modo possiamo riappropriarci di una delle parti più belle e più caratterizzanti e soprattutto che hanno un impatto fondamentale sulla diagnosi e sulla terapia, che è proprio quella del rapporto di cura”.




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 Francesco Demofonti

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