Piano Casa, iter accelerato per i programmi integrati (con attuatori qualificati) e priorità a spazi e servizi di prossimità


Nei programmi di edilizia integrata diventa obbligatorio prevedere la presenza di spazi e servizi di prossimità, anche comuni, funzionali alla coesione sociale e al benessere della comunità. Si specificano i requisiti dei soggetti attuatori e decade il vincolo dell’investimento estero per poter immettere i programmi di edilizia integrata sulla rampa di lancio delle semplificazioni procedurali governate da un commissario straordinario.

Sono alcune delle novità che incamera il Piano Casa durante l’esame alla Camera.

Il testo dopo il primo ok alla Camera arriva blindato all’altro ramo del Parlamento che potrà solo ratificare il lavoro svolto a Montecitorio (il testo a convertito entro il 6 luglio).

I soggetti cui il Piano casa deve dare prioritariamente risposte

Viene ampliato il perimetro dei soggetti cui prioritariamente deve dare risposta il piano di misure straordinarie per favorire interventi di edilizia residenziale pubblica, sociale e integrata, destinati alla vendita o alla locazione a prezzo calmierato, anche tramite sostituzione edilizia, recupero e riconversione di immobili del patrimonio immobiliare pubblico. Il Piano casa deve guardare soprattutto ai fabbisogni abitativi dei giovani e degli studenti universitari, dei lavoratori fuori sede, delle giovani coppie e dei genitori separati. In più – con l’approvazione di un emendamento – si aggiunge un’altra priorità: nell’ambito della categoria di lavoratori fuori sede, bisogna soddisfare prima di tutto le esigenze del personale scolastico, sanitario, delle Forze di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze armate.

Iter accelerato con commissario anche senza investimenti esteri

Con una modifica apportata alla Camera decade il requisito della presenza di ingenti investimenti esteri per l’accesso dei piani integrati alle misure tese ad accelerare i tempi di realizzazione. Gli interventi di edilizia integrata che godono di specifici e importanti programmi di investimento sul territorio italiano possono essere dichiarati di preminente interesse strategico nazionale e governati da un Commissario straordinario per accelerarne la concretizzazione. Per tali interventi sono previste diverse semplificazioni: ai fini dell’approvazione degli atti necessari alla loro realizzazione va sempre indetta una conferenza di servizi semplificata, che deve concludersi nel termine di 30 giorni dalla sua convocazione o in 40 giorni nel caso in cui siano presenti amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali o alla tutela della salute e della pubblica incolumità dei cittadini.

Piani di edilizia integrata, soggetti attuatori

In fase di conversione sono aggiunti i requisiti dei soggetti privati che possono realizzare i piani di edilizia integrata, ossia piani volti ad assicurare un’offerta abitativa per chi, pur non rientrando nei programmi di edilizia residenziale pubblica, non riesca – per motivi economici – ad accedere al libero mercato per prendere in locazione o acquistare la prima a casa.  Tali interventi dovranno essere attuati prioritariamente attraverso programmi di rigenerazione urbana, riuso di aree già urbanizzate o degradate e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e prevedere almeno il 70% di edilizia convenzionata finalizzata alla locazione o alla vendita, rispettivamente a canone o a prezzo calmierati e il restante 30% alla locazione o vendita alle condizioni di mercato.

Possono attuare i piani integrati i soggetti privati, anche costituiti in forma di società di progetto o di veicolo societario appositamente costituito, in possesso dei seguenti requisiti:

La quota del 70% nei grandi comparti

Quando il piano di edilizia integrata interessa un comparto di sviluppo di grandi dimensioni, che preveda l’insediamento di una pluralità di destinazioni d’uso, residenziali e non residenziali, la quota percentuale minima del 70% di edilizia convenzionata è calcolata esclusivamente con riferimento all’importo dell’investimento complessivo destinato alla componente residenziale del comparto, ossia quella relativa alle unità abitative di edilizia convenzionata e di edilizia residenziale libera, con esclusione degli investimenti destinati a destinazioni d’uso non residenziali. Anche questa precisazione è stata aggiunta in sede di conversione.

Spazi e servizi di prossimità nei piani di edilizia integrata

Nei programmi di edilizia integrata, per la componente di edilizia convenzionata, diventa obbligatorio prevedere la presenza di spazi e servizi di prossimità, anche comuni, funzionali alla coesione sociale e al benessere della comunità residente, con particolare riferimento a interventi di senior cohousing e cohousing intergenerazionale.

Una quota compresa tra il 5 per cento e il 15 per cento della superficie utile complessiva può essere destinata a startup, microimprese, attività lavorative svolte in postazioni condivise (coworking), commercio di prossimità, artigianato urbano e a servizi di quartiere mediante convenzioni a canone calmierato. Sarà la convenzione stipulata con il Comune a disegnare i contorni di tale possibilità. Per l’edilizia convenzionata bisognerà assicurare una adeguata dotazione di servizi pubblici, avendo cura di garantire la presenza di esercizi commerciali di vicinato e di attività artigianali di produzione di beni o di prestazione di servizi.

Cambio di destinazione d’uso facilitato con vincolo trentennale da trascrivere nei registri immobiliari

Al mutamento di destinazione d’uso degli edifici, funzionale alla creazione di alloggi di edilizia pubblica e sociale, si applica la disciplina prevista dall’articolo 23-ter del testo unico dell’Edilizia, modificato dal cosiddetto Dl “salva-casa”. Deve, però, essere previsto un vincolo trentennale di destinazione d’uso, che – viene aggiunto in fase di conversione – va trascritto nei registri immobiliari entro trenta giorni dal completamento dell’intervento.

Spese di locazione studenti fuori sede, incremento del fondo

Il fondo finalizzato a corrispondere un contributo per le spese di locazione abitativa sostenute dagli studenti fuori sede è incrementato di 8,5 milioni di euro per l’anno 2026. 

Garanzia prima casa e disabilità

Sono comprese tra le categorie prioritarie esclusivamente ammesse all’accesso al Fondo di garanzia per la prima casa, per la concessione di garanzie, a prima richiesta, su mutui ipotecari o su portafogli di mutui ipotecari, le persone con disabilità permanente accertata e i componenti di un nucleo familiare al quale appartenga da almeno due anni un familiare convivente (figlio o figlia, fratello o sorella) con disabilità permanente accertata.

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