Bologna, 25 giugno 2026 – Il caldo estremo sembra non avere fine (ma attenzione perché ora una data c’è), una vera anomalia termica senza precedenti: dal 19 giugno, infatti la temperatura media regionale si mantiene stabilmente al di sopra dei precedenti record storici giornalieri, in attesa dell’apice, fra sabato 27 e martedì 30 giugno. In molte città dell’Emilia Romagna quello di venerdì 26 giugno sarà il nono giorno consecutivo di persistenza delle condizioni di almeno debole disagio secondo quanto scrive l’Arpae. Ed è proprio l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia Romagna a segnalare per venerdì 26 giugno un’altra giornata da allerta gialla e ancora una volta per “temperature estreme” in Emilia Romagna.
Turisti e passanti si rinfrescano dall’ondata di caldo alla fontanella accanto al Nettuno a Bologna (Foto Schicchi)
Ma ora arriva la data che tutti aspettavamo: secondo le previsioni meteo sempre di Arpae il d-day quello attesissimo che sembrerebbe poter portare a un crollo delle temperature è previsto per mercoledì 1 luglio. “L’ulteriore consolidamento del campo di alta pressione di matrice sub-tropicale determinerà tempo stabile, con attività termo-convettiva pomeridiana in prossimità dei rilievi, fino a martedì – scrive Arpae -. Un ulteriore aumento delle temperature riguarderà le giornate di domenica e lunedì che risulteranno probabilmente le più calde e con temperature molto al di sopra della media climatica di riferimento. Ma mercoledì 1 luglio aria più fresca di origine atlantica determinerà probabilmente piogge e temporali su buona parte della regione con calo termico” . E per la prima volta, dopo praticamente due settimane di termometri rossi, appare l’agognato segno ‘pioggia’ nel portale meteo di riferimento per la nostra regione.
“Il picco di intensità dell’attuale onda di calore (intensa, estesa e prolungata) per le nostre zone è ancora in divenire, e lo ‘assaggeremo’ tra il weekend e l’inizio della prossima settimana, con temperature medie da girone dantesco. Si tratta ora di capire quando proveremo a uscire da questo inferno” A parlare è Pierluigi Randi presidente dell’Associazione meteorologi professionisti (Ampro). “La maggioranza dei modelli numerici punta a inizio luglio (tra l’1 e il 3 a partire da Nord). Attenzione: si parla sempre di possibilità. Ma qualche segnale c’è, ovviamente da confermare. Qualora si materializzasse il cambio di regime, antenne dritte sui primi temporali che molto volentieri estrarranno ‘artigli parecchio affilati’. Dove, come e quando è presto per saperlo, ma l’ambiente sarà inizialmente infuocato e umido considerando anche anomalie della temperatura superficiale del mare che sul Golfo del Leone e Golfo di Genova raggiungeranno i 6/7°C nella fase di picco”.
Alessio Colella, su MeteoRed, scrive che “non si tratterebbe di un vero e proprio crollo delle temperature, bensì di un graduale ridimensionamento dell’ondata di calore che sta interessando l’Italia e gran parte dell’Europa”. “L’anticiclone delle Azzorre potrebbe tornare gradualmente ad allungarsi verso l’Europa occidentale – continua -, costringendo il promontorio africano a perdere parte della sua forza e a spostare il proprio asse leggermente più a ovest”. I modelli previsionali non risultano però concordi sull’intensità del cambiamento.
In una tendenza ancora da confermare, Lorenzo Bedellino su 3B Meteo, indica un ridimensionamento delle temperature, almeno parziale, dopo i primo giorni della prossima settimana.
Mattia Gussoni, meteorologo de il Meteo.it, prevede che il fronte temporalesco in arrivo il primo luglio colpirà in particolar modo il Nord Italia, con particolare attenzione al Triveneto. “Si tratterà di una transizione brusca che potrebbe provocare fenomeni intensi, come grandine e nubifragi, nonché downburst”.
A emanare l’allerta per tutta la giornata di venerdì 26 giugno è l’Arpae Emilia Romagna: valida per le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara e Ravenna. “Per venerdì 26 giugno è prevista la persistenza di temperature massime elevate, intorno a 37/38 °C nelle zone interne di pianura fino alle fasce collinari – scrive l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna –. Non si escludono inoltre temporali sparsi, di breve durata, più probabili lungo i rilievi, in particolare quelli del settore centro-occidentale, con possibili effetti e danni associati. Si segnalano inoltre condizioni di disagio bioclimatico diffuse in pianura”.
Il disagio bioclimatico, o ondate di calore, si verifica quando si registrano temperature molto elevate per più giorni consecutivi, spesso associate a tassi elevati di umidità, forte irraggiamento solare e assenza di ventilazione. Queste condizioni climatiche possono rappresentare un rischio per la salute della popolazione, soprattutto per le persone con difficoltà nella termoregolazione fisiologica o con ridotta possibilità di mettere in atto azioni protettive. Il corpo infatti si raffredda sudando, ma in certe condizioni fisiche e ambientali questo non è sufficiente.
Se, ad esempio, l’umidità è molto elevata, il sudore non evapora rapidamente e il calore corporeo non viene eliminato efficacemente. Se la temperatura del corpo aumenta rapidamente, può arrivare a danneggiare diversi organi vitali, compreso il cervello. Un’esposizione prolungata a temperature elevate può provocare disturbi lievi, come crampi, svenimenti, edemi, o di maggiore gravità, come congestione, colpo di calore, disidratazione. Condizioni di caldo estreme, inoltre, possono determinare un aggravamento delle condizioni di salute di persone con patologie croniche preesistenti.
Le condizioni di disagio bioclimatico estivo sono definite utilizzando l’indice di Thom. Tale indice combina i valori assunti dai parametri umidità e temperatura per descrivere le condizioni di disagio fisiologico dovute al caldo umido. Le soglie del disagio bioclimatico utilizzate per il sistema di previsione sono state identificate tramite uno studio sulla mortalità condotto nell’area urbana di Bologna relativamente agli anni 1989-2003.
“Tra poco andrò al Centro operativo comunale (Coc), che abbiamo deciso di convocare in seguito all’allerta caldo dei prossimi giorni. Quindi entro oggi daremo comunicazione su nuove iniziative, alla luce anche di quella che sono i bollettini della Regione Emilia-Romagna”. Lo ha riferito oggi il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, interpellato sul tema caldo. “Nei prossimi giorni farà ancora più caldo, se è possibile, quindi daremo tutte le indicazioni insieme all’Ausl su come comportarsi e metteremo a disposizione della città nuovi strumenti per poter affrontare questa allerta“, aggiunge il sindaco. Bologna intanto ‘guadagna’ un altro giorno da bollino rosso fino a sabato 27 giugno compreso.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Source link






